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Le riforme della Gelmini: il solito dirigismo statalista

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e diventassero la fonte principale di finanziamento non credo sarebbero interessati a mantenere le baronie attuali

Temo di non condividere tutto questo ottimismo. Mediamente (almeno nelle facoltà scientifiche, per la altre non so e non mi sbilancio) i baroni hanno ottimi contatti con banche/indistrie/istituti religiosi (da queste parti l'opus dei ha un potere non indifferente). Se i privati diventassero i principali finanziatori delle università lo farebbero mantenendo gli attuali baroni come una sorta di "manager di cuscinetto" fra il mondo indistriale ed accademico (leggi: ai baroni andrebbero i finanziamenti che loro potrebbero ripartire fra i loro protetti secondo logiche tutte loro).

Come da oggetto. E' solo una mia impressione data dalla mia breve frequentazione dell'università di Bologna.
Una precisazione sullo schifo: intendo le commistioni tra poteri politici, economici e religiosi.
Qui è pieno di gente che potrebbe spiegarci qualcosa sul mercato italiano e sull'interesse (reale o potenziale) dei privati italiani per le università (ricordando a tutti che non esisteno solo le discipline scientifiche, a dover essere tutelato è l'intero arco di discipline universitarie). Però la perplessità rimane. E ancor di più perchè non considero accettabile una soluzione del tipo: 10 anni di sangue e casino per tutti, poi il sistema si aggiusterà da solo. Perchè intanto la gente all'università ci andrà lo stesso...

Dovresti aggiungere che, almeno in matematica e fisica, le baronie universitarie italiane hanno ottimi collegamenti con le baronie universitarie internazionali, e che quest'ultime hanno tutto l'interesse a mantenere buoni rapporti con chi conta nel mondo scientifico italiano