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La cultura occidentale e l'antropologia

7 commenti (espandi tutti)

sono d'accordo, e anche un po' di più, sugli antropologi - partito politico organizzato infiltratosi nell'accademia per promuovere una politica di odio e discriminazione all'interno della società.

Un po' di meno sull'idea che sia giusto andare in Amazzonia e regalare agli indigeni un po' di civiltà. Le ragioni sono diverse:

1) Da liberale classico, seguo l'insegnamento di Adam Smith. Lo Stato deve fornire la difesa interna,  la difesa esterna e i beni pubblici fondamentali per il funzionamento dell'economia. Tra di essi non rientra chiaramente l'andare a spendere i soldi dei contribuenti per gli indigeni. Sono nati senza la nostra civiltà. Mi dispiace per loro. Proprio come non è regalando ad un povero un po' di soldi che lo so si rende benestante. Allo stesso modo non è regalando un po' di civiltà a degli incivili che li si rende civilizzati. Anzi, nel primo caso si fa spesso più male che bene. Penso che ciò valga anche nel secondo caso. 

2) La tua interpretazione (direi al limite del positivismo giuridico) pone dei problemi di policy. Come definire politicamente quando è il caso di intervenire o meno per civilizzare gli altri. Non è una battuta. Perchè gli indegeni sì e i cinesi no? Se mi sai trovare un modo per definire un limite alla policy, un modo per dire quando è sì e quando è no... non so cosa dirti: risolveresti uno dei dilemmi della contraddizione tra realismo politico e filosofia morale. Saresti uno dei più grandi filosofi politici della storia. :) Nota a latere:come vedi, il passo all'esportazione manu militari della democrazia è molto vicino. Se è un dovere civilizzare gli indios, perchè non è un dovere democratizzare gli iracheni?

3) Come possiamo essere sicuri che il nostro sia il modello migliore? Ciò segue direttamente dal punto 2. Questo non è relativismo degenerato, è semplice logica.

    3a) Storicamente, TUTTE le civiltà del passato si sono sempre credute le più evolute, le più     civilizzate, le più moderne. Se qualcuno è succeduto loro significa, evidentemente, che non lo erano. Per quale ragione il nostro caso dovrebbe essere diverso? Nota: tra i tanti esempi di civiltà che si credevano superiori vi era anche la Germania Nazista. Il punto è semplice. Su quali basi si può opporre l'esportazione della civiltà da parte di una certa comunità, se si considera che è tra i doveri dei popoli più civilizzati esportare la civilizzazione. Noi, ORA, diciamo che la Germania Nazista era un'aberrazione. Al tempo non era proprio così. Lo stesso vale per l'URSS che a lungo è stata creduta, vedi Galbraith, un modello di successo. Bene, se il tuo principio valesse sempre, e fosse valso anche in passato, anzichè opporsi all'espansione nazista o sovietica, il mondo avrebbe dovuto accettarla - se quello fosse apparso come il modello migliore. Ma ciò rimanda alla domanda di questo paragrafo: come definire il modello migliore. Attraverso il consenso (si alza la mano e si decide quale è il modello migliore?), attraverso la forza (chi vince prende tutto il banco?), autodefinendoci, un po' etnocentricamente, i migliori?

    3b) Plain question: se ci fosse una civiltà più evoluta della nostra, noi saremmo contenti se questi venissero a civilizzarci? Io non ne sono così sicuro. 

    3c) Se ci fossero gli alieni, stando a quanto tu scrivi, dovremmo super tirarci giù le braghe e dire: prego, conquistateci. Ricorda molto la scena di Independence Day. C'è la comunità di pazzoidi, tra cui una tizia davvero fuori di testa, che dice "venite a salvarci". La navicella UFO apre una porta, un raggio di luce illumina la comunità di ufolofi. Zic, disintegrati. Gli alieni li hanno salvati - mandandoli all'altro mondo. Beh, io preferirei, nel caso ci fossero gli alieni, la reazione di Will Smith, cazzuta e inkazzuta. 

