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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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condivido molto dello sfogo di lugg ma vorrei fare alcuni commenti:

"Johnny, la contrattazione di secondo livello e', nella mia pur limitata esperienza di settore pubblico, assolutamente inutile." 

assolutamente inutile per chi ? per cosa ? 

partiamo da un dato oggettivo (almeno spero:-): qualunque processo messo in piedi da norme o prassi viene pensato per servire a qualcosa e/o qualcuno (e per principio chi discute e decide ha sempre un interesse che rappresenta ... sia esso politico, economico, etc ...)

io credo che la "contrattazione di secondo livello" è stata pensata per aumentare il controllo e il potere di rappresentanza dei sindacati confederali nei posti di lavoro (pubblici e privati) ... non a caso assitiamo ad una loro propaganda "feroce" su come sia importante aumentarne il peso rispetto alla contrattazione nazionale ... chiediamoci perchè ...

io ho esperienza di contrattazione integrativa e di contrattazione nazionale ... l'unica cosa che ho davvero appreso da questa esperienza è che ormai cio' che viene chiuso con un accordo o un contratto ha un valore enorme in termini politici ed economici poiche' si applica (come accordo tra le parti) a tutti i rappresentati senza che questi abbiano un minimo "controllo" sulla sostanza ... soprattutto il ruolo sindacale è completamente soggiogato dalla mancanza di volontà e capacità di sindacare le informazioni (base dati della contrattazione) che sono nascoste e comunque già contrattate ad un livello superiore lungo la scala gerarchica della rappresentanza ...

mi spiego meglio: un contratto integrativo puo' normare e dividere soldi ma l'impianto normativo e i soldi sono decisi (mai con precisione e chiarezza di bilancio ... ) da un'altra raccolta di norme e di divisione economica che sta nel contratto nazionale di comparto che ha sua volta fa riferimento a contratti quadro e accordi sulle risorse più generali, ... etc ...

a livello integrativo la rappresentanza dei lavoratori dovrebbe avere competenze giuridiche ed economiche talmente elevati (per poter fare vera contratazione) da poter competere con la dirigenza che di mestiere ha o dovrebbe avere quelle competenze viste le responsabilità per cui è pagata  !

semplifico e vengo al dato ...il grosso della dirigenza pubblica è di carriera sindacale ("confederale"!!!)

la cogestione chiamata concertazione ha prodotto una forbice amplissima tra i salari della massa dei lavoratori e quello della dirigenza ... ergo la contrattazione nazionale di comparto e quella integrativa di secondo (e terzo livello in programma su base regionale ...) serve eccome ...

chiaramente non ai lavoratori ne ... all'efficacia ed efficienza  della PA ---

una riprova e' la cabina di regia per seguire mensilmente  l'economia offerta da Tremonti ad Angeletti (UIL) Bonanni (CISL) ed Epifani (CGIL) ... offerta in cambio della loro "assoluto silenzio" sulla manovra di finanza pubblica ... il sindacato è morto !!!  ... sono grandi organizzazioni (politiche ed economiche) che hanno dismesso la loro "mission" ... ma che "responsabilmente" co-governano ... non con-trattano più con la controparte (sono parte stessa del sistema !!!) ...

in un modestissimo (e se volete velletario, ingenuo e da aggiornare) articoletto sostenevo e sostengo che la contrattazione di secondo livello è utile e necessaria a patto di far sparire i soldi (per cominciare) dai suoi tavoli ...

continua --->

 

"Johnny, la contrattazione di secondo livello e', nella mia pur
limitata esperienza di settore pubblico, assolutamente inutile."

assolutamente inutile per chi ? per cosa ?

 

Chiarisco la mia affermazione: nella frase di Jhonny ho inteso la contrattazione di secondo livello come qualcosa che serva a fornire alle aziende le leve per favorire la produttivita', premiare il merito, punire il demerito e migliorare l'organizzazione. Dovrebbe permettere ai datori di lavoro di essere flessibili senza permettergli pero' di pensare esclusivamente in termini del loro profitto.

Una contrattazione collettiva ha senso, in un paese fortemente corporativo come e' l'Italia perche' senza ci si trova di fronte a cartelli piu' o meno espliciti e diffusi. Non permette un premio adeguato per il singolo, ma e' qualcosa che considero "naturale": fanno cartello da un lato, si fa il cartello dall'altro. Stabilisco un minimo per salvare la decenza, fornisco delle norme generali che tutti devono rispettare, il resto sta a te singolo (da un lato o dall'altro della "barricata").

Quello che accade nel pubblico e' che i margini di manovra per la dirigenza sono risibili, e gli incentivi per i sottoposti idem. A questo punto contrattare la produttivita' non ha senso: che si faccia o non si faccia, non cambia nulla di sostanziale, a parte il fatto che se vuoi lavorare lavorerai sempre di piu' senza riconoscimenti ne' aiuti, peggiorando la qualita' del tuo servizio e della tua vita professionale o magari anche personale.

E ribadisco: non e' che sempre e comunque la contrattazione collettiva peggiori le cose. La contrattazione collettiva puo' stabilire che un dirigente possa cambiare ufficio, ma non puo' ne deve intervenire sul fatto che gli uffici pubblici si facciano la guerra o si scarichino il barile tra loro. Questo problema organizzativo e' semplicemente una conseguenza della visione corporativa italiana, importata nel sistema pubblico: io dirigente ho il mio feudo, i miei vassalli, i mei sudditi, i miei superiori e i miei concorrenti.

Per essere efficaci occorrerebbe che tutti abbandonassero questa visione, piu' o meno contemporaneamente altrimenti ci sarebbero "fazioni" che si arroccherebbero a difendere la loro rendita di posizione. Anche con la situazione attuale, non vedo comunque delle scalfitture in questo modo di vedere: forse dopo che avremo superato (in peggio) l'Argentina qualcuno la capira'.

Sempre e solo IMHO.

 

 

articoletto


qui sfondi una porta aperta. serve una legge sulla rappresentanza sindacale e bisogna trovare il modo di far tornare vero sindacato la triade (per carità, non sto parlando di mafia cinese). ormai le rsu non rappresentano i colleghi ma solo i sindacalisti di livello superiore. provare per credere.
questo però, a mio avviso, non significa che il principio della contrattazione di secondo livello sia errato. bisognerebbe aprire una discussione sul ruolo del sindacato, sia nel pubblico che nel privato.

invece non c'è nessuna intenzione di farlo e non sarà fatto. in primis perchè spesso la lobby sindacale funziona da perfetto ufficio personale nell'azienda in cui opera ed è quindi comoda. poi perchè in italia i blocchi economici e politici sono ancora polarizzati in stile yalta e quindi chi governa non punta (quasi) mai a leggi equilibrate ma all'annientamento dell'avversario. e anche questa è acqua calda.