Titolo

Le riforme della Gelmini: il solito dirigismo statalista

3 commenti (espandi tutti)

Nulla da eccepire sulle capacità tattiche della Gelmini. In fondo lei all'ambito ministero c'è arrivata, quindi scaltrezza deve averne da vendere. Nulla da eccepire nemmeno sul fatto che almeno finora non abbia fatto peggio del predecessore, del quale almeno su questo sito nessuno lamenta la mancanza. But that was a really low bar.

Consentimi però di essere in disaccordo sul giudizio complessivo. L'università italiana ha bisogno di cambiamenti radicali, che necessariamente intaccherebbero l'intreccio spaventoso di rendite e inefficienze attualmente esistenti. Far finta che le riforme si possano fare con il consenso di tutti non servirà a nulla. O meglio, servirà al ministro per mantenere il consenso e continuare a scalare i picchi della politica italiana. Buon per lei, se questo è quello a cui mira.

Noi però abbiamo bisogno d'altro, abbiamo bisogno di qualcuno che i problemi del paese almeno provi a risolverli e che non racconti balle autoconsolatorie. Almeno finora il ministro Gelmini non è tra questi.

Concordo in pieno. Aggiungo solo che il discorso delle fondazioni private, se sviluppato in un certo modo, potrebbe proprio avere quell'impatto dirompente che tutti auspichiamo (e questo spiega le reazioni attuali e future). Speriamo che la ministra stia semplicemente adottando la tattica del "pugno di ferro in guanto di velluto"... hai visto mai?

Veramente non capisco come si possa concordare sulla necessità per l’università italiana di cambiamenti radicali e allo stesso tempo provare a giustificare le parole del ministro con l’idea che si debbano tenere buoni i rettori e i docenti.  Se l’università italiana richiede questi cambiamenti radicali, ‘che necessariamente intaccherebbero l’intreccio spaventoso di rendite e inefficienze’ come scritto giustamente sopra, non pensi che (una parte dei) rettori e docenti siano la causa di queste inefficienze? Se questo fosse vero (come penso che sia) non vedo perché il ministro debba cercare di tenerseli buoni, anzi, cercare di tenersi buoni i rettori e i docenti rappresenta un’aggravante più che una giustificazione.

 

Francamente non riesco ad apprezzare le capacità 'tattiche' del ministro, mi sembra piuttosto il tipico atteggiamento da politico italiano che tenta di ingraziarsi le lobbies, atteggiamento che, in passato, ha prodotto risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi: pseudoriforme che finiscono per favorire pochi a danno di molti. Anche se spero che il ministro smentisca questo mio pessimismo, non riesco a trovare molte ragioni per sperare nelle sue parole o nel suo 'tatticismo'.