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Horror Economics (II)

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Parliamo di cose concrete così ci capiamo meglio. Il mio punto è semplice, ridiscutiamo pure i trattati con la Cina e India in modo da limitare l'impatto sulle fabbriche di scarpe in riva al Brenta. Praticamente stai operando un trasferimento da tutti quelli che comprano in Italia beni Made in China agli stakeholder della fabbrica. Fair enough, anche se a voler essere consequenziali io direi di nazionalizzarla la fabbrica, così almeno i profitti tornano ai taxpayer e non al tuo amico - spiacente, ma lui sopportava il rischio d'impresa; inoltre probabilmente ha qualche soldo da parte e capacità imprenditoriale, quindi sarebbe inefficiente lasciarlo a fare scarpe. Quale che sia l'esito, dovrebbe essere chiaro che alla fine della fiera (10 anni? 20?) le scarpe cinesi a 25 Euro torneranno sugli scaffali e quindi o la fabbrica di scarpe va a morire quando l'ultimo operaio è andato in pensione (ridicolo), oppure innova in qualche modo: che siano i processi (per fare scarpe a 20 Euro) o il prodotto (diventando un altro Testoni o Ferragamo) non ci interessa.

Ora, il primo argomento dei liberisti dogmatici è che se l'imprenditore non ha fatto niente negli ultimi dieci anni nel mentre che montava la minaccia cinese, significa che probabilmente non è un buon imprenditore, quindi Schumpeter vorrebbe che chiudesse per poi aprire una nuova attività - o se non lo farà lui lo farà qualcun altro. Tu rispondi che, in Italia nel 2008 la distruzione creatrice funziona con tempi pari a quelli dell'amministrazione pubblica (ovvero biblici), e non abitando nella torre d'avorio bisogna preoccuparsi delle conseguenze materiali dell'invasione di scarpe cinesi. Ti rispondo che bisogna preoccuparsi ancor prima che la distruzione creatrice cominci a funzionare con tempi meno biblici, e buying some time alla fabbrica di scarpe dovrebbe avere un effetto tra il neutrale e il deleterio. Insomma stiamo curando i sintomi e non la malattia, e non essendo (ancora) Boldrin il nostro Fuhrer dubito che nei 20 anni di tempo che abbiamo comprato alla nostra fabbrica le cose cambino. Certo, forse nemmeno far fallire la fabbrica gioverebbe alla causa delle riforme market friendly di cui abbiamo bisogno come il pane, realisticamente gioverebbe al razzismo e magari all'odio per lo stato centrale. Dieci anni di sofferenza per il ritorno della Repubblica Veneta? Io sarei allettato.

Il secondo argomento è che tra 20 anni saremo punto e a capo, perché probabilmente il nostro imprenditore non è abbastanza forward looking, oppure semplicemente ha 50 anni, tra 20 anni ne avrà 70, e quindi meglio privatizzare un po' di profitti da investire in azioni cinesi, così anche la prole sarà a posto; nel caso in cui l'impresa sia stata nazionalizzata peggio mi sento, probabilmente tra 20 anni sarà ancora più inefficiente e di operai che rischiano il posto ce ne saranno 400. Sinceramente non ho capito se hai criticato questo argomento, se la critica è "bisogna essere realisti", ti ribadisco che stiamo curando i sintomi, a meno che nei programmi di NFA non ci sia un putsch.

Il terzo argomento è quello che il flusso di beni non è univoco, i cinesi acquisteranno sempre piu' roba da noi quindi dovremmo comprare le loro scarpe per vendergli la nostra consulenza, i nostri servizi finanziari, le nostre strutture turistiche, la nostra meccanica di precisione, le nostre lavorazioni dell'acciaio e chi piu' ne ha... Da quel che ho letto in giro, mi pare che la bilancia commerciale abbia qualche difficoltà a tenere conto dell'esportazione di servizi (se McKinsey apre una branch a Shangai in cui manda per periodi di 6 mesi i suoi team di Milano, il valore aggiunto è italiano ma contabilizzato in Cina), quindi magari la situazione è meno tragica di quel che sembra. O magari ho detto una boiata. Aggiungerei che conta pure dove produci il valore, l'esempio dell'Ipod è quello piu' abusato: Apple compra dalla Cina un Ipod che costa 15 a 20, e lo rivende in US a 80. Il valore è in US, dove vengono remunerati R&S, marketing e organizzazione, non in Cina, che si occupa delle attività a basso valore aggiunto.

Comunque aspetto il terzo capitolo per sapere che fare ,come diceva sempre il buon Vladimir Ulyanov.