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Il porcellum spiegato alle masse: l'effetto soglia.

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La definizione di Sin. Arc. (o ancora meglio arc sin, suppongo) come partito della trigonometria è semplicemente geniale. Mi accontenterò magari di poco, ma mi ha messo proprio di buon umore.

A dir la verità, qualcosa di buono a favore del porcellum avevo provato a dirlo pure io quando il sito era agli albori. In mia opinione la parte buona è il premio di maggioranza nazionale che si assegna alla camera, che è più efficace per assicurare la governabilità del maggioritario semplice. Per il Senato però questo non vale. Quando il centrodestra ha approvato in fretta e furia la legge alla fine del 2005 si è scontrato con il fatto che l'art. 57 della Costituzione stabilisce che il Senato sia eletto a base regionale. Ha pensato quindi di sostituire il premio nazionale con tanti premi regionali, senza capire che le due cose non c'entrano nulla, ma proprio nulla, l'una con l'altra. Deprimente. Così come deprimente è l'osservazione che quelle differenti soglie del 4% alla Camera e dell'8% al Senato sembrano sospettosamente vicine alle percentuali della Lega a livello nazionale e in Lombardia e Veneto. E noi qui a scrivere di disegno ottimo delle istituzioni...

Per tornare al commento di Gianni, certo che è vero che in tutti i sistemi elettorali (compresi i più proporzionali, a dire il vero) esiste la possibilità di voto strategico. Se sono un tory e so che il mio candidato è senza speranza, perché non votare il Lib contro il Labour? Questo va benissimo, niente di tragico.

Ma sei veramente sicuro che gli elettori italiani capiscano le implicazioni del porcellum? La mia impressione è che no. È decisamente controintuitivo che se un rifondarolo decide di votare PD allora fa aumentare i seggi di Berlusconi, come potrebbe accadere in Lombardia. Inoltre le implicazioni variano da regione a regione, a seconda di quando siano vicini i due schieramenti maggiori (il ché ha implicazioni per l'assegnazione del premio) e di quanto i partiti medio-piccoli siano lontani dalla soglia di esclusione.  Tutte queste informazioni non sono così facili da reperire, rendendo gli effetti del voto strategico impredicibili. È la mancanza di trasparenza che rende la legge una porcata, non il fatto che crea opportunità per il voto strategico.

Sul voto strategico, sono d'accordo con Sandro. per poter votare strategicamente, ogni elettore deve capire correttamente l'outcome della sua strategia. ma con questo ssistema pare davvero difficile, proprio per l'effetto soglia. inoltre, i media presentano sempre il sistema come proporzionale, instillando della gente l'idea che ogni partiti viene rappresentato in base alla percentuale di voti che ottiene (si, vero, dicono che ci sono le soglie, ma secondo voi che differenza fa questo nella testa di mia nonna?).

Per cui, voto strategico mi pare una ipotesi da scartare: la gente vota per il partito preferito, punto. se volete questo ha conseguenze ancora piu devastanti al senato. 

Mi spingo piu in la': in tale contesto, il programma non serve granche'. La strategia che paga e' quella di puntare all'identita' dell'elettore, come fece Berlusconi nel 2006: noi contro i comunisti. secondo me negli ultimi giorni di campagna elettorale vedremo proprio questo, uno spostamento dai temi dei programmi alle questioni identitarie, di pancia per cosi dire. 

Per venire alla questione del Senato eletto su base regionale. non ho mai capito questa cosa, nel senso che la legge poteva essere fatta in tal maniera: il premio di maggioranza e' nazionale, ma la ripartizione dei seggi ai vari senatori dipende dalle percentuali ottenute dai singoli partiti a livello regionale.  quindi: diciamo che il PD ottiene il 51% dei voti nazionali, quindi prende il premio di maggioranza. Deve quindi avere 55% dei senatori. se il PD ottiene 60% in Emilia e 16% in Sicilia, significa che avra' tanti senatori dell'emilia e meno della sicilia. Questo non credo sarebbe andato contro la costituzione. o mi sbaglio?

L'interpretazione che è stata data finora all'art. 57 è che i senatori eletti in una regione sono determinati esclusivamente dai voti presi in quella regione. Tutte le leggi elettorali si sono conformate a questo principio. Un premio nazionale, anche nella forma suggerita da Antonio, viola palesemente questo principio.

Onestamente l'interpretazione corrente mi sembra l'unica possibile; qualunque altra rende la frase "a base regionale" priva di significato. La norma è una delle poche autenticamente federaliste della Costituzione. Ma quando si fanno le cose a metà si creano sempre problemi. Il logico corollario all'esistenza di un Senato federale è l'abolizione del bicameralismo perfetto. La combinazione di elezione del senato su base regionale e bicameralismo perfetto è ciò che ha creato tanti problemi a Prodi. Il problema rischia di riproporsi nella prossima legislatura.