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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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I dati sull'assenteismo sono stati contestati anche dal sindacato. Ritengo che l'assenteismo sia diminuito non nella misura rilevata dal Ministro Brunetta. Il problema che rimane da risolvere è come trasformare questa "maggiore presenza" in maggiore qualità dei servizi pubblici e produttività con una organizzazione della P. A. che non è cambiata per nulla. Non condivido quanto dichiarato dal Ministro Brunetta che il minore assenteismo si trasformi automaticamente in miglioramento dei servizi se gli altri fattori rimangono invariati. Anzi è vero il contrario. Occorre cambiare il sistema: se alcuni dipendenti lavorano poco facendo cose non utili o dannose è inutile raccomandare di lavorare di più occorre intervenire sull'organizzazione e sul lavoro del sistema dell P. A..

Non condivido quanto dichirato dal Ministro Brunetta che il minore
assenteismo si trasformi automaticamente in miglioramento dei servizi
se gli altri fattori rimangono invariati anzi è vero il contrario.

Se questo fosse vero non vedo altra soluzione che licenziare dipendenti pubblici col sistema delle decimazioni.

Ritengo che vi siano altre soluzioni tra le quali indico le seguenti: Organizzazione, gestione per processi ed eliminazione degli adempimenti, valorizzazione e coinvolgimento dell persone, dirigenti capaci. Il lavoro, le attività e le mansioni delle persone vanno organizzate dai dirigenti in modo continuo e veloce secondo le necessità. La decimazione andrebbe applicata ............ per i dirigenti ed anche per coloro che non hanno nessuna voglia di lavorare.      

D'accordo su tutto. Le decimazioni erano una freddura. Ci vuole una rivoluzione copernicana: oggi il servizio pubblico in Italia e' considerato solo un unsieme di posti di lavoro pagati per fare poco o nulla, che il potere politico dispensa per acquisire e mantenere consenso elettorale. Bisogna evolvere verso una concezione del servizio pubblico come attivita' il cui obiettivo e' fornire un servizio di qualita' a tutti i cittadini, che poi premiano chi sa spendere in maniera piu' produttiva le tasse pagate fornendo buoni servizi ad un prezzo paragonabile o migliore di quello che sarebbe necessario pagare ad imprese private. Sembra ovvio ma in Italia non lo e' per nulla.

Riguardo ai diirgenti pubblici, e' vero che ogni riforma deve partire dall'alto: Lo Stato non deve pagare alcun dirigente piu' che nella corrispondente posizione delle imprese private locali, ogni contratto di dirigente deve essere risolvibile con normativa ragionevole e i compensi devono essere strettamente proporzionali ai risultati, piu' strettamente proporzionali di quelli dei dipendenti che essendo modesti non possono essere compressi oltre ad un certo limite.

Detto tutto questo, e' corretto anche predisporre incentivi e disincentivi perche' tutti i dipendenti pubblici non abbiano convenienza o facilita' a gonfiare il numero delle assenze ingiustificate. Certamente comunque questo non puo' esaurire l'attivita' del Ministero e deve essere l'elemento di una strategia che deve per forza includere misure incisive sui dirigenti e sull'organizzazione.