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La Paura e la Speranza

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In ogni caso, forse erro, ma non mi pare che le stime sulla crescita
della domanda proveniente da Cina e India che erano a disposizione tre
o quattro anni fa fossero molto diverse da quanto abbiamo poi
sperimentato.

Non solo: se davvero gli aumenti derivano dal fatto che i cinesi prima mangiavano riso e ora bistecche, com'e' che il riso aumenta piu' delle bistecche? (Ne' le mucche ne' i maiali sono certo alimentati a riso). Ed e' mai possibile che il consumo sfrenato di cibo sia iniziato solo ultimamente, proprio quando, guarda caso, il prezzo del petrolio e' andato alle stelle e sono stati varati sussidi a una produzione di biocarburanti altamente inefficiente (ma politicamente remunerativa) come quella da granaglie? 

Ed e' mai possibile che il consumo sfrenato di cibo sia iniziato solo
ultimamente, proprio quando, guarda caso, il prezzo del petrolio e'
andato alle stelle e sono stati varati sussidi a una produzione di
biocarburanti altamente inefficiente (ma politicamente remunerativa)
come quella da granaglie?

Poiche' sulla stampa analisi di questo problema basate su dati quantitativi sembrano scarseggiare, riporto un paio di interessanti data points ripresi da FT di oggi:

- Secondo la Commissione Parlamentare per le Verifiche Ambientali in Gran Bretagna, la produzione di etanolo agricolo riuscirebbe a coprire un misero 5% del fabbisogno del paese di carburanti da trasporto solo impegnando tra il il 10 e il 45% di tutto il suo terreno coltivabile.

- In una lettera in cui paragona la recente diversione di prodotti alimentari verso la fabbricazione di biocarburanti al disastroso "Grande Balzo in Avanti" di Mao Zedong a fine anni '50, Ann Berg (una specialista di commodities trading che in passato e' stata anche nel consiglio d'amministrazione del CBOT) osserva che quest'anno l'industria americana dell'etanolo sostenuta da sussidi federali consumera' 80 milioni di tonnellate di granaglie, sufficienti a sfamare 400 milioni di persone per un anno.