Titolo

La cultura occidentale e l'antropologia

1 commento (espandi tutti)

interessante il tuo intervento. dirò velocissimamente due cose in croce.
dietro il tardo illuminista sono arrivati altri tardi illuministi, qualche missionario, molti cannoni. insomma è finita sempre in un gran macello, letteralmente.

penso che l infibulazione sia un retaggio della dominazione maschile e dunque del patriarcato ma *non solo*. le analisi monofattoriali sono sempre sbagliate.
possiamo combatterla solo sapendo *esattamente* di cosa si parla. compreso i 30 modi diversi di praticarla. sicuro che sotto la stessa etichetta ci sia sempre la stessa pratica? non vomitare prima del tempo, almeno non farlo sempre e automaticamente. e possibilmente se vogliamo combattere l'infibulazione facciamo a casa nostra senza andare in maghreb a, scusa il termine, rompere i coglioni. il perchè l ho scritto sopra. poi combattiamo anche la circoncisione però, così per principio.

il modello super fisso, come lo chiami tu, è stato abbandonato dall antropologia da 50 o più anni. in italia e francia non c è nessuno che avrebbe il coraggio di sostenerlo. come siano messi gli usa non lo so ma sinceramente non penso... io parlo di antropologia culturale ovviamente, social anthropology

Lévy-Strauss qualche decennio fa ha scritto che la diversità culturale deve essere preservata in se, non i suoi contenuti specifici che cambiano necessariamente. quindi non c è nessun attaccamento particolare alle tradizioni, perchè come insegnano altri, le tradizioni sono invenzioni (o finzioni)

personaggi come Descola insegnano che non solo siamo inculturati e quindi anche il buon senso e il tuo schifo per alcune pratiche è etnocentrico quindi non oggettivo ma che anche le vecchie dicotomie come natura e cultura sono da sorpassare. Qualsiasi islamista poi ti direbbe come le vecchie divisioni sacro profano di Durkheim sono prodotti della nostra visione occidentale e che in maghreb ad esempio le cose funzionano diversamente.

ultima cosa: non con-fondiamo relativismo culturale con relativismo morale, non dimentichiamoci degli aspetti politici che esistono dietro ogni azione ed interazione. anche la più nobile e tardo illuminista.

l antropologia ha come "compito" il produrre domande e dubbi, lo smontare le convinzioni piuttosto che il crearne di troppo forti. io non mi sbilancerei sinceramente come hai fatto tu. sopratutto nelle tue lodi sperticate per la mondializzazione-globalizzazione o come dir si voglia. poi ovviamente ognuno la pensa come vuole, ci mancherebbe. ma il tuo dare dei sottosviluppati ai barbari della giungla mi ricorda molto i colonizzatori del 1800. ci sono molte forme di conoscenza e molti modi di vedere il mondo e le cose. goody e altri - aggiungo anche i lavori dell'etnoscienza - hanno mostrato come esistano logiche diverse e forse non ben comparabili. ogni parametro di valutazione è soggettivo, come dici tu più volte. come fai dunque a dare giudizi così netti?