Titolo

Lettera aperta al PD (I)

10 commenti (espandi tutti)

Ciao Giorgio,

penso che per il punto 1 tu l'abbia fatta un po' troppo facile.

Mentre per i punti seguenti effettivamente si potrebbe attuare tramite un pacchetto di leggi, per il punto una legge non basta.

Intanto, nessuno a parole e' contro "tagliare la spesa per abbassare le tasse". Anzi probabilmente BS sarebbe ben felice di abbassare le tasse: per lui piu' che per altri sarebbe la garanzia di rivincere le elezioni.

Eppure nessuno sa come tagliare la spesa pubblica.
La possiblita' di licenziare i dipendenti pubblici non e' sicuramente sufficiente. E probabilmente una legge che la permetta sarebbe disattesa nei fatti.

Anche in UK, dove hanno deciso di tagliare la spesa sanitaria, sono riusciti ad aumentarla e a diminuire la qualita' del servizio. Mi pare che per il punto 1 ci siano veramente pochi esempi da copiare.

Qui bisogna veramente scatenare la fantasia ...

Io penso che per interrompere il meccanismo della spesa pubblica sia prima necessaria una riforma istituzionale che sia ingrado di spezzare i meccanismi clientelari.

Faccio un esempio: se i forestali della regione Y se li pagano i Y-esi (o Y-ani) con le loro tasse. E se non hanno soldi per pagarli la regione Y viene commissariata e l'ICI viene mesa alle stelle e le tasse sulla benzina pure .... ci siamo intesi.

 

 

Eppure nessuno sa come tagliare la spesa pubblica.

E' un compito titanico ma mettendocisi d'impegno qualcosa si potrebbe ottenere.  Si potrebbe iniziare col blocco del turn-over e con una mobilita' vera degli statali (come c'e' in Germania) per coprire i settori scoperti col personale in esubero altrove: basta pensare ai 34 centralinisti assunti da Bassolino che ricevono 1 telefonata alla settimana, oppure ai 2-3000 spazzini sempre assunti da Bassolino che vengono pagati per non far nulla per mancanza di automezzi e/o di discariche. Si possono anche assegnare piu' risorse a scoprire i falsi invalidi, a bloccare le loro erogazioni e a recuperare le somme indebitamente percepite. Scoprire falsi ciechi che guidano e cosi' via e' facilissimo ma chissa' perche' li scoprono solo per caso. Ovviamente tutte queste misure sono impopolari presso gli interessati, ma non e' escluso che possano far guadagnare piu' voti di quanti ne sottraggano. Sicuramente non e' servito molto al PD e a  Bassolino fare queste assunzioni inutili e clientelari, non aumentare l'impegno contro i falsi invalidi, pagare i forestali calabresi, e cosi' via. Certo si tratta di misure che richiedono coraggio e anche intelligenza nell'applicazione pratica: sembra che queste qualita' non abbondino in entrambi gli schieramenti.

Bozo giustamente accenna al fatto che nel quadro istituzionale corrente, spesso non vi sono incentivi sufficienti a spingere i politici a tagliare la spesa pubblica. La mancanza di questi incentivi e' particolarmente evidente nel caso in cui il taglio di spesa implichi la mera rimozione di un trasferimento di denaro ad un certo numero di soggetti, per esempio le guardie forestali in Calabria. Un tale provvedimento danneggerebbe in maniera consistente poche migliaia di soggetti e beneficierebbe marginalmente 57 milioni di persone (il resto della popolazione). Questa differenza di intensita' fa si' che nel caso dei primi, il provvedimento costituirebbe un determinante fondamentale della scelta di voto, mentre non altrettanto succederebbe per i secondi. Quindi un politico che consideri il licenziamento delle guardie forestali, si trova a soppesare una perdita certa di poche migliaia di voti contro una probabilita' molto bassa di guadagnarne alcuno.

Il federalismo fiscale, cui accenna Bozo alla fine del suo intervento, aiuterebbe anche in questo senso, soprattutto in casi in cui (come quello delle Guardie Forestali), la spesa e' localizzata. Infatti il beneficio del provvedimento sarebbe diviso tra un numero ben inferiore di soggetti.

Vorrei anche evidenziare come in Italia vi sia un chiaro deficit cognitivo circa gli effetti avversi della tassazione, soprattutto per quanto concerne gli effetti di incentivo. Lo stesso si puo' dire degli effetti distorsivi della miriade di contributi elargiti dallo Stato. In questo senso, gli economisti potrebbero giocare un ruolo utile, dando un contributo educativo. Ricordo che molti anni fa, Romano Prodi venne chiamato ad una serie di lezioni di economia in televisione, che ebbero un buon successo. La cosa si potrebbe replicare, su scala maggiore, e con insegnanti piu' capaci (purtroppo il buon Romano ha dimostrato coi fatti si saperne poca, di economia).

