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La cultura occidentale e l'antropologia

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Direi che dar loro un anno di tempo che permetta: agli antropologi di studiare questa popolazione (che poi e' questo il motivo per cui non vogliono sparisca, senno' come fanno a scriverci libri e pubblicazioni?); ai medici di vaccinali; e a sociologi e psicologi di prepararli al mondo civilizzato sia sufficiente.

Poi da ignorante in materia mi chiedo, ma tra qualche anno, non sarebbero destinati comunque a gravi problemi dato l'esiguo numero e la difficolta' di riprodursi tra non parenti? Non da un punto di vista morale ma genetico ovviamente.

Comunque l'idea che vivano meglio nell'ignoranza del mondo esterno deriva da un pensiero romantico e pessimista. Per cui chi non puo' permettersi i beni materiali del mondo civilizzato e' meglio non lo conosca, cosi', vive con meno, ma vive felice. Ma sta' veramente a noi stabilire quale sia la loro felicita'? Non e' nostro obbligo fornire loro la possibilita' di scegliere fornendogli le informazioni necessarie? Cosi' sceglieranno loro se stare da soli, e allora si puo' discutere se vadano protetti dal mondo civilizzato, o vivere con noi.

 

PS: io l'ho letto Adam Smith, e come tutti i pensatori e studiosi, i suoi scritti vanno contestualizzati,  ha scritto certe cose perche' viveva nel '700, se Adam Smith scrivesse oggi, scriverebbe cose differenti, prenderlo per vangelo ed esempio per i giorni nostri e' quanto di piu' sbagliato si possa fare.

come ho già scritto altrove: gli antropologi non si occupano solo di omini rossi "fuori dal tempo", almeno non è più così da 50 anni. bisognerebbe saperlo.
aggiungo che i sociologi non hanno compiti di primo contatto e di civilizzazione.
per quello ci sono i seguaci di adamo smith :)
cordialità