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La morale del caso Mastella ...

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Non sapevo dove postarla ma soprattutto se postarla.
Se la conversazione è vera è illuminante riguardo ad alcune tendenze della nostra classe dirigente :)

Fonte Dagospia: http://dagospia.excite.it/esclusivo.html

Da Libero Mercato

La crisi politica avvampa, i banchieri scalpitano. Non c’è solo la tosta intervista rilasciata da Corrado Passera a Panorama, a dimostrarlo. Un altro banchiere di prima fila, sempre di Intesa, giovedì sera è sul volo Alitalia AZ 2118 da Roma a Milano, delle ore 21. Piero Modiano e sua moglie Barbara Pollastrini, ex ds oggi parlamentare del PD e ministro, siedono alla fila sei. Due passeggeri ci riportano brani di conversazione che, in luogo pubblico, Modiano e Pollastrini si scambiano. Decidiamo di non riportare i brani con le valutazioni di Modiano sulla banca e il suo futuro. Ci limitiamo alla politica.

È Modiano a parlare, all’on. Pollastrini, usando un “noi” che li accomuna. «Altro che prendere in giro i girotondini, lì con loro noi dovevamo stare, non pensare che queste siano cose che non interessano alla gente... e poi che vergogna... la vergogna di tutto il Parlamento, destra e sinistra, che si alza in piedi ad applaudire Mastella, che rappresenta la politica peggiore, che combattiamo da quando siamo in fasce».

«Guarda che il governo deve stare in piedi, è il Parlamento trasversalmente ad aver applaudito, il governo non c’entra», obietta Pollastrini. «Ma allora», riprende Modiano, «che il governo cada pure, se questo è il prezzo». «Qual è la cosa peggiore che può succedere se cade? Berlusconi vuole nuove elezioni? E che le vinca... sai che cosa ti dico.... che le vinca, meglio che governi lui di nuovo 5 anni, che annacquare la nostra idea e sputtanarci».

Come evitare l’annacquamento identitario? Modiano cita l’associazione girotondina varata anni fa in ambienti debenedettiani. «Ci vuole un ritorno al fermento di Libertà e Giustizia». Di lì alla polemica sul Papa e laicismo, il nesso è immediato. La Pollastrini fa presente che è previsto un suo intervento a un incontro con superlaici come il professor Piergiorgio Odifreddi e Giulio Giorello. Modiano incalza. «Questo del Papa è il classico caso in cui c’è uno scollamento tra opinione dei giornali e quella della gente. Ma quale libertà di parola violata? Le 67 persone libere che hanno sottoscritto l’appello contro il Papa alla Sapienza sono come i 12 che non hanno accettato di giurare per il fascismo. Ma quale libertà di parola? Il Papa parla sempre, me lo dice anche il mio autista».

Altri passaggi ci vengono riportati su come rilanciare Libertà e Giustizia nel Pd milanese, anche contro il presidente della provincia Penati, ma su questo le parole riferite dai due testimoni divergono e sorvoliamo. Netta invece la conclusione di Modiano. «È evidente che al prossimo giro ci sarà una rottura istituzionale forte, chi riesce a capirlo vince, ci ha provato Grillo ma lui non poteva farcela… ci vuole il ritorno alle piazze, all’impegno con la gente sui i temi morali. Il rischio altrimenti è che vinca di nuovo la massoneria di Cossiga e D’Alema». Su questa frase, i testimoni giurano.