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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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la mia sensazione è che un effetto ci sia stato, ma che sia talmente marginale che nessuna statistica potrebbe mai confermarlo. il problema è che la prassi italiana è molto lasca, per cui quelli che hanno ridotto le assenze sono solo coloro che davvero la facevano grossa (pochi). gli altri hanno continuato tranquillamente perché sanno che la legge, i tribunali del lavoro e i sindacati sono dalla loro parte.

sul difference-in-differences chiaramente è l'approccio migliore e la spiegazione di Giulio è stata ottima nella sua semplicità. faccio una considerazione tecnica: non credo che si possa usare l'universo dei lavoratori privati come control group. i 2 gruppi devono essere omogenei e identici al netto del fattore B. sappiamo tutti che ci sono grosse differenze tra lavoratori pubblici e privati. ad esempio, solo per citarne alcune i pubblici sono relativamente più presenti al Sud (come fai ad escludere effetti di capitale sociale?), hanno retribuzioni che negli ultimi anni sono cresciute di più nonostante una produttività più bassa, sono in numero assoluto molti di meno dei privati, sono valutati secondo criteri diversi da quelli dei privati (l'assenteismo si riduce in tutti e due, ma potrebbe essere che i privati lo riducono perché è stata rafforzata la valutazione merit-based mentre i pubblici per Brunetta o altri fattori).

un'alternativa potrebbe usare come control group gli stessi pubblici un anno fa: come dire, se c'era un trend di discesa, questo si è accentuato quest'anno? ma chiaramente anche in questo caso ci sono grosse disomogenità.

un'alternativa potrebbe usare come control group gli stessi pubblici un
anno fa: come dire, se c'era un trend di discesa, questo si è
accentuato quest'anno? ma chiaramente anche in questo caso ci sono
grosse disomogenità.

Si', di primo acchito questa sembra la maniera. Ma poi ti rendi conto che neanche questa funziona: il tasso di assenteismo ha un minimo naturale (0%) oltre il quale non può scendere. Poiché, ovviamente, il tasso fisiologico minimo è sempre di qualcosa superiore la convergenza sarà nel migliore dei casi di tipo asintotico, come un'iperbole con le ascisse come asintoto orizzontale. Il che implica che il tasso di variazione dell'assenteismo deve diminuire a tassi decrescenti (ossia, la curva è convessa). Questo implica che diff-in-diff dovrebbe dare, in assenza di alcun intervento "nuovo", un valore minore per l'ultimo periodo ...

Insomma, l'effetto RB non è per niente cosa ovvia da calcolare e, di certo, i dati che Giulio riporta sembrano quelli che uno si aspetterebbe senza RB. La domanda interessante, invece, è: che cosa causa la forte diminuzione dell'assenteismo post 2005? Non è che hanno semplicemente fatto un accordo sindacale e ridefinito la variabile? 

Se il motivo fosse stata una cosa tipo la ridefinizione della variabile non si sarebbe dovuta avere una discontinuità nel grafico?

Certo, o un'inversione di tendenza ... che sembra esserci nel 2005.

Ma non ho idea, solo noto il fatto curioso.

Avevo pensato ai premi di produttivitò, assegnati in base alle presenze, che mi pare siano stati introdotti di recente, ma da qui sembra che le date non coincidano.

La domanda interessante, invece, è: che cosa causa la forte diminuzione
dell'assenteismo post 2005?

Esattamente. Avevo pensato all'aumento dei precari nella PA (i precari per ovvie ragioni hanno tassi di assenteismo molto piu' bassi) ma i dati della ragioneria generale si riferiscono ai soli dipendenti a tempo indeterminato.

Non è che hanno semplicemente fatto un
accordo sindacale e ridefinito la variabile?

Piu' probabile. Qualcosa tipo: per il primo giorno non si conta come assenza di malattia ma come qualcos'altro (ma mi sfugge la possibile ratio). Oppure prima si concedevano permessi per malattia per cause analoghe. Per quattro episodi di "malattia" in media per dipendente questo spiega la diminuzione da 20 a 16 giorni dal 2005 al 2006. Ma si tratta appunto di ipotesi campate per aria. Comunque pare non ci sia nulla, es. nella finanziaria 2006, che abbia cambiato gli incentivi alle assenze per malattia nella PA dal 2005 al 2006. Puo' anche darsi che i dati siano sballati, perche' no.

Ma ecco un indizio in favore della ridefinizione: dalla tabella nel pdf dell'indagine (link nell'articolo) si vede che c'e' stata nel periodo una redistribuzione tra le categorie di assenze a parita' di giorni totali di assenza: la redistribuzione va essenzialmente dai giorni di malattia (-4.5) a maternita' e congedi parentali (+3.2): puo' essere che prima del 2006 si prendevano permessi di malattia quando si ammalava il figlio. Ma, appunto, sono solo congetture: qualcuno ne sa di piu'?