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Le riforme della Gelmini: il solito dirigismo statalista

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si probabilmente non sarà facile e investiranno solo in aree specifiche. sicuramente non nelle facoltà umanistiche a parte magari alcune fondazioni bancarie e la galassia cattolica.
quello che manca è una riforma organica e con un capo e una coda e sopratutto un confronto preventivo con il mondo accademico o almeno con parte di esso.
in francia il governo sarkozy ha proposto e fatto approvare la legge detta LRU sull'autonomia universitaria dopo aver ricevuto i rapporti di una commissione di senatori creata ad hoc per studiare il da farsi.
il risultato è stata una legge contestata ma supportata dalla stato con finanziamenti massicci e che ha chiaramente una filosofia di fondo e un obiettivo preciso e dichiarato. quello che vedo in italia, come ho già detto, è una manciata di articoli buttati un po a caso, un'incapacità di comunicazione inaudita ed il tutto associato ai pesanti tagli di tremonti. come lo vogliamo chiamare? insipienza politica, fretta o addirittura caso? oppure è una scelta precisa e meditata? sarebbe bello saperlo dalla ministra che però non pare interessata al comunicare al mondo le sue idee sulla faccenda - e non penso che la politica sia separata dalla capacità di comunicare, e visto che lei non è certamente un tecnico... nel frattempo si sta alienando tutta l'accademia italiana, compreso quelle componenti che all'idea della fondazione potevano farci un pensiero. complimenti.