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Il porcellum spiegato alle masse: l'effetto soglia.

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Provo a rispondere un po' alle questioni sollevate. Mario e Artemio osservano correttamente che più o meno in tutti i sistemi elettorali può accadere che lo spostamento di pochi voti cambi il risultato. Niente di male in questo. Il punto che cercavo di fare però era diverso, e Marcello lo ha spiegato bene. Per reiterare: non è il fatto che pochi voti possono cambiare il risultato che mi pare paradossale, è il fatto che il cambiamento è innaturale e impredicibile. È vero che in Florida nel 2000 bastava che un pugno di elettori di Nader votassero per Kerry per far cambiare il risultato. Ma, questo è il punto, avrebbero dovuto votare per Kerry, non per qualcun altro. Il sistema era trasparente: chi ha scelto di votare Nader sapeva che in tal modo favoriva l'elezione di Bush, e lo ha fatto in piena coscienza.

Il porcellum invece fa si che se l'elettore di A decide di votare per B allora aumentano (o diminuiscono, le combinazioni bizzarre sono infinite) i seggi del partito C. Questa totale mancanza di trasparenza delle conseguenze del proprio voto è una delle ragioni per cui il porcellum fa così schifo. E, certo, anche per le altre ragioni elencate da Mario; lungi da me il suggerire che l'effetto soglia sia l'unico problema del porcellum. Aggiungo anche che a me non piace assolutamente il sistema dell'electoral college usato per eleggere il presidente americano, né il sistema maggioritario all'inglese. Le mie preferenze vanno al sistema australiano, o in subordine al francese (ne ho parlato qui).

Per Bossone, una buona notizia. A noi espatriati del nordamerica il porcellum è stato gentilmente risparmiato. Eleggiamo un solo senatore, e il sistema è quindi quello maggioritario all'inglese

Mi spiego meglio (e mi correggo): ovviamente non sono un sostenitore del porcellum (sospetto che nessuno lo sia, visto che, con il precedente sistema elettorale, Berlusconi nel 2006 avrebbe vinto). Volevo osservare due cose: 1) gli stessi fenomeni bizzarri dello spostamento inatteso di seggi assegnati si verificherebbero  -- forse in misura minore o meno caricaturale -- con una qualsiasi soglia di sbarramento. 2) nel momento attuale della storia italiana gli effetti bizzarri del porcellum potrebbero dare quella scossa al sistema politico di cui si parla anche in questo blog: perdere tanti seggi per 5 voti è una di quelle cose che servono a una forza politica per rinnovarsi da cima a fondo (si rinnova prima quella perdente, ma alla fine, per necessità, anche quella vincente; vedi quello che è successo dopo il veltroniano "corriamo da soli", quali che ne fossero le vere ragioni).

Se poi ci sarà di nuovo il pareggio significa che almeno si decideranno a cambiare la legge elettorale.

Tuttavia, non sono un esperto in sistemi elettorali, e parlo a titolo personale, come utente, e non come teorico, della democrazia.

Allora non sono solo io a preferire il sistema australiano. Non certo perché mi illuda che dia luogo a più o meno stabilità per i governi o per altre alte ragioni "politiche", ma perché è quello che mi consentirebbe meglio di esprimere le mie opinioni sui candidati che mi si presentano. A ben pensarci anche il sistema australiano non è perfetto. Consente di esprimere un ordinamento di preferenze, ma nell'ipotesi che siano ordinate linearmente. Invece io potrei propendere per un ordinamento parziale...

Grande. Possiamo fondare un "Australian system fan club". Siamo già in due, e scommetto che qualche altro mattoide lo troviamo...

A me l'australiano non piace.

Ai tempi del Mattarellum facevo una gran fatica a valutare i concorrenti, di cui sapevo un gran poco, aumentando il numero delle informazioni da esprimere la difficoltà aumenta.Sono molto scettico sul fatto che l' elettore medio sia meglio informato, per cui temo che alla fine vincerebbe il candidato più noto per il solo fatto che tutti sanno che esiste.

Insomma, mi sembra un sistema ottimo tra elettori informati, pessimo nel mondo reale.