Vorrei anche evidenziare come in Italia vi sia un chiaro deficit
cognitivo circa gli effetti avversi della tassazione, soprattutto per
quanto concerne gli effetti di incentivo. Lo stesso si puo' dire degli
effetti distorsivi della miriade di contributi elargiti dallo Stato.

Per quanto riguarda il deficit cognitivo, mi viene in mente l'articolo di Giavazzi sul Corriere. Che tristezza che mi ha messo ...
Per quanto riguarda i contributi mi vengono in mente, fra i tanti, quelli, inutili come tanti, per la r&s nelle imprese. Quei contributi vengono usati dalle imprese per sgravare le ore lavorare dai dipendenti quando svolgono ricerca. Ma:
- se sia veramente ricerca nessuno lo sa
- se la ricerca fosse utile all'azienda, allora questa la svolgerebbe senza bisogno di contributi
Pero' col nome che portano, i contributi per la ricerca ottengono sempre un certo consenso pubblico.
mi ricordo che furono un cavallo di battaglia di Confindustria ai primi tempi dell'era Montezemolo, Portavoce dell'istanza era Pistorio di STS Microelectronics.
Sarebbe meglio capire come migliorare le collaborazioni imprese - universita'. Si dice che altrove le universita' mantengano i diritti sui brevetti mentre in Italia non sia cosi'. Ma ne so meno di zero, quindi mi fermo qui.

Secondo me un "metodo" possibile per realizzare il punto I, già discusso su
questo sito, se non ricordo male caro ad Alberto Bisin e meno agli
altri redattori: starving the beast! (che, sempre secondo me, relazionato ai
vincoli di bilancio pubblico europei, potrebbe funzionare
bene...soprattutto per un paese come l'italia che è sempre a rischio
cartellino giallo e che senza il cartellino giallo si guarda bene dallo
stare attento). Ergo: crea emergenza. Cerca di diminuire "drammaticamente" il rapporto entrate/PIL, magari rimodellando quelle imposte che sono la fonte principale di entrate per l'erario tipo L'irpef. Francoforte e Maastricht insorgeranno e proporranno l'espulsione dell'Italia dalla UE: a quel punto, o tagli la spesa (e perdi il voto di quelli che penalizzi, ma comunque porti a casa il consenso per un piano fiscale "popolare") o rialzi le tasse e torni al punto di partenza (e certamente perdi le elezioni).

Sparo, giusto per cominciare. Abolizione legge 488/99 e similari. In sostanza tutti gli incentivi alle imprese verrebbero aboliti in cambio di riduzioni della tassazione. E con loro potresti abolire tutte le commissioni che si occupano dell'analisi dei business plan, che qualche euro costeranno. Poi azzeramento delle consulenze da parte di enti locali (a naso siamo nell'ordine di miliardi di euro) e poi ci vorrebbe una qualche forma di responsabilita' personale degli amministratori pubblici - magari esagero, ma a leggere i servizi sulle esposizioni in derivati di comuni e regioni mi e' salita un po' la mosca al naso...

"azzeramento delle consulenze da parte di enti locali": c'è qualche studio sull'ammontare complessivo? Qui secondo me scovi il perché delle jaguar e ville al mare di tanti professorini di economia aziendale :)

Abolizione legge 488/99 e similari. In sostanza tutti gli incentivi
alle imprese verrebbero aboliti in cambio di riduzioni della tassazione.

E' la sostanza di una delle idee di Michele nel post immediatamente sopra. Ma perche' esattamente vuoi abolire la legge 488/99? Confesso la mia totale ignoranza.

abolire tutte le commissioni che si occupano dell'analisi dei business
plan, [...] Poi azzeramento delle consulenze da
parte di enti locali

Quali commissioni? E quali consulenze? Raccontaci un po', che pare interessante. Gracias! 

Eh giorgio mi stai chiedendo di ricordare il succo del mio esame di scienza delle finanze, correva l'anno 2001 :) Allora vediamo un po', la 488 se non sbaglio fa da legge quadro per i contributi a fondo perduto, e mi pare di ricordare che come ammontare di spesa sia piuttosto consistente. Non chiedermi numeri perche' li cannerei.

Per quanto riguarda le consulenze negli enti locali, ti rimando a questo link che parla della relazione della corte dei conti. Detta relazione l'avevo anche scorsa, ma anche qui la memoria mi fa difetto. Come proxy, comunque, considera che recentemente ho letto che nel caso del commissariato per i rifiuti in Campania metà del budget di spesa riguardava consulenze.

edit: qui puntata di report su aiuti a fondo perduto.

Incredibile, un giornalista che si occupa dell'argomento consulenze. QUI. Ovviamente quanto descritto si ripete a livello di Province, Comuni, Comunità Montane, Consorzi vari ecc. ecc. ecc.