:)

saluti, ag. 

 

sono d'accordo, e anche un po' di più, sugli antropologi - partito
politico organizzato infiltratosi nell'accademia per promuovere una
politica di odio e discriminazione all'interno della società.

di cosa parli con esattezza?  

Del fatto che l'unica ossessione degli antropologi è mostrare che economisti e politica scientist razionalisti sono dei fanatici reazionari colpevoli dei peggiori crimini contro l'umanità. La cosa più divertente, e in questo sono assolutamente analoghi ai sociologi, è che dicono di prodigarsi per favorire comprensione e armonia, ma poi il loro obiettivo è discriminare, in tutti i modi possibili, chi la pensa diversamente.

Esempio molto basilare. Prof. di Economia Politica o di Pol.Sci con un background razionalista: entra in aula e spiega come un modello permette di capire i meccanismi principali di funzionamento di una certa cosa (le elezioni, l'andamento della domanda, etc.).

Il prof. di Sociologia o di Antropologia fa l'opposto. Entra in aula e anticipa subito: "ci sono questi professori di Economia o di Scienze Politiche che vogliono disintegrare il pianeta per i loro luridi fini economici, bla bla bla bla." 

Teoria testata: confermata al 100%. Ho visto che fai antropologia: sei ancora in tempo per cambiare.

l'hai testata e ti sei fatto male? mi spiace molto.
che gli antropologi abbiano un'unica ossessione mi pare solo la tua ossessione.
i sociologi che discriminano? perchè non i sociologi nazi? in verità mi pare che tu non voglia e non sia nemmeno in grado di accettare un pensiero diverso dal tuo. forse non te ne rendi conto ma stai riproducendo all'inverso lo stereotipo che vai denunciando.
 

1) Da liberale classico, seguo l'insegnamento di Adam Smith. Lo Stato
deve fornire la difesa interna, la difesa esterna e i beni pubblici
fondamentali per il funzionamento dell'economia. Tra di essi non
rientra chiaramente l'andare a spendere i soldi dei contribuenti per
gli indigeni. Sono nati senza la nostra civiltà. Mi dispiace per loro.
Proprio come non è regalando ad un povero un po' di soldi che lo so si
rende benestante. Allo stesso modo non è regalando un po' di civiltà a
degli incivili che li si rende civilizzati. Anzi, nel primo caso si fa
spesso più male che bene. Penso che ciò valga anche nel secondo caso.

ma che cosa risponderti. sei ubriaco pure tu forse o stai scherzano?
no sei ubriaco e basta. almeno lo spero per te. quindi hai ragione tu. meglio lasciarli soli. non sia mai che possano incontrare gente che parla da liberale classico e seguaci civilizzati di Adam Smith.

Secondo me  sotto lo pseudonimo Andrea Gilli si nasconde Piero Ostellino. :-) Altrimenti non mi spiego quest'aria professorale: prima ti dico che sono liberale, e poi ti spiego come dovresti pensare da liberale. 

Gentile direttore,

non ho detto che andrei a regalare la civilta' alle tribu' dell'Amazzonia; ho detto che mi stupisce che nessuno pensi che sia bene farlo.

Sara' che non ho letto A. Smith? 

 

Bella battuta, anche se il paragone con Ostellino è vagamente
offensivo: mi sembra palmare che quanto io scrivo sia di qualità
nettamente superiore. :p

Per quanto riguarda il tuo post. Tu scrivi:

Però mi pare davvero grave che la cultura (civiltà) occidentale non
abbia in sé la forza di dire "andiamo ad acculturarli (civilizzarli)"

Nel mio commento volevo sottolineare, invece, che la forza della
cultura occidentale, o almeno di una sua parte, è proprio di ritenere
che non sia necessario andare a civilizzarli. Le obiezioni che ho
presentato mi sembrano abbastanza solide.