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Horror Economics (II)

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Horror Economics (II)

10/3/2008 - 19:24

Ho sempre condiviso al 100% i tuoi articoli michele ma questa volta permettimi di farti notare alcune cose:

 1)Se la classe operaia soffre non è colpa solo della cina. Se le tasse sono al 50% non è colpa della cina, se le infrastrutture fanno pena,la flessibilità idem,etc etc non è colpa degli occhi a mandorla. Mettere dazi sui prodotti mi sembra solo un modo per evitare i problemi cercando un caprio espiatorio.

 2)Per protezionismo intendi dazi ? Se vogliamo mettere dazi dobbiamo fare sul serio. Mettere un dazio dell'1% non avrebbe nessun effetto sulla classe operaia. Per fare diventare conveniente produrre in italia bisognerebbe mettere dazi al 10000% , in pratica torniamo all'economia chiusa.

3)quali prodotti, quali settori vanno protetti ? Ci sarà la fila di sindacalisti neo-protezionisti che richiederanno protezioni

 4)Mettiamo pure che questi dazi funzionino al meglio, e l'inflazione ?

5)Se noi ci prendiamo la libertà di alzare barriere non vedo perchè altri paesi non dovrebbero alzarle verso i nostri prodotti tecnologicamente piu avanzati .. quindi alziamo le barriere ovunque e vediamo che succede...

 

Una politica che a mio parere potrebbe funzionare sarebbe quella di dare sgravi/incentivi alle imprese che innovano di più,che investono in R&S,etc. Magari cercando di creare un ambiente favorevole tra banca-impresa-università cercando di sostenere al massimo i settori su cui la concorrenza cinese non può vincere (mi viene in mente la ducati,la ferrari,tutte le firme di lusso,etcetc).

E' vero il processo sarà lungo,difficile e chi pagherà di piu sarà la classe operaia. Ma detto fra noi, se non investi sulla tua formazione (studi) , non ti aggiorni (inglese,informatica,etc) e non sei disposto a muoverti be allora ti adegui e vivi con 500 euro al mese.

 

Inoltre vorrei sottolineare che se da un parte la formula 4x vale per la concorrenza vale anche per le esportazioni(alle nostre aziende si aprono mercati di miliardi di persone povere affamate di consumi)