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Perché si dicono tante sciocchezze nel dibattito economico in Italia

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Intanto grazie Sandro, veramente un bel pezzo. Volevo condividere questo momento epifanico molto collegato a quello hai detto che mi è successo un anno fa. Michele Boldrin fece un seminario e presenteva dati sulla distribuzione dei redditi. Distribuzione che vedeva un peggioramento dei redditi della classe media. Dal pubblico si levò un lamento, le quote distributive erano andate a favore dei redditi alti e ciò era l'effetto evidente delle politiche liberiste. Michele con pazienza (una volta tanto) cercò di spiegare che non era un problema di quote ma di crescita della produttività dei singoli che era stata bassa per una pletora di lavoratori a medio reddito e che le quote ex post registravano proprio questa mancanza di crescita. Mi resi conto che erano veramente due mondi a parte, il mondo super fisso in cui la produzione avviene e poi si decide (politicamente) a chi spetta quale fetta e il mondo reale fatto di decisioni individuali, individui che rispondono ad incentivi e che producono certi risultati e che poi, solo poi, si aggregano. Credo ci sia qualcosa di filosofico, una dicotomia profonda  in questi due approcci all'economia e alla società, ma non sono un filosofo... Un caro saluto a tutti.