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Tasse, maledette tasse

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Si, dal 2000 in poi crescono ma diminuiscono nell'arco di quindici
anni coerentemente col vostro secondo grafico anche a parita' di
pressione fiscale.

Includere i salari dei dipendenti pubblici non
e' del tutto scorretto, perche' si tratta di prestazioni dei propri
dipendenti, non di beni e servizi acquistati sul mercato (concettualmente e' come
quando calcoli il valore aggiunto di un produttore e sottrai ai ricavi i consumi
intermedi ma non il costo del lavoro). In ogni caso, se togliamo questa voce la
mia spiegazione non funziona (assumendo che sto misurando bene i
trasferimenti, il che e' improbabile), come si vede nel grafico
sotto... quindi aspettiamo il prossimo articolo :-)

Giulio, non e' vero che non funziona la tua spiegazione. La cosa che conta sono le tasse! C'e' una grande crescita della pressione ficale tra 1990 e 1993, che poi oscilla ma non scende mai completamente, ed una nuova crescita nel 2006. Gia' solo la distanza fra il punto finale e quello iniziale della curva rossa, tasse, e' pari al 4% del PIL. Ora il PIL e' piu' grande del reddito disponibile nazionale, quindi quando lo rapporti al reddito disponibile sei gia' a circa 6% (numero dato ad occhio, sono di corsa) di crescita.

Ora, anche se non sono tecnicamente trasferimenti, e' legittimo togliere i salari netti dei dipendenti pubblici come facevi nel commento precedente, almeno al fine di calcolare il reddito disponibile del settore pubblico. E questi, in percentuale del PIL, diminuiscono. Quindi qui hai altri 3 punti pecentuali circa ...

Ok, stasera mettiamo i calcoli fatti con attenzione, oramai son prunti. Solo questione di trovare mezz'ora per mettere in ordine i dettagli.