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Perché si dicono tante sciocchezze nel dibattito economico in Italia

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Sono d'accordo con ginogino. Pensare che il dibattito economico in Italia sia cosi' fallimentare perche' sostenuto da un modello anacronistico vuol dire sopravvalutare chi il dibattito lo alimenta: i media e i governanti. Semplicemente i primi sono di una incompetenza disarmante in qualsiasi campo, i secondi aggiungono ideologia o interesse privato all'incompetenza. So che si tratta di editti qualunquisti ma vista dall'esterno la situazione appare cosi' disperata che perfino i qualunquisti hanno ragione.

Infine: il dibattito, almeno degli ultimi anni, e' incentrato soprattutto su due argomenti: il fantomatico rincaro dei prezzi dopo l'ingresso dell'euro e il precariato. Per quanto riguarda il primo penso che ci serva altro che il modello superfisso a spiegare quelle cifre di inflazione percepita (alcuni sondaggi dicono che il 93% della popolazione avverte un rincaro del 100% in 4 anni). Suggerisco che semplicemente pochi sappiano cosa sia e cosa misuri l'inflazione e ne fraintendano il significato sociale e forse gli economisti dovrebbero fare un po' (eufemismo per tanta) di autocritica sulle proprie capacita' comunicative (ve lo dico da uomo di scienza).

Per quanto riguarda i secondi - i lavoratori precari - c'e' molto piu' spazio per parlare di modello superfisso almeno per quanto riguarda le obiezioni di carattere ideologico a qualsiasi posto di lavoro che non sia "a tempo indeterminato": vedi molta sinistra. C'e' anche da dire pero' che in Italia l'intero mercato di trattazione dei lavoratori e' basato sui sindacati e di conseguenza sui CCNL. i CoCoCo etc non hanno rappresentanza sindacale e non hanno potere contrattuale avvelenando cosi' il mercato e infilandosi in una situazione di malcontento inespresso che alla fine si paga.

Per finire: posso anche capire non parlare di economia se non si e' studiata, pero' l'ingegnere aerospaziale amico di format che non puo' nemmeno lamentarsi di non trovare lavoro a Roma lo vedo un po' un concetto forzato.