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La fila? No, grazie!

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In certe occasioni una bella rissa sarebbe la sola cosa che mi farebbe calmare, ma il farsi giustizia da soli è una cosa da Far West. Eppure se chiami la polizia spesso quelli se la prendono con te, chiedendoti che ti costava lasciar correre, invece di metterti a litigare o, peggio di dover farli accorrere per separare due che si prendono a pugni in un luogo pubblico.

Questo pure è vero, purtroppo, verissimo. Ed è forse la cosa più grave e la causa di molti dei microdanni nazionali. Il meccanismo è semplice: SE io so che la polizia mi protegge ed interviene nel caso che il mio tentativo di fermare il maleducato o l'approfittatore degeneri, magari ci provo. Ma SE so che non solo tenderà a guardare altrove ma mi considererà un rompiballe, allora il mio incentivo a fare il buon cittadino svanisce alquanto. 

In Italia in particolare ho avuto reazioni ridicole (per essere gentili) da parte della polizia e dei carabinieri. Vi risparmio i racconti, che altrimenti si esagera con l'autobiografico. Il problema generale però è serio: in Italia la micro-criminalità è completamente tollerata, sia dalla polizia che dai tribunali che dalla legge (ricordiamoci che per reati sino a tre anni non si sconta la pena e che fra i giudici predominano i "perdonisti"). Quindi la micro-criminalità e la "piccola violenza" viene praticata allegramente. Poi tutti a chiedersi perché gli immigranti la praticano così sfacciatamente! La risposta ovvia: se il rumeno arrivato da due settimane a Milano vede che i milanesi violano 500 regole al giorno senza che nessuno reagisca, proverà anche lui a far lo stesso e, ovviamente, a fare un pelino di più! Se poi legge sui giornali che il presidente del consiglio si fa ogni qualche anno una legge per continuare a violare impunementi le leggi precedenti, immaginatevi la conclusione a cui arriva il marocchino di turno. (Nota a margine: uno dei danni peggiori, forse il peggiore, causato da BS all'Italia ed all'idea (ideale?) di uno stato di diritto liberale ed uguale per tutti è stato che ha mostrato a tutti come il potere si possa abusare in maniera medievale per interessi particolari, i suoi. Ha assuefatto gli italiani al peggior male di cui soffrono da sempre e li ha confermati che avevano ragione a pensar male: ruba, ruba, e poi menti, vedrai che qualcosa ti resterà in tasca. Ma su questo ci torniamo un'altra volta.)

Anche in Spagna, almeno al principio degli anni '90, l'atteggiamento della polizia era di "ma perché ci rompi le scatole a noi SOLO perché vedi dalla finestra di casa tre delinquenti ubriachi che rompono bottiglie in mezzo alla strada alle 4 di mattina?". Ora, e qui sta il punto, le cose son cambiate alquanto, altro esempio che si può quando vi è cooperazione da parte del potere politico. Non siamo al livello del MidWest USA, dove la polizia arriva due minuti dopo che hai chiamato 911, ma il livello di tolleranza della polizia di Madrid è molto più basso di una volta e la loro disponibilità alla "quejas" dei cittadini infinitamente più alto. E questo avviene perché dall'alto è arrivato il segnale giusto.

Queste cose, purtroppo, non si cambiano dal basso ma solo dal vertice: solo con un ministro dell'interno che faccia rispettare rigidissimamente la legge, a partire dai suoi direttori generali e dai capi della polizia, potremmo sperare di avere un paese dove fare la fila sia considerato da tutti il comportamento naturale.

Ottima analisi, ma la bella notizia è quella della Spagna. Davvero si può cambiare qualcosa? e nel giro di una sola generazione? Certo, non questa, per i motivi che sappiamo, ma forse ce la possiamo fare.

Per sterzare di nuovo verso l'autobiografico io ancora racconto di quando stavo a Roma e andai dalla Polizia a denunciare il furto di oggetti dalla mia auto, con danni conseguenti. Mi fecero riempire un modulo e mi fecero notare in maniera obliqua che loro servivano anche la zona di Porta Portese ed erano già abbastanza impegnati con gli scippi (!).

Per contrasto so di persone che hanno denunciato un furto in appartamento qui in UK e si sono visti arrivare la Polizia a prendere le impronte!

Davvero si può cambiare qualcosa? e nel giro di una sola generazione?
Certo, non questa, per i motivi che sappiamo, ma forse ce la possiamo
fare.

Basta meno, basta una volontà politica vera da parte delle elites che governano. Segui il caso della rivolta dei camionisti spagnoli, basta andare sui siti di El Pais e di El Mundo. Se stasera ho un attimo ci ritorno sopra, è un ottimo esempio di come gli "equilibri" non siano per nulla di "sunspots" ma basati su dei fondamentali banali. Ora devo scappare, ma a volte basta molto poco per far cambiare radicalmente comportamenti che molti considerano acquisiti ed inalterabili.

Il meccanismo è semplice: SE io so che la polizia mi protegge ed interviene nel caso che il mio
tentativo di fermare il maleducato o l'approfittatore degeneri, magari
ci provo. Ma SE so che non solo tenderà a guardare altrove ma mi
considererà un rompiballe, allora il mio incentivo a fare il buon
cittadino svanisce alquanto.

d'accordo, ma anche qui e' difficile capire cosa causa cosa. un meccanismo che produce lo stesso risultato e' il seguente: se la polizia e' chiamata di frequente e con insistenza allora si ricordano qual e' il loro mestiere. ma se la gente cerca di farsi giustizia da sola la polizia si specializzera' in altro: se non c'e' domanda non c'e' neppure offerta. per esempio, se vedo uno che fa defecare il cane sul marciapiede e poi se ne va tranquillo, gli chiedo di raccogliere e buttare in un cestino. se il tizio si rifiuta potrei prendere il prodotto del cane e tirarglielo dietro. oppure posso telefonare ai vigili urbani. oppure, se chiamo tutte le sante sere polizia o carabinieri perche' fanno casino sotto casa mia alle 3 del mattino, vuoi vedere che quelli alla fine si mettono a pattugliare la zona senza bisogno che qualcuno li chiami?

Poi tutti a chiedersi perché gli immigranti la praticano così
sfacciatamente! La risposta ovvia: se il rumeno arrivato da due
settimane a Milano vede che i milanesi violano 500 regole al giorno
senza che nessuno reagisca, proverà anche lui a far lo stesso e,
ovviamente, a fare un pelino di più!

ecco, aspettavo questo assist (ma decidi tu se sei zambrotta con la romania o del piero col belgio :-) ). l'immigrato tende a fare quello fa che fa l'autoctono, a rispettare le regole che lui rispetta e violare quelle che lui viola. assolutamente naturale. questo non vuol dire che la propensione al crimine sia la stessa -- sappiamo bene che non e' cosi'.  ma per la sicurezza e' importante punire gli stranieri esattamente come lo e' punire gli italiani. mi pare invece che questo governo utilizzi due pesi e due misure. io ho paura di coloro, e metto la mano sul fuoco che sono quasi tutti italiani, che attentano alla mia vita sulle strade e autostrade: chi mi protegge?

se poi gli immigrati arrivano in un paese dove, scrivono stella e rizzo nel loro ultimo libro, e' "lo stato  che fotte le regole delle stato", siamo a posto. l'espressione "cultura della legalita'" e' assolutamente pregnante, e non e' affatto uno slogan vuoto.