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La Paura e la Speranza

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Io ho sempre giudicato il "pensiero" del ragioniere come un vademecum per la parte più retriva dell'elettorato lumbard, buono solo per accapigliare qualche voto, non certo una base di discussione. Di "globalizzazione" come deleteria si parla già nel Manifesto del Partito Comunista, Karl Marx e Friedrich Engels, Londra 1848. 160 anni dopo un presunto liberista si accoda...la cosa si commenta da sola. Da imprenditore che lavora sul mercato (quello vero) posso solo dire che la Cina non mi spaventa, anzi, la vedo come una grande opportunità, la qualità media del prodotto cinese come tale, e non frutto di delocalizzazioni produttive di multinazionali, è molto bassa, ed anche se migliora rapidamente è ancora lontana dai nostri standards, per non parlare dei prodotti provenienti da India o Sud-Est asiatico. Anzichè vagheggiare barriere, che terrebbero l'Europa lontana dallo sviluppo mondiale, forse sarebbe meglio pensare a investire meglio nelle tecnologie del futuro: energia, reti infrastrutturali e di comunicazione, biomateriali e biotecnolgie. E' lì che si gioca il nostro futuro.

Io ho sempre giudicato il "pensiero" del ragioniere come un vademecum
per la parte più retriva dell'elettorato lumbard, buono solo per
accapigliare qualche voto, non certo una base di discussione.

Concordo. Purtroppo mi sembra comunque il meno peggio che ci venga proposto, tra teorici della decrescita o della dannosità della piccola impresa.E poi almeno si è giocato la poltrona scornandosi con Fazio.

Quello che proprio non capisco è perchè siamo finiti in questa assurda steffetta tra commercialisti: Berlusconi/Prodi ok, hanno dietro mezza italia a testa, ma chi ci obbliga all'alternanza Visco/Tremonti? Possibile che nel palazzo nessuno sia in grado di trovare un' alternativa decente? Magari pescando tra i vari Boeri/Giavazzi/Monti & c. che mi sembrano "vicini" a PD/PDL.

la qualità media del prodotto cinese come tale, e non frutto di delocalizzazioni produttive di multinazionali, è molto bassa

Credo che questo dipenda molto dai settori: un' amico che produce elettronica dopo una visita a dei concorrenti cinesi mi diceva che l' unico vantaggio cui puo aspirare è il servizio al cliente.A quanto pare per ora gli basta, per fortuna.

Il nome giusto per il job di ministro dell'economia e' michele boldrin. L'unica cautela che si dovrebbe usare e' quella di affiancargli un portavoce che eviti che michele prenda a calci, chesso', il primo ministro francese che gli parla di quote latte, o il primo sindacalista che proferisce la parola 'precariato'.

Mmh, credo che dovrebbero portarlo in giro conciato come Annibal Lecter, danneggiandone irreparabilmente la credibilità.