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Lettera aperta al PD (I)

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Grazie Alberto - credo anch'io che al denominatore della variabile "spesa in istruzione e formazione – misurata in rapporto al prodotto interno lordo" ci sia semplicemente il prodotto interno lordo aggregato italiano. La documentazione stessa dice:

L’indicatore si ottiene rapportando percentualmente la spesa in conto corrente e in conto capitale in istruzione e formazione (sono inclusi quindi i trasferimenti alle famiglie e alle istituzioni pubbliche e private) al prodotto interno lordo (Pil).

La cosa che non avevo notato e' che - mi sembra - la spesa per istruzione e formazione viene rapportata al PIL in aggregato, e non pro-capite. In altri termini, prendo la spesa TOTALE per istruzione in ciascuna regione, e divido per il PIL TOTALE italiano. Siccome il denominatore e' costante across regions, sostanzialmente la variazione deriva unicamente dalla spesa complessiva per istruzione. Secondo me una misura piu' indicativa sarebbe la spesa per istruzione pro-capite, ovvero dividendo per la popolazione in eta' 6-13 anni in ogni regione. Credo che comunque la spesa pro-capite sarebbe maggiore al Sud che al centro-nord, ma non e' detto: dipende da come varia la popolazione in eta' scolare fra regioni. In ogni caso, questa misura (la spesa pro-capite) mi sembra la misura piu' corretta, non quella totale.

Ma dai! All'ISTAT sono ancora piu' dementi di quanto io abbia pensato essi siano? Ma non ci credo!!

Le regioni italiane variano da 150mila persone circa in Val d'Aosta a 10 milioni in Lombardia. Dai, non puo' essere vero!

Sei sicuro? Se hai ragione, questi non vanno licenziati, vanno messi in galera. 

anche a me sembrava "strano" (per non dire altro)... ma questo e' esattamente quello che dice la documentazione di quell'opuscolo a p.33. Magari hanno sbagliato a scrivere, sono stati imprecisi nella descrizione di quella variabile... mah!

L’indicatore si ottiene rapportando percentualmente la spesa in conto
corrente e in conto capitale in istruzione e formazione (sono inclusi
quindi i trasferimenti alle famiglie e alle istituzioni pubbliche e
private) al prodotto interno lordo (Pil).

La documentazione sopra riportata e' ambigua e non passarebbe una peer-review standard di un articolo scientifico. A meno che all'ISTAT non siano dei totali incompetenti, a me sembra evidente che l'indicatore e'  il rapporto tra "spesa per istruzione pro-capite" e "PIL nazionale pro-capite", un rapporto che e' sensato e che consente di confrontare paesi diversi e regioni diverse all'interno dello Stesso Stato.

Non credo proprio che abbiano usato dati come la frazione di popolazione in eta' scolare, che comunque in primissima approssimazione e' costante. Io personalmente non lo farei, perche' il mio concetto di istruzione comprende la riqualificazione, e ogni forma di istruzione e qualificazione degli adulti. Per esempio in Germania ci sono scuole che utilmente consentono agli adulti senza diploma liceale di conseguirlo, questa e' una spesa che va sicuramente inclusa nel comparto dell'istruzione. 

Per esempio in Germania ci sono scuole che utilmente consentono agli adulti senza diploma liceale di conseguirlo

Ci sono anche in Italia.