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La Paura e la Speranza

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Riprendo oggi il filo del pensiero serale per fare osservare che oggi viviamo in un situazione molto complessa.

Si ha l’obbligo   quindi di affrontare la complessita’ della nostra condizione con riflessioni ugualmente complesse.

Prima riflessione

  Ogni individuo necessita di centri di stabilita’, ognuno funzionante secondo il proprio Dharma, ed estremamente importanti per il nostro modo di vivere. Ed ognuno ha il terrore di perdere quei centri ,principalmente per ragioni egoistiche e materiali.

Lei stesso Professore non si sottrae a questa teoria : pur professandosi cosmopolita liberista il suo “orientamento politico” quale novello nostalgico del Valentino e del suo Ducato, denota una visione legata alle radici culturali proprie di un  campanilismo di Guicciardiana memoria.

E’ la conferma del principio  logico Aristotelico  di Identita’ e l’ancoraggio  ad esso quale punto di riferimento e di stabilita’.

Ora perche’  questo ancoraggio non lo devono avere “ quelli della Val Brembana ?” che quantomeno hanno avuto un Ducato, quello di Milano, ben piu’ glorioso del suo ?

Seconda Riflessione

Vorrei fare osservare che viviamo nella storia una situazione unica, questa societa’ non puo’ essere messa a confronto con altre perche’ per la prima volta vi e’ una societa’ che comprende oramai l’intero pianeta e la cultura che si sta imponendo e’ il modello Occidentale liberista consumista di matrice cristiano-protestante ovvero   cosi come coniato dal Ministro Tremonti il “mercatismo”.

Questo modello si e’ evoluto nel tempo:  inizialmente lo spirito Illuminista diede linfa alla rivoluzione industriale ,un movimento in cui gli uomini cercarono e trovarono il modo di far compiere dalle macchine il loro lavoro. La fede ed il sacro  erano l’ideologia  , il motore  la regola . La societa’ pero' nuovamente si stratifico’ in Anglicani,Luterani,Presbiteriani,Quaccheri , Metodisti, ognuna nuovamente con le sue diversita’ che giustificavano la loro posizione sociale.

Nelle Colonie d’America non vi erano radici culturali , non vi era una cultura radicata, come in Europa, e l’ immigrazione   dal vecchio continente avvenne  comunque separatamente nelle varie  Colonie :  Indipendentisti e Congregazionisti  in  Nuova Inghilterra, i  Battisti in Rhode Island,  gli Ugonotti  e gli Olandesi a New York, i Quaccheri in Pennsylvania, i Cattolici a Baltimora.

Il territorio era vasto  e disabitato , salvo gli indiani locali, le successive immigrazioni nei trecento anni a seguire hanno mischiato il quadro originale della stratificazione sociale ma comunque hanno confermato un’elite stabile che nel rispetto della regola aveva  e continua ad avere il consenso.  

 I suoi discorsi sull’ immigrazione e sulle sue tensioni sociali inesistenti andrebbero approfonditi , condivido il pensiero del Ministro quale problema oggettivo.

Terza riflessione

 Ritengo la teoria del Ministro sul crollo del muro di Berlino degna di nota  : il venir meno del forte legame con il sacro in contestualita’  del crollo  dell’ideologia contrapposta comunismo –liberalismo   doveva essere compensato da un sistema economico che con la fluidita’ sociale permettesse  di controllare il potenziale di aggressivita’ .

 Il processo pero’ ha  incensato  l’Economia quale nuova fede e gli economisti come Lei, i nuovi Profeti .

Profeti che  ragionano oramai  solo   con la logica dei numeri , usano quindi quale   paradigma  di valutazione  il semplice aspetto numerario , tutto si riduce a modelli economici, ma come lei ben sa L’Economia non e’ ancora Scienza .

I  Nobel di Khaneman e Smith aprono nuovi orizzonti, gli effetti comportamentali  psicologici e endocrinologici  influiscono sulle scelte .  Ancora una volta la realta’ e’ piu’ complessa , i modelli culturali e sociologici  sono parte in causa  nel comportamento.

Non puo’ come gia’ ricordato  ridurre il ragionamento alla sola economia ed ai suoi modelli che hanno non piu’ due secoli di storia .  Le ricordo Pareto   e la sua evoluzione  accademica.

Quarta riflessione  

L’ Economia  Occidentale attuale e’ la prima civilta’ che attraverso la competizione economica e alla sua fluidita’ sociale  evidenzia  appieno il principio di deferenza  : i piu’ deboli della societa’   globale sono facilmente impressionati dal modello della societa’ di chi e’ piu’ forte di loro, e pertanto per desiderio tendono    verso  quella direzione  e a quel modello.   Senza dubbio una deferenza intelligente  a  vantaggio per il progresso di ogni societa’ stratificata  studiata fino ad ora.

Ancora una volta un merito al Ministro nella disamina dei comportamenti delle civilta’ non Occidentali che stanno vivendo questa globalizzazione.

Quinta riflessione

Il modello dell’applicazione della teoria del principio della deferenza e ‘ stato osservato nel passato con effetti positivi, ma oggi come dicevo pocanzi viviamo in un periodo unico.

Quello che comunque si puo’  notare , e l’aggiungo  come riflessione  gia’ teorizzata , che questa  societa’ dei consumi,  cosi’ come giustamente osservato dal Ministro, mettendo  disposizione di tutti gli stessi beni si sta sempre piu’ trasformando da “ societa’ dei bisogni ad una societa’ dei desideri “.

La societa’ dei consumi quindi ha bisogno di distruggere risorse per poter sopravvivere, e questo meccanismo che inizialmente sembrava avere effetti positivi sta presentando la corda per i problemi ambientali ed egoistici derivanti.

 sesta riflessione

Un accenno infine alla citazioni Malthusiane  e al  Profeta Daniele .

Jared   Diamond,  che voi tutti conoscete nel suo libro “Collasso “evidenzia  in due capitoli tali aspetti  e le dinamiche di conflitto  e o declino di una civilta’ in relazione all’ ambiente: uno contemporaneo ed uno del  passato.

Il Ministro nuovamente ha evidenziato tali aspetti che non possono, per la teoria della  complessita’,  non essere presi  in esame .

Spero di avere dato un contributo al dibattito .

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Concludo con una battuta   che e’ semplicemente un dato di fatto oggettivo :

Se Lei non e’ diventato Ministro   tre volte , un motivo ci  sara’ , o no  ?

Cordialmente

Bariston