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Lettera aperta al PD (I)

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L’indicatore si ottiene rapportando percentualmente la spesa in conto
corrente e in conto capitale in istruzione e formazione (sono inclusi
quindi i trasferimenti alle famiglie e alle istituzioni pubbliche e
private) al prodotto interno lordo (Pil).

La documentazione sopra riportata e' ambigua e non passarebbe una peer-review standard di un articolo scientifico. A meno che all'ISTAT non siano dei totali incompetenti, a me sembra evidente che l'indicatore e'  il rapporto tra "spesa per istruzione pro-capite" e "PIL nazionale pro-capite", un rapporto che e' sensato e che consente di confrontare paesi diversi e regioni diverse all'interno dello Stesso Stato.

Non credo proprio che abbiano usato dati come la frazione di popolazione in eta' scolare, che comunque in primissima approssimazione e' costante. Io personalmente non lo farei, perche' il mio concetto di istruzione comprende la riqualificazione, e ogni forma di istruzione e qualificazione degli adulti. Per esempio in Germania ci sono scuole che utilmente consentono agli adulti senza diploma liceale di conseguirlo, questa e' una spesa che va sicuramente inclusa nel comparto dell'istruzione. 

Per esempio in Germania ci sono scuole che utilmente consentono agli adulti senza diploma liceale di conseguirlo

Ci sono anche in Italia.