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Perché si dicono tante sciocchezze nel dibattito economico in Italia

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Illuminante e chiarificatore. Grazie Prof. Brusco.

Aggiungo questa cosa, se mi permette: il tema dell'informazione economica è centrale nel nostro Paese anche perché è da troppo tempo che la cultura giuridica predomina l'impostazione dei problemi. Molte volte ho sentito impostare un problema di incentivi come un problema di attinenza al sistema legale, prima ancora di essere impostato in chiave economica. E se non è la cultura giuridica lo è la cultura keynesiana (come dice Lei). Quella degli anni '30 non quella neo-keynesiana.

A dire il vero, preoccupa come vengano affrontati questi temi dagli italiani: con presunzione. A me sembra che ognuno possa dire la sua sul sistema economico con dovuta arroganza e presunzione. Le faccio alcuni esempi: un'amica laureata triennale in lettere si lamentava di avere salari bassi e che non ci sia lavoro e che il Governo dovesse intervenire; un amico ingegnere aereospaziale si lamentava che non ci fosse lavoro per lui a Roma; un amico giurista non capisce perché non abbattono le tasse e diminuiscono il debito contemporaneamente. Forse ho amici ignoranti, e presuntuosi (perché pensano che le mie risposte siano di pari valore alle loro affermazioni), ma una cosa è certa: non sanno minimamente quel che dicono perché a scuola non l'hanno insegnato e dai giornali non possono certo capirlo.

Aggiungo un'esperienza personale: da due anni ho creato un corso al liceo che insegni ai 25 (malcapitati) studenti le basi dell'economia politica e della politica economica. Molti sono interessati e molti vogliono capire nel profondo le implicazioni della macro e della microeconomia sulla loro vita pratica. Dal corso ho dedotto che c'è una vera "domanda di conoscenza" teorica e pratica sul funzionamento del sistema economico.

Ma come fare per cogliere questa domanda di conoscenza e contemporaneamente eliminare l'ignoranza per influenzare positivamente il futuro dibattito sull'economia?