Titolo

Horror Economics (II)

9 commenti (espandi tutti)

BB ha colto uno dei punti: free trade implica (e soprattutto richiede)
prezzi liberi, anche quello della propria moneta è un prezzo.  Ora
spero qualcuno non commenti che non sarebbe la panacea: no, ma
conterebbe, ed esattamente per le ragioni menzionate da BB.

Non credo alla correttezza della prima frase: la "Prima Globalizzazione" dei decenni precedenti alla Prima Guerra Mondiale avvenne in condizioni di Gold Standard, e anzi, come ricorda quest'articolo, all'epoca si pensava che i cambi fissi fossero un requisito fondamentale per gestire situazioni di disavanzo della bilancia dei pagamenti. Pero' sono d'accordo col fatto che una rivalutazione dello Yuan sarebbe utile -- e toglierebbe alla Cina l'immenso grattacapo di come investire la crescente montagna di riserve valutarie. In effetti se ne stanno convincendo pure i governanti cinesi, come si vede dall'andamento del cambio col dollaro negli ultimi tre anni:

La piena convertibilita' in conto capitale dello Yuan non c'e' ancora piu' che altro per le paure delle autorita' cinesi sulla stabilita' del loro sistema bancario, ma e' opinione comune che sia solo questione di tempo. 

Non credo alla correttezza della prima frase: la "Prima
Globalizzazione" dei decenni precedenti alla Prima Guerra Mondiale
avvenne in condizioni di Gold Standard, e anzi, come ricorda quest'articolo,
all'epoca si pensava che i cambi fissi fossero un requisito
fondamentale per gestire situazioni di disavanzo della bilancia dei
pagamenti.

Pensavano male, a mio avviso. E la "globalizzazione" di fine XIX era una cosa abbastanza diversa, qualitativamente e quantitativamente, dalla presente. Ma in questa discussione non mi tiri, altrimenti perdiamo il norte. Il problema, comunque, non è quello teorico di cambi fissi/flessibili e servono/non le monete nazionali (interessante, ma ortogonale a quello che mi preoccupa ora).

Il problema è: nella situazione attuale, con le monete nazionali ora in essere, e tutto il resto, servirebbe (a noi, ma anche al popolo cinese infatti) lasciare che lo Yuan fluttui liberamente, o no? La mia risposta è: SI', servirebbe.

ok, qui mi trovi con te. Servirebbe a noi e  a loro.

ok, qui mi trovi con te. Servirebbe a noi e a loro.

Chi vuole dedicarsi alla meritoria opera di convincere in tal senso il governo cinese (che e' piu' che interessato ad ascoltare) ha da trovare convincenti risposte a due questioni:

1. Come evitare che una brusca rivalutazione dello Yuan ripeta l'effetto della rivalutazione dello Yen seguita all'Accordo del Plaza nel 1985: politica monetaria espansiva della BoJ per tentare di compensare gli effetti deflattivi della rivalutazione, suo fallimento e creazione invece di asset inflation nei mercati azionario e degli immobili, relativa bolla speculativa, sua improvvisa esplosione a fine anni '80 e due decenni di deflazione e stagnazione da li' in poi.

2. Come evitare panici finanziari, con fughe di capitali e necessita' di ricapitalizzazione da parte di azionisti stranieri (e relativa perdita di controllo su settori che il governo considera strategici, come banche e telecomunicazioni). In Asia, e non solo in Cina, l'Asian Crisis del 1998 fu percepita come, se non un complotto, almeno un'opportunita' prontamente sfruttata da gruppi finanziari basati in Occidente di comprare assets a prezzi di liquidazione; la Cina ne fu riparata proprio dalla non-convertibilita' dello Yuan (senza la quale oggi il suo cambio probabilmente sarebbe molto piu' sottovalutato di quello che e'). Che queste paure siano universali, e non solo limitate all'Asia, lo si vede anche dal sospetto con cui sono viste le operazioni di ricapitalizzazione di istituzioni finanziarie massacrate dalla Subprime Crisis operate in questi giorni da Sovereign Wealth Funds medio-orientali e asiatici.

Oh, a proposito: per convincere altri a non praticare "nazionalismo monetario" come definito dal citato articolo sarebbe anche utile non avere come prossimo ministro dell'economia un signore a cui piacerebbe far uscire l'Italia dalla zona Euro...

