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Le riforme della Gelmini: il solito dirigismo statalista

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Che l'università sia la sentina dove si raccoglie la corruttela dell'intero Paese, mi sembra una visione poco realistica, anche se coltivata in molti ambienti. Ha in parte ragione il Ministro quando parla dell'italica moda di piangersi addosso. Il declino dell'università, iniziato negli anni '60 con la politica delle sanatorie e del reclutamento selvaggio, è parte del declino dell'intero Paese. Una accelerazione al degrado si è realizzata con la "autonomia", che è diventata licenza: come nel caso della giustizia, interamente autoreferente, l'università soffre della mancanza di una guida estranea alle conventicole accademiche. Le università USA sono governate da consigli nei quali non sono maggioranza i docenti: attualmente, diversi paesi europei stanno riformando le università in questa direzione. Trasformare le università in fondazioni con la speranza che intervengano i privati per "governare" gli atenei è pura illusione. Se il governo delle future fondazioni sarà anch'esso su base "democratico-corporativa", un'altra occasione sarà sprecata.