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Tasse, maledette tasse

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Scusate, vorrei accertarmi anch'io di aver capito bene le definizioni, perche' non tutto mi quadra.

Ignoriamo le imprese per un momento. Se il reddito disponibile delle famiglie e' il loro reddito lordo (inclusi i trasferimenti pubblici) meno tasse e il reddito disponibile del settore pubblico sono le tasse meno i trasferimenti, allora la somma dei due e' l'intero prodotto, no? Perche' allora chiamarlo reddito disponibile totale anziche' PIL?

Se e' cosi', quello che leggo nella seconda figura e' che al netto dei trasferimenti la pressione fiscale era piuttosto bassa fino alla seconda meta' degli anni '90. Poiche' non mi pare che il prelievo fiscale sia aumentato di dieci punti percentuali in dieci anni (ma potrei sbagliarmi), gran parte dell'aumento della quota del settore pubblico sul reddito totale sarebbe dovuta alla riduzione dei trasferimenti anziche' all'aumento delle tasse (in questo senso non e' ovvio che ci sia stata un'espropriazione massiccia di risorse prodotte dalle famiglie).

L'aspetto interessante allora -- sempre a livello speculativo finche' non recupero dati sui trasferimenti -- e' che la spesa pubblica potrebbe essere aumentata non solo nella misura dell'aumento delle tasse e del deficit, ma anche della riduzione dei trasferimenti. Come dire: non e' che si riducono i trasferimenti al settore privato per ridurre la spesa o le imposte, ma solo per aumentare la spesa del settore pubblico...