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Tasse, maledette tasse

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andrea,

sono un po' confuso.
se la porzione di reddito disponibile che va allo Stato e' aumentata di dieci punti percentuali, e visto che il PIL non e' cresciuto molto (cioe' lo Stato non si e' mangiato la crescita, diciamo), e visto che le imprese contano poco, e visto che il reddito totale di cui parlate rappresenta quasi il 100% del PIL pro capite, tale aumento non dovrebbe riflettersi in un aumento simile della pressione fiscale? c'e' stato? altrimenti cosa e' successo?

parte della spiegazione potrebbe risiedere nei "trasferimenti" che vengono conteggiati quando si calcola il reddito disponibile per famiglie?

Chiaramente. Mi sembra che l'articolo lo dica, no? Ok, forse non lo dicono esplicitamente (anche se parlano chiaramente di oppressione fiscale e menzionano le tasse di Prodi I e II) ma che il tutto sia dovuto a crescita delle tasse segue dal vincolo di bilancio! Ma no, ispirati, oggi vai di fretta. Ora che rileggo, lo dicono anche alla fine, molto esplicitamente!

michele, e' che non ci volevo credere e speravo di non aver capito, di aver confuso qualcosa... :)

cioe' la pressione fiscale e' aumentata piu' o meno di dieci punti percentuali in un decennio? alla faccia...

OVVIAMENTE NO, ispirati. 10 punti percentuali? la pressione fiscale è collegata a quanto scritto da Andrea, ma non è la stessa cosa.

la pressione tributaria e contributiva (indicatore migliore dell'oppressione fiscale) è cresciuta dal 1993 al 2006 del 78 per cento, a fronte di un PIL che è cresciuto del 77 per cento. As a matter of fact, in rapporto al PIL la pressione tributaria e contributiva è ai livelli del 1993 (42,3 per cento nel 2006, 42,2 nel 1993).

la pressione fiscale complessiva (che include le imposte in conto capitale) è, invece, scesa dal 42,9 al 42,3.

quello che rileva nel grafico di Andrea è la dinamica dell'imposizione tributaria e contributiva rispetto alla dinamica dei redditi delle famiglie. molto grossolanamente, le tasse hanno continuato a crescere, i redditi no. e qui l'articolo di Michele sui salari aiuta a capire tante cose.

ecco pietro, infatti la mia domanda era proprio quella. siccome non ero al corrente di un rapido aumento della pressione tributaria negli ultimi dieci anni mi chiedevo come fosse possibile che le tasse si fossero mangiate dieci punti di reddito disponibile alle famiglie.

tu dici che la differenza e' data dalla dinamica fiscale vs dinamica dei redditi e mi dici che le tasse sono cresciute ma i salari no. quello che non capisco e' che visto che la differenza tra le due curve di sopra e' data (praticamente) da tasse e trasferimenti, e dato quanto detto sopra, mi chiedevo come e' possibile che la fetta di torta (reddito) che va alle famiglie diminuisca e quella che va al governo aumenti senza che vi siano cambi nella pressione fiscale. quello della dinamica salaria e della dinamica tributaria mi sembrano due problemi diversi; uno mi dice quanto cresce la torta, l'altro mi dice come la distribuisco (poi chiaro le due cose sono collegate ma non so se in questo caso e' rilevante). per dire pure ammettendo che i salari non siano cresciuti questo non automaticamente spiega perche' la fetta di tale salario che rimane alle famiglie debba diminuire (se non in seguito ad un de facto aumento della pressione fiscale).

sono sicuro che sto mancando qualche dettaglio ma e' per questo che chiedo :)

Alcuni chiarimenti verrano da un articolo di prossima pubblicazione. Thanks for your patience.

Andrea farà il punto e, immagino, lo farà in modo dettagliato.

in breve. le curve del grafico di Andrea, essendo in numero indice forniscono informazioni solo riguardo il tasso di crescita dei 2 aggregati. Quello che si dice è che il reddito totale è cresciuto del 15 per cento, quello delle famiglie del 5 per cento. nota che quello delle famiglie è definito come reddito al netto delle tasse, quindi quel 5 per cento ti sta dicendo che i redditi lordi sono cresciuti di più dei redditi disponibili. e i redditi lordi vanno anche nel PIL che è il denominatore della pressione fiscale.

probabilmente ti ho confuso ancora di più.

mi chiedevo come e' possibile che la fetta di torta (reddito) che va
alle famiglie diminuisca e quella che va al governo aumenti senza che
vi siano cambi nella pressione fiscale.

E' possibile se diminuiscono i trasferimenti dal settore pubblico a
quello privato. Questo e' quello che sembra essere accaduto. Ho messo
insieme un po' di dati da Eurostat, che riassumo nel grafico sotto.

