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Perché si dicono tante sciocchezze nel dibattito economico in Italia

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la tua domanda è quella di milioni di persone intelligenti e per bene, inclusi non pochi fra i miei più cari amici, e merita una risposta accurata. Ti do la mia cominciando col segnalarti i punti in cui Chomsky (secondo me) dice stupidaggini.

“In democracy […] the government carries out actions determined by the population”: FALSO, le cose sono molto più complicate, per fortuna! Nella parte omessa della citazione C. dice invece una cosa accettabile e, nella sua vaghezza, ben diversa: “public opinion is going to have some influence on policy”. Il passaggio da questa tesi all’altra è fatto come se le due cose fossero equivalenti: non so dire se per stupidità, ignoranza o disonestà. Il resto del discorso su questo tema è un continuo mix di stupidaggini e (poche) sensate ovvietà; la sintesi che C. stesso ne fa è la lotta fra “reduce inequality” e “reduce democracy”: una formuletta semplicistica che non rende conto dei problemi e dei conflitti sociali reali. Per avere un’idea realistica e seria al riguardo, segui il blog di Zingales: https://promarket.org/. Confronta i due modi di trattare il medesimo tema, cioè il rischio che il ‘potere economico’ condizioni indebitamente il ‘potere politico’, e vedrai tu stesso la differenza. Zingales & c. propongono soluzioni concrete di problemi ben definiti, problemi e soluzioni interne al sistema economico attuale; C. delinea problemi immaginari, caricature ideologiche dei problemi reali, e propone soluzioni altrettanto immaginarie e vaghe all’interno di un sistema sociale alternativo del tutto indefinito, quel genere di cose che perfino Marx chiamava con disprezzo utopie.

Ho guardato i primi 10’ e 30” del documentario, che dura 1h 12’ e 45”. Francamente non ce la faccio a sorbirmi il resto. Spero che qualcun altro mi dia il cambio proseguendo nella disamina del discorso di Chomsky. Resto dell’idea che sia utile rispondere a dubbi come quelli espressi da Carlo.