Riassumendo: se il protezionismo, l'interferenza nel libero commercio, il controllo dei prezzi, l'inflazione artificiale del valore degli assets, e chi più ne ha più ne metta, lo fa il Partito Comunista Cinese va tutto bene. Se Boldrin propone di ridiscutere un trattato di libero commercio per renderlo meno folle, apriti cielo ... O forse ho letto male?

Riassumendo: se il protezionismo, l'interferenza nel libero commercio,
il controllo dei prezzi, l'inflazione artificiale del valore degli
assets, e chi più ne ha più ne metta, lo fa il Partito Comunista Cinese
va tutto bene. Se Boldrin propone di ridiscutere un trattato di libero
commercio per renderlo meno folle, apriti cielo ... O forse ho letto
male?

Certo che hai letto male, e come al solito sei ipersensibile verso quel che percepisci come dissenso. In primo luogo, sono sinceramente interessato a leggere i dettagli della tua proposta: come posso criticare quello che ancora non conosco? Sinora hai detto che non vuoi mettere dazi, e che suggerisci una rivalutazione dello Yuan. OK fin qui: c'e' altro?

In secondo luogo, vorrei sapere come pensi di combattere i due rischi che ho citato, perche' ogni speranza di convincere la Cina a modificare le proprie policies passa attraverso il convincimento che non generera' instabilita'. E non dico questo perche' io ci tenga particolarmente a compiacere il PCC, ma per elementare realismo. In Cina, per ragioni storiche, l'instabilita' e' ancora piu' temuta dai cittadini che dal governo, e altrettanto dicasi per la soggezione ai diktat stranieri: nessun governo, "comunista" o no, si azzardera' mai a mostrarsi debole o inetto in questi campi. Ricorda ad esempio che l'incapacita' di tutelare gli interessi nazionali fu l'elemento determinante per la caduta della dinastia Qing nel 1911 (nota interessante: un episodio particolarmente umiliante, quello delle Guerre dell'Oppio, nacque da problemi di disavanzi della bilancia dei pagamenti e da tentativi da parte dei partner commerciali di risolverli "creativamente" vendendo oppio); e che il Kuomintang perse il supporto popolare, e poi la guerra civile, essenzialmente per l'incompetenza (e la disonesta') dimostrate dalla famiglia Chiang/Soong nella gestione della politica monetaria della Republic of China, con conseguente iperinflazione.

Certo che hai letto male, e come al solito sei ipersensibile verso quel che percepisci come dissenso.

La differenza di opinioni, teorie, valutazioni e fatti che si conoscono è cosa buona; se avessi timore  di confrontarmi con tali differenze non passerei il mio tempo a discutere, sentenzierei e basta. Oppure scriverei in un blog in cui non fosse permesso discutere e commentare. Invece discuto (forse fin troppo, anzi senza forse) e, se non erro, esamino gli argomenti degli altri e li confronto i miei. Poi chi ha filo da tessere, tesse. Il "dissenso" è questione di ideologie e di verità rivelate, per le quali ho da sempre scarsissimo interesse; la discussione che stiamo avendo è l'ulteriore prova che di verità rivelate ed assolute non credo proprio di averne, né di predicarne. Pensa un po', metto persino in dubbio che il libero commercio fra paesi possa essere, in qualsiasi circostanza, beneficioso a tutti i cittadini d'entrambe le parti! Da questo punto di vista, potrei atteggiarmi a "dissenziente" od "eretico" e, vista la levata di scudi teorici a favore del  "free trade is always good", forse ne avrei qualche ragione. Ma non succederà, non ti preoccupare. Era solo una battuta ...

Stabilito questo chiedo:

- Cosa ho letto male? Tu hai descritto alcune, fra le molte, pratiche anticompetitive e stataliste del Partito Comunista Cinese. Io ci ho ricamato sopra l'ironia tesa a mostrare la contraddizione nella posizione che hai preso in questa discussione. Esattamente come era una contraddizione il suggerimento di compensare i perdenti per vie fiscali interne al primo mondo, che come credo d'aver chiaramente provato porta ai dazi.

