Titolo

Il voto utile (2): tutto il voto utile, regione per regione.

2 commenti (espandi tutti)

Questo articolo è molto interessante, ma mi viene una domanda spontaneamente: come funziona questo benedetto "voto utile"? Quale criterio scegliere nel consigliare un voto a un altro partito? Come fare per ottenere in quantita "giusta" lo spostamento? La mia idea è che ci siano due possibilità principali per i candidati al "voto utile":

- criterio demografico. In questo caso, si indica tale voto alle categorie che più sono suscettibili di votare il "partito utile" come "second best". Nel caso del PD, vedo per esempio una possibile indicazione data ai giovani di votare SA.

- criterio geografico. Qui conta il posto dove si vota: per esempio in Puglia il PdL potrebbe indicare il voto utile tramite le sezioni locali di FI e AN in una provincia (per esempio quella di Foggia).

 La difficoltà secondo me sta nelle dosi: ne troppo, ne troppo poco. E poi, non si sa quale partito controlli meglio i suoi "voti". Comunque esistono precedenti illustri, per esempio si sa che tanti giovani UMP francesi (sopratutto studenti universitari) votarono per Royal al primo turno delle elezioni del 2007 per impedire a Bayrou (dato per vincitore in un ipotetico duello contro Sarkozy) di finire secondo.

E voi cosa ne pensate?

C'e' un altro metodo, che ha due versioni, una astratta ed una empirica.

Un metodo astratto e' suggerire a tutti gli elettori di prendere un dado opportuno (se supponiamo di voler spostare il 2,5% dei propri voti si possono usare carte da briscola ecc.) ed invitare ogni singolo elettore ad un sorteggio. Se viene una certa cosa (ad es. l'asso di denari nell'estrazione dalle carte da briscola) si da' il voto utile altrimenti no. Cosi' si sposta circa il 2,5%.

Questa teoria ha una versione empirica. Ogni frase della campagna elettorale ha una certa influenza percentuale sui voti che i partiti sanno piu' o meno stimare. Quindi se ad esempio il PDL non attacca tutti i giorni l'UDC ma solo ogni 3 giorni puo' indirizzarvi mettiano l'1% del proprio elettorato ecc. cercando cosi' di realizzare empiricamente lo schema teorica detto sopra.

 

Oppure, come dice Brusco, si fa circolare il suggerimento solo con certi canali che si puo' presumere raggiungano una certa percentuale prefissata del proprio elettorato.