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La fila? No, grazie!

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Condivisibile, ma mi pare di scorgere una contraddizione interna, frutto probabilmente della superficiale interpretazione della vicenda Craxi (o, forse, solo della eccessiva o parziale semplificazione nel riportarla)

Craxi sarebbe stato certamente d'accordo con lei, e in particolare, non la sua difesa, ma la sua accusa a tutto il sistema partitico dell'epoca era proprio di avere un atteggiamento da ignavi nei confronti del cherry picking che in quel momento lo vedeva quale cherry picked.

Craxi sarebbe stato certamente d'accordo con lei, e in particolare, non
la sua difesa, ma la sua accusa a tutto il sistema partitico dell'epoca
era proprio di avere un atteggiamento da ignavi nei confronti del
cherry picking che in quel momento lo vedeva quale cherry picked.

Ma infatti anche Craxi ha le sue ragioni, e' un delinquente che tra mille altri delinquenti e' stato perseguito efficacemente, mentre gli altri 999 sono stati assolti/ prescritti/ indultati. Ha cercato di denunciare il cherry-picking ma giustamente gli e' andata male. Fino ad allora aveva usato lui il "sistema" a suo vantaggio.

Il problema della classe dirigente italiana e' la stupidita' e la corto-miranza. Sono tutti felici e giulivi di abusare del sistema a loro vantaggio quando hanno il potere, e non si rendono conto che puo' anche succedere che il sistema venga usato contro di loro, se gli va male. Se promuovessero una giustizia onesta ed equa per tutti, potrebbero diventare ricchi e potenti legalmente e stare ragionevolmente tranquilli di conservare quanto acquisito, come accade con il 99% delle elites dei paesi civili. Negli USA forse l'1% sgarra, ma una frazione significativa di questi viene prima o poi bastonata dal sistema (vedi Kenneth Lay, Frank Quattrone, eccetera). Brin e Page sono diventati ben piu' ricchi di Berlusconi in pochi anni e senza violare la legge, in un contesto civile dove questo non solo e' possibile ma e' incentivato dall'approvazione generale. Possono dormire sonni tranquilli: se hanno rispettato le regole la societa' rispettera i loro guadagni. Invece una larga frazione delle elites italiane vivono e prosperano nell'illegalita', dall'aggiustamento del concorso, all'evasione fiscale alla corruzione giudiziaria, e cosi' giustamente devono temere l'eventualita' che la fortuna giri contro di loro.

Craxi sarebbe stato certamente d'accordo con lei, e in particolare, non
la sua difesa, ma la sua accusa a tutto il sistema partitico dell'epoca
era proprio di avere un atteggiamento da ignavi nei confronti del
cherry picking che in quel momento lo vedeva quale cherry picked.

Mi permetto di dissentire. Non vi è nessuna evidenza che Craxi Bettino, esule e ladro, sarebbe stato d'accordo con Alberto Lusiani. In quale istanza ha egli, CB, tentato di semplificare le leggi esistenti eliminando le assurde? Evitato di utilizzarle per favorire gli amici (sino a scriverne alcune a-hoc, per favorire il compare BS)? Quando mai ha, CB, difeso pubblicamente la tolleranza zero nei confronti dei crimini della casta, o dei crimini in genere in particolare quelli organizzati? Quando mai operò (lui che invitava la gente ad andare al mare, ossia al qualunquismo, perché non si ottenesse il quorum nei referendum che lo infastidivano) per il rispetto delle istituzioni, delle regole democratiche? Quando mai diede, in due parole, il buon esempio sia personalmente che politicamente? Mai, che io sappia! Se tu sei a conoscenza di fatti che mi smentiscono, ti prego di riportarli, documentandoli. 

L'intera carriera di CB è improntata al, e segnata dal, più totale dispregio della legalità, della certezza dei diritti. L'intero progetto politico craxiano si riassume nella prova generale (fallita miseramente ma solo dopo un decennio d'irreparabili danni) dell'utilizzo dello stato per fini di parte. Non vi sarebbe BS senza CB, e la società italiana sarebbe più sana e più libera. L'intera cultura dell'uomo era profondamente amorale ancor più che immorale, profondamente mafiosa (celeberrimo il suo "attaccamento" al circolo dei fedeli, fossero cantanti, portaborse, amanti o fornitori di favori e soldi; altrettanto mitico il suo "odio" verso i nemici, o i traditori, come svariate volte arrivò a definire i pochissimi che dentro il PSI gli si opposero).

L'uomo era, d'altra parte, quello che appena afferrata la segreteria del PSI diede nuova vita e nuovi (oltre che variegati) significati al motto aristotelico "Primum vivere, deinde philosophari". Tutto un programma, sin dall'inizio.

Premessa, che prego di non dimenticare mai nella lettura e nella critica di questo mio post, e del precedente: non intendo, in alcun modo e sotto alcun profilo, difendere la figura di CB nei confronti del quale condivido (quasi) tutte le critiche espresse su questo forum.

Qualora qualche mia affermazione fosse o anche solo apparisse in contrasto con la premessa, valga la premessa.

Non voleva nemmeno essere questo l'argomento del mio post precedente, ma solo far rilevare quella che, a me e, evidentemente, solo a me, appariva come una contraddizione, forse solo una piccola incoerenza, nel ragionamento. D'altronde, purtroppo, l'Italia è piena di esempi altrettanto calzanti.

L'assimilazione al pensiero di CB era solo provocatorio per stimolare la reazione. in questo, per sdrammatizzare, ho avuto fortuna! Se qualcuno si fosse sentito offeso, porgo le mie scuse.

Hey, Giuseppe! Che nessuno, non io almeno, si è sentito offeso! Avevo solo interpretato, evidentemente in modo erroneo, il tuo pensiero e volevo quindi capire cosa veramente intendevi. Il comportamento di Craxi e' una cosa che non ho mai capito: avrebbe potuto far molto, ha fatto solo danni e non si capisce neanche bene a che fine! Chiarito che intendevo io erroneamente cio' che volevi dire, caso chiuso e nessuna offesa in ogni caso. Se il mio commento sembrava manifestare offesa, mi scuso io, invece.