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Horror Economics (II)

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A me pare che tu prenda per buona l'esistenza di una discontinuita' che e' asserita da parecchie parti, ma che in pratica non c'e' stata: quella del manufacturing nel primo mondo e' stata una morte molto, molto annunciata. Prendi il caso dei tessili: da quanto tempo era che si sapeva che il Multi Fibre Arrangement era temporaneo, e che sarebbe stato prima o poi rimpiazzato dalle normali regole del GATT (poi WTO)? Da quando era nato, cioe' dal 1974! I paesi industrializzati hanno avuto 30 anni per gestire la transizione: lo sapevano i governanti, gli industriali e i sindacalisti. Che hanno fatto? Nulla: nel 2005 EU e USA hanno chiesto al WTO altri tre anni di quote, e ciononostante l'EU ha bloccato in dogana decine di milioni di capi perche' tali quote erano state esaurite "troppo rapidamente".

Lasciati dire la mia impressione sulla differenza tra East Asia e Italia (e in certa misura il resto del "primo mondo"): nella prima, per migliorare il proprio tenore di vita si imparano cose utili e si lavora; nella seconda si cercano "soluzioni" per via politica: che finiscono solo per dare piu' potere alla Casta (sempre entusiasta sul "primato della politica"), ritardare il cambiamento strutturale e in definitiva impoverire il paese. Il protezionismo e' il tipico rappresentante di queste malaugurate iniziative, e fa il massimo del danno soprattutto in condizioni di emergenza (come a suo tempo mostrato dallo Smoot-Hawley Tariff Act). Good luck to you all...

Enzo mi ha anticipato, peraltro avevo in mente esattamente l'MFA come esempio dei meccanismi perversi che discendono dal concedere "misure straordinarie" per attenuare l'impatto di grossi cambiamenti. In un contesto di agenti razionali, quanto è credibile la minaccia che dopo la prima deroga non ve ne saranno altre, se pronunciata dal medesimo soggetto che l'ha concessa? Non penso che le aziende del distretto del tessile di Biella, per dirne una, non immaginassero che le produzioni a basso valore aggiunto sarebbero state spazzate via dalle produzione Made in Shenzen; tuttavia, l'esperienza passata dimostrava loro che è lecito in questi casi attendersi un cospicuo aiuto statale, mentre piu' difficile era considerare che lo stato di questi tempi non è in grado di aiutare nessuno, visti i soldi che spende nel perpetuare i propri apparati.

Imporre dazi o misure di questo tipo significa solo far pesare sulle tasche di tutti misure per salvaguardare il livello di benessere di alcuni; mi starebbe pure bene, se mi venisse garantito che si tratta di una fee per ottenere uno stato piu' moderno, con una burocrazia semplice e friendly, un mercato del lavoro flessibile, un livello di imposizione accettabile, una giustizia veloce e tutte le altre riforme di cui si discute qui e altrove fino alla nausea. Purtroppo so benissimo che NON succederà niente di tutto questo, e quando i provvedimenti temporanei saranno scaduti se ne chiederanno degli altri per affrontare la prossima crisi. Quindi capisco il ragionamento di Michele ma proprio non lo condivido, anche se mi si accuserà di fare il busone col culo degli altri.

Perfettamente d'accordo con entrambi (ho cercato di dire cose simili più in basso, giustamente in ritardo).

Ma Michele sa bene che regulations temporanee non esistono, perche' hanno incentivi perversi a non risolvere i problemi per cui ;e regulations sono state "temponaneamente" imposte. L'inconsistenza temporale della politica e' meccanismo potentissimo.

Io resto con i miei conti  back of the envelope  che Nicola non ama: tutte le volte che li faccio mi danno inequivocabilmente free trade.

Resto dell'idea che il punto importante di questo articolo e' notare che i trasferimenti necessari per affrontare le trasformazioni dovute alla Cina siano di natura opposta a quelli che le istituzioni occidentali sono preparate ed inlcinate ad effettuare.