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Servizio traduzioni: l'intervista a Veltroni

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Ricevo da una gentile lettrice, e metto qui per mancanza di post "corrente" sulla casta. Dovremmo averlo un post permanente sulla casta, se non altro come sfogatoio quotidiano per i tassati e vituperati da questa banda di squallidi ladri. Guardate le cifre: i topi, bianchi o rossi che siano, son ben forniti di formaggio e rispunteranno al prossimo giro. Chi aveva detto che le barriere all'entrata in politica in Italia non ci sono?

Giorgio Napolitano ha ragione: << Colore che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono
compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del
disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di
dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e
i cittadini, necessaria come l'ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più
facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell'emendamento indecente
infilato nell'ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla
destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale
«in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera
dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è
comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del
finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai
soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la
legislatura entrante. Così che l'Udeur di Clemente Mastella incasserà
complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata
alle elezioni. E con l'Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero
ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i
Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920).
(...)
--

Sia chiaro che la predica di Napolitano l'ho lasciata per sottolinearne l'ipocrisia. Come giustamente ha commentato un altro gentile (si fa per dire) lettore, partecipe all'email della suddetta lettrice:

naturalmente il richiamo da Napolitano non vale nulla. Perché non
si rifiutano questi clowns al Quirinale di firmare decreti del genere?

Secondo voi, perché?

Lo stesso articolo continua cosi:

 

E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai
partiti
sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50
milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più
50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla
Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le
Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai
contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha
ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa
dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i
partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale
del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne
investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti.
Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese
dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un
fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno
tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei
costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti
molto diversamente.