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Referendum: eppur si muove

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Caro "Juventino pentito" (si fa per dire, come ho imparato da un tal GerFa un vero Juventino non si pente mai):

giurin giuretto che appena riesco a pensare con più di 12 neuroni scrivo una postilla a quell'articolo che ha fatto incazzare tanti (ma non tutti, non tutti) a causa della mia dichiarazione pro CdL (che ribadisco, nei limiti  e nelle valenze del caso). E ritorno sopra alla "Mission Impossible" del come mandarli a casa rimpiazzandoli con altri possibilmente migliori ... a dire il vero io pensavo che l'intero pezzo di cui parliamo fosse dedicato alla MI, ma evidentemente sono stato troppo elittico, per una volta. 

In ogni caso, colgo l'occasione per anticipare pubblicamente che siamo altamente costernati per il crescente numero di rigori inesistenti che arbitri incapaci continuano a concedere all'Inter. Da vergognarsi, e ci vergogniamo. Non abbiamo voglia alcuna di vincere il terzo scudetto consecutivo in un campionato italianamente "normale". L'esperto del tema dovrebbe postare a breve un commento ufficiale.

Secondo un articolo della Gazzetta di oggi, la squadra più favorita dagli arbitri quest'anno è .... il Catania. Secondi, alla pari, Inter e Torino. Squadra più sfavorita: la Juve. Gli arbitri devono essere veramente allo sbando.

Fausto, ce l'hai l'articolo? lo vorrei vedere. Trovo solo il riassunto.

Non su web. L'ho letto stamattina sulla Gazza del bar vicino a casa mia.

Questo pero e’ barare con le parole. Non entro di nuovo nella polemica calcistica (e’ chiaro che il
background e’ troppo diverso), preciso solo che non sono affatto pentito, e
nemmeno “pentito”. Nel caso in cui qualcuno fraintenda.

Tornando alle strategie in vista delle elezioni, resto allora in attesa del
post chiarificatore di Boldrin. La strategia dello swing-voting mi lascia
perplesso. Ad ogni giro SB, WV, SB, WV and so on and so forth si cementano, mettono
radici, nominano amministratori, direttori generali del Tesoro e delle ASL. Non
sono certo che la “cultura dirigente” che c’e’ oggi in Italia si smonti nel
lungo periodo con questa strategia. Ma resto all’ascolto.

Io credo che occorra iniziare a smuovere le cose, e per farlo occorre farsi
contare da chi sta nel palazzo. La via naturale e’ quella di creare una lista,
un partito, un movimento che si presenti ovunque. Ma per queste cose ci vuole
tempo, ci vuole organizzazione, ci vuole troppo. Non c’e’ democrazia partitica
in Italia. Esiste, invece, una lista che fin da subito si puo’ votare perche’
presente in ogni circoscrizione d’Italia: astensione, oppure nulla con scritta
pro-inter, o cose simili. La lista (lo strumento) c’e’. Basta coinvolgere le
persone, i blog, i pensatori saggi di questo paese. Leggo una convergenza
trasversale su tanti temi se sfoglio un blog, un sito di informazione, anche
qualche editoriale di giornale. Sono davvero cosi’ poche queste persone che non
vale la pena di contarsi? Resto all’ascolto.

Che succede dopo che ci
si conta? Se 5 su 10 dicono no alla casta in senso lato, voi dite che davvero
potranno far finta di nulla?