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Le riforme della Gelmini: il solito dirigismo statalista

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Questo articolo su La Stampa e' purtroppo la ripetizione del ben conosciuto mantra secondo cui quello che manca all'Universita' italiana sono solo i soldi. Non e' cosi' come spiega esaurientemente R. Perotti. Una volta che si fanno i conti sugli studenti che frequentano, e non si includono surrettiziamente i fuori-corso, che sono un abnorme fenomeno solo italiano, la spesa per studente, i compensi agli universitari, sono simili o superiori in Italia anche rispetto a paesi piu' prosperi come l'Inghilterra, a fronte di risultati inferiori in termini di ricerca (pubblicazioni) e laureati.I problemi reali dell'Universita' italiana sono l'assenza di incentivi e di valutazione con conseguenze reali sull'allocazione della spesa, e una struttura di salari che prevede salari miseri ad inizio carriera e che progrediscono solo per anzianita'.

Chi l'avrebbe mai detto che l'estensore dell'articolo è proprio un Professore universitario? Ma c'è anche in Amerika l'abitudine di far scrivere op-ed su proposte di legge in esame alle parti in causa?

Beh, anche Perotti è un professore universitario ;-)

Spero che in Bocconi la situazione sia un po' diversa :-)