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Il voto utile (2): tutto il voto utile, regione per regione.

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Se si ritiene possibile che il PD vinca alla Camera (e forse ho avuto troppa fretta nel dire che questo è impossibile: in questo momento Veltroni è dato 3.4 a 1 da betfair, per una probabilità implicita di quasi il 23%, ben lontana da zero) allora hai ragione tu, diventa possibile usare il voto strategico anche alla Camera. Richiede però un tale movimento di voti che cambierebbe notevolmente le carte anche al Senato.

L'unica cosa che mi sembra chiara e robusta rispetto ai vari scenari è che se si pensa che la Camera possa entrare sia in gioco allora gli elettori frontopopolari di SA dovrebbero votare PD; questo rischia di ridurre la rappresentanza di SA, ma come correttamente tu dici può (in uno scenario con probabilità bassa ma non nulla) dare negotiation power ad SA al Senato. La Destra non entrerà al Senato, per cui non credo possa permettersi di dare voti ad altri alla Camera.

Per l'UDC, la prospettiva di una vittoria del PD alla Camera capovolge gli incentivi al Senato: a quel punto bisogna evitare che il PD vinca anche al Senato. La questione quindi è quale dei due eventi si ritiene più probabile. Mi pare che resti assai più probabile che vinca Berlusconi alla Camera, quindi l'UDC dovrebbe puntare a minimizzare i voti di questo partito.

Mi sono reso conto che nel mio post mi sono concentrato sull'utilita' del singolo elettore, trasponendo i risultati senza troppa cura ai gruppi dirigenti (e trascurando correttamente i desiderata di quei singoli candidati il cui seggio entra in ballo in questi giochi sul voto utile).

Tuttavia, ho verificato ora e tutto il gruppo dirigente di SA e' candidato alla Camera, probabilmente per tradizione, con l'eccezione di Diliberto che non e' candidato avendo lasciato il suo posto ad un operaio. Ora, assumendo che il mio post sul voto utile di SA alla Camera abbia qualche senso, questo crea un possibile conflitto tra gli interessi del gruppo dirigente che vuole essere rieletto, e gli elettori che potrebbero essere disposti a rischiare o addirittura sacrificare il quorum alla Camera pur di dare peso politico alla rappresentanza al Senato. E' possibile che in questa situazione vi sia una deriva oggettiva degli elettori, che anche se non informati potrebbero percepire l'esistenza del voto utile alla Camera, e poi potrebbe diventare paradossalmente rilevante la mancata candidatura di Diliberto, che pone un ovvio freno morale (o almeno ricattatorio) ai desideri di rielezione degli altri dirigenti.

Per l'UDC, mi pare vi sia un obiettivo congiunto degli elettori e del gruppo dirigente per il quorum alla Camera, anche se mi pare che una vittoria del PD alla Camera annullerebbe il peso politico dell'UDC. Tuttavia, anche una vittoria del PDL non garantisce nulla all'UDC, essendovi una spinta oggettiva di Berlusconi alle grandi intese con il PD nella prospettiva futura del Quirinale. Per cui puo' essere che l'UDC abbia messo in conto di fare "opposizione al centro" per una mandata, quindi con l'interesse primario di eleggere quanti più promotori possibile (e di prendere il massimo dei rimborsi elettorali) per poi vedere come va a finire.