- La contraddizione in questo caso, nel caso non fosse chiara, è che mentre i vantaggi del libero commercio per tutti i partecipanti sono abbastanza facili da invocare - allo stato stazionario, come ho argomentato senza che, finora, mi si dimostrasse il contrario - quando la libera competizione regna ovunque sovrana, le cose si fanno MOLTO più complicate se il partecipante più grosso pratica tutto fuorché la libera competizione. Poiché alcuni dei fatti che hai riportato qui (ed in altri commenti precedenti) provano che il partecipante più grosso distorce sistematicamente le regole della competizione, ho chiesto ironicamente se non stiamo per caso discutendo sulla base di due pesi e due misure. Perché, se usiamo due pesi e due misure, allora discutere diventa poco utile (detto altrimenti: ho si ha lo stesso support, o è inutile fare i bayesiani).

- Visto che ci siamo, il fatto che la Cina (e l'India, ma la Cina soprattutto) siano enormi rispetto agli altri giocatori è uno dei fatti su cui si basa il mio argomento. Perdippiù, e di nuovo questo vale soprattutto per la Cina, che non giochino per nulla secondo le regole del gioco competitivo (e lo Yuan è solo uno degli esempi) è un altro dei fatti su cui si basa il mio argomento. Gli altri fatti li ho dettagliati a iosa, non vale la pena ripeterli.

In primo luogo, sono sinceramente interessato a leggere i dettagli
della tua proposta: come posso criticare quello che ancora non conosco? 

- Sembri già sapere che dovrai criticare le proposte che farò, e poi mi parli di ipersensibilità? ... ok, ok, era una battuta, ma te la sei cercata!

- Ho l'abitudine di procedere un passo alla volta. Prima vorrei capire cosa sta succedendo, analizzare i fatti, vedere se a quelli di cui io sono a conoscenza ne vengono aggiunti altri (così è successo, anche se nessuno dei fatti aggiuntivi ha contradetto quelli da cui ero partito), capire se la mia analisi ed interpretazione dei fatti è coerente con la teoria economica (sembra esserlo, per il momento) e con la ricerca svolta sino ad ora (idem). Alla fine di questo, nella misura in cui io ritenga vi sia un problema PER UNA DELLE PARTI COINVOLTE (alcuni il problema non lo vedono, nel qual caso non so cosa dire: diciamo che la terza parte la scriverò per quelli che il problema nella situazione attuale lo vedono) provo a fare delle proposte. A me la discussione fatta sino ad ora alcune cose ha insegnato. Spero me ne insegni delle altre, visto che la settimana non e' terminata.

- Ho detto chiaro e tondo che non ho certo la ricetta in tasca, se ce l'avevo non perdevo tempo a fare l'analisi e a discutere sulla natura del problema. A mio avviso quello che abbiamo davanti è un problema completamente nuovo, non facile da capire, su cui si è lavorato troppo, troppo poco e con schemini concettuali rigidi e prefissati in testa. È un problema nuovo, come lo è il susseguirsi di bolle finanziarie che motivava il primo pezzo, a cui si danno troppo rapidamente e troppo facilmente risposte MOLTO VECCHIE. Questo è, in realtà, il tema intellettuale della terza parte dell'economia dell'orrore: GT (ed NR, e molti altri, ma uno deve pur scegliersi i suoi uomini di paglia e visto che GT ed NR sono visibili in Italia, ho scelto loro) dicono cose vecchissime, stantie, superate, storicamente fallimentari e provatamente tali. Il dramma è che le vendono come nuove, originali, illuminate, innovative, da grandi pensatori quali NON sono. Nell'ignoranza che caratterizza il dibattito di politica economica in Italia, e non solo lì, tali stantie banalità passano come novità. Ecco, questo è il tema di fondo del pezzo per lunedì. M'hai forzato a rivelarlo, così s'è sciolta la tensione dell'attesa che avevo faticosamente costruito: come guru sono proprio una cacca. 

come guru sono proprio una cacca

Ma davvero, uno non fa in tempo a eleggerti guru che già si ritrova a dover smantellare l'altare fatto nella stanzetta, bruciare libri, rinnegare e sostituirti con Enzo Michelangeli.

Ma davvero, uno non fa in tempo a eleggerti guru che già si ritrova a
dover smantellare l'altare fatto nella stanzetta, bruciare libri,
rinnegare e sostituirti con Enzo Michelangeli.

Per carita', sono il meno qualificato a cui rivolgersi per una carica del genere! Per ogni carica, in realta', tranne quella di "Slacker in Chief" :-)