Titolo

Tasse, maledette tasse

4 commenti (espandi tutti)

mi chiedevo come e' possibile che la fetta di torta (reddito) che va
alle famiglie diminuisca e quella che va al governo aumenti senza che
vi siano cambi nella pressione fiscale.

E' possibile se diminuiscono i trasferimenti dal settore pubblico a
quello privato. Questo e' quello che sembra essere accaduto. Ho messo
insieme un po' di dati da Eurostat, che riassumo nel grafico sotto.

La
serie rossa sono le tasse in percentuale del PIL, definite come gli
introiti dello stato da tasse e contributi sociali (al netto delle
somme dovute ma che non saranno probabilmente mai riscosse). La serie
blu sono i trasferimenti in percentuale del PIL, per i quali ho usato
una stima molto, molto grossolana per limitazione di dati (e di tempo)
ma che qualcosa fa vedere. Sono definiti come la somma di sussidi,
compensazioni nette ai dipendenti pubblici (stimate come compensazioni
lorde meno imposte in misura della percentuale di tasse sul PIL) e
benefici sociali netti (essenzialmente pensioni, stimate allo stesso
modo da quelle lorde).

Mentre la pressione fiscale oscilla tra
il 40% e il 43% (i due picchi corrispondono grossomodo alle emergenze
del 1992-1993 e allo sforzo pre-Euro del 1997-1998) ma sembra in media
costante, i trasferimenti hanno un trend negativo.

Mettendo
insieme il tutto, la quota di reddito totale che va alle famiglie
scende dall'80% nel 1990 al 75% nel 2006. Sono numeri ancora lontani da
quelli di Andrea e Thomas ma la tendenza e' quella.

 tasse e trasferimenti in % del PIL

Beh trend in diminuzione mica tanto, se guardi dal 2000 in poi. Tra i tasferimenti tu includi anche i salari pagati ai dipendenti pubblici (a quanto capisco), il che concettualmente non è corretto, essendo un pagamento per una prestazione offerta. Comunque su questo tema (sussidi, trasferimenti salari pubblci) un prossimo articolo svelerà l'arcano e sosprese non mancheranno. Stay tuned!

Si, dal 2000 in poi crescono ma diminuiscono nell'arco di quindici
anni coerentemente col vostro secondo grafico anche a parita' di
pressione fiscale.

Includere i salari dei dipendenti pubblici non
e' del tutto scorretto, perche' si tratta di prestazioni dei propri
dipendenti, non di beni e servizi acquistati sul mercato (concettualmente e' come
quando calcoli il valore aggiunto di un produttore e sottrai ai ricavi i consumi
intermedi ma non il costo del lavoro). In ogni caso, se togliamo questa voce la
mia spiegazione non funziona (assumendo che sto misurando bene i
trasferimenti, il che e' improbabile), come si vede nel grafico
sotto... quindi aspettiamo il prossimo articolo :-)

Giulio, non e' vero che non funziona la tua spiegazione. La cosa che conta sono le tasse! C'e' una grande crescita della pressione ficale tra 1990 e 1993, che poi oscilla ma non scende mai completamente, ed una nuova crescita nel 2006. Gia' solo la distanza fra il punto finale e quello iniziale della curva rossa, tasse, e' pari al 4% del PIL. Ora il PIL e' piu' grande del reddito disponibile nazionale, quindi quando lo rapporti al reddito disponibile sei gia' a circa 6% (numero dato ad occhio, sono di corsa) di crescita.

Ora, anche se non sono tecnicamente trasferimenti, e' legittimo togliere i salari netti dei dipendenti pubblici come facevi nel commento precedente, almeno al fine di calcolare il reddito disponibile del settore pubblico. E questi, in percentuale del PIL, diminuiscono. Quindi qui hai altri 3 punti pecentuali circa ...

Ok, stasera mettiamo i calcoli fatti con attenzione, oramai son prunti. Solo questione di trovare mezz'ora per mettere in ordine i dettagli.