La
serie rossa sono le tasse in percentuale del PIL, definite come gli
introiti dello stato da tasse e contributi sociali (al netto delle
somme dovute ma che non saranno probabilmente mai riscosse). La serie
blu sono i trasferimenti in percentuale del PIL, per i quali ho usato
una stima molto, molto grossolana per limitazione di dati (e di tempo)
ma che qualcosa fa vedere. Sono definiti come la somma di sussidi,
compensazioni nette ai dipendenti pubblici (stimate come compensazioni
lorde meno imposte in misura della percentuale di tasse sul PIL) e
benefici sociali netti (essenzialmente pensioni, stimate allo stesso
modo da quelle lorde).

Mentre la pressione fiscale oscilla tra
il 40% e il 43% (i due picchi corrispondono grossomodo alle emergenze
del 1992-1993 e allo sforzo pre-Euro del 1997-1998) ma sembra in media
costante, i trasferimenti hanno un trend negativo.

Mettendo
insieme il tutto, la quota di reddito totale che va alle famiglie
scende dall'80% nel 1990 al 75% nel 2006. Sono numeri ancora lontani da
quelli di Andrea e Thomas ma la tendenza e' quella.

 tasse e trasferimenti in % del PIL

Beh trend in diminuzione mica tanto, se guardi dal 2000 in poi. Tra i tasferimenti tu includi anche i salari pagati ai dipendenti pubblici (a quanto capisco), il che concettualmente non è corretto, essendo un pagamento per una prestazione offerta. Comunque su questo tema (sussidi, trasferimenti salari pubblci) un prossimo articolo svelerà l'arcano e sosprese non mancheranno. Stay tuned!

Si, dal 2000 in poi crescono ma diminuiscono nell'arco di quindici
anni coerentemente col vostro secondo grafico anche a parita' di
pressione fiscale.

Includere i salari dei dipendenti pubblici non
e' del tutto scorretto, perche' si tratta di prestazioni dei propri
dipendenti, non di beni e servizi acquistati sul mercato (concettualmente e' come
quando calcoli il valore aggiunto di un produttore e sottrai ai ricavi i consumi
intermedi ma non il costo del lavoro). In ogni caso, se togliamo questa voce la
mia spiegazione non funziona (assumendo che sto misurando bene i
trasferimenti, il che e' improbabile), come si vede nel grafico
sotto... quindi aspettiamo il prossimo articolo :-)

Giulio, non e' vero che non funziona la tua spiegazione. La cosa che conta sono le tasse! C'e' una grande crescita della pressione ficale tra 1990 e 1993, che poi oscilla ma non scende mai completamente, ed una nuova crescita nel 2006. Gia' solo la distanza fra il punto finale e quello iniziale della curva rossa, tasse, e' pari al 4% del PIL. Ora il PIL e' piu' grande del reddito disponibile nazionale, quindi quando lo rapporti al reddito disponibile sei gia' a circa 6% (numero dato ad occhio, sono di corsa) di crescita.

Ora, anche se non sono tecnicamente trasferimenti, e' legittimo togliere i salari netti dei dipendenti pubblici come facevi nel commento precedente, almeno al fine di calcolare il reddito disponibile del settore pubblico. E questi, in percentuale del PIL, diminuiscono. Quindi qui hai altri 3 punti pecentuali circa ...

Ok, stasera mettiamo i calcoli fatti con attenzione, oramai son prunti. Solo questione di trovare mezz'ora per mettere in ordine i dettagli.

Scusate, vorrei accertarmi anch'io di aver capito bene le definizioni, perche' non tutto mi quadra.

Ignoriamo le imprese per un momento. Se il reddito disponibile delle famiglie e' il loro reddito lordo (inclusi i trasferimenti pubblici) meno tasse e il reddito disponibile del settore pubblico sono le tasse meno i trasferimenti, allora la somma dei due e' l'intero prodotto, no? Perche' allora chiamarlo reddito disponibile totale anziche' PIL?

Se e' cosi', quello che leggo nella seconda figura e' che al netto dei trasferimenti la pressione fiscale era piuttosto bassa fino alla seconda meta' degli anni '90. Poiche' non mi pare che il prelievo fiscale sia aumentato di dieci punti percentuali in dieci anni (ma potrei sbagliarmi), gran parte dell'aumento della quota del settore pubblico sul reddito totale sarebbe dovuta alla riduzione dei trasferimenti anziche' all'aumento delle tasse (in questo senso non e' ovvio che ci sia stata un'espropriazione massiccia di risorse prodotte dalle famiglie).

L'aspetto interessante allora -- sempre a livello speculativo finche' non recupero dati sui trasferimenti -- e' che la spesa pubblica potrebbe essere aumentata non solo nella misura dell'aumento delle tasse e del deficit, ma anche della riduzione dei trasferimenti. Come dire: non e' che si riducono i trasferimenti al settore privato per ridurre la spesa o le imposte, ma solo per aumentare la spesa del settore pubblico...