Titolo

La cultura occidentale e l'antropologia

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Aneddoto

michele boldrin 31/5/2008 - 02:38

Anni fa, quando stavo di professore in un'universita' con un dipartimento di economia famoso ed uno di antropologia abbastanza quotato, ero diventato amico (complice un gruppo interdisciplinare di gente che si occupava di sistemi complessi, whatever they are ...) di un collega abbastanza noto che faceva clinical antropology o una cosa del genere, insomma si occupava di corpi umani, li misurava e li confrontava per capire cosa avessero in comune e cosa no.

Un giorno che ci eravamo divertiti ci salutammo ritornando ai nostri rispettivi uffici e lui mi disse una frase che, tradotta in italiano, suona piu' o meno cosi':

Ora ho una ragione per pensare che gli economisti non siano del tutto dannosi. Ed e' che mi diverto a chiaccherare con te.

Chiesi io, perche' prima cosa pensavi?

Risposta

Che eravate dannosi. Se non ci foste voi i miei colleghi che fanno teorie antropologiche non saprebbero cosa scrivere e potremmo "get rid of them". La loro unica occupazione e' scrivere libri ed articoli per cercare di convincerci che voi, economisti, avete torto e siete figli del diavolo. Se voi spariste, sparirebbero anche loro e noi potremmo finalmente lavorare.

beh penso sia questione di concorrenza e di incompatibilità dei metodi di lavoro e quindi della visione delle cose.
detto questo gli antropologi, per informazione dei lettori, non si occupano solo di omini rossi o neri ma anche e sopratutto di omini "moderni" che se ne stanno negli uffici, in fabbrica ecc. la discriminante per decidere chi è antropologo e chi è sociologo è il metodi di ricerca e *non* il soggetto.
spesso poi le barriere tra antropologie e sociologia cadono e non ha più senso parlare di una contrapposizione netta tra metodi qualitativi e metodi quantitativi.

 

questione di concorrenza e di incompatibilità dei metodi di lavoro e quindi della visione delle cose

Nel libro di Jones menzionato in queste pagine da Boldrin ho trovato questa battuta ironica: l'Economia e' la scienza che studia le scelte dell'uomo, la Sociologia e l'Antropologia sono scienze che dimostrano che l'uomo non ha scelta.

Non conosco il libro, ma da quanto ricordo la fase appare, con riferimento ai sociologi, in un commento di Duesenberry a Becker (non ieri: Becker era un ragazzino).

Grazie per la precisazione. Eric Jones, The European Miracle, Cambridge University Press (2003 edn.), cita questa frase tra virgolette, non attribuendola, ma dicendo che e' un detto noto tra gli economisti.

Duesenberry, che pure fu un precursore della "social economics" , ce l'aveva coi sociologi, non con gli antropologi.

La citazione precisa e':

'Economics is all about how people make choices. Sociology is all about why they don’t have any choices to make.' (p. 233 in James Duesenberry, 1960. Comment on 'An Economic Analysis of Fertility’. In Demographic and Economic Change in Developed Countries, ed. NBER. PU Press)