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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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Caro Lugg

mi sembra che tu sottovaluti il danno provocato dagli assenteisti. Prendiamo la Scuola e il caso del famoso insegnante preso di mira da Giavazzi, assente nel 72% delle lezioni e ripetutamente impunito.Casi come quello screditano tutto il sistema, fanno venir meno la voglia di lavorare anche a quei molti insegnanti che si impegnano pur avendo zero incentivi a farlo, e fanno venire la tentazione di sgarrare ancora di piu' a quelli che non si impegnano.Vedere che qualcuno si propone di combattere gli assenteisti dara' fiducia a chi lavora seriamente e scoraggera' chi vuole approfittare di un sistema senza controlli e incentivi. Attraverso cattivi esempi impuniti il sistema pubblico italiano puo' peggiorare anche rispetto ai bassi livelli di oggi. E con qualche buon esempio puo' sicuramente migliorare. In conclusione, rispetto a non fare nulla, e' meglio agitarsi e alzare polvere come ha fatto Brunetta.  Certamente la cura necessaria e' riformare in sistema predisponendo controlli, valutazioni e incentivi a tutti i livelli. Ma temo che l'alternativa realistica non sia tra il Brunetta furioso e una riforma seria, l'alternativa che abbiamo probabilmente e' tra il il Brunetta furioso e il nulla.

 

Incollo più sotto un reply ad un post di doktorfranz.

Ad Alberto Lusiani vorrei rispondere che si stanno invertendo i termini del problema. Le misure del decreto non stanno affatto sortendo l'effetto di cui parla lui: non è di fatto l'insegnante di cui parla giavazzi che sta subendo un decurtamento in caso di malattia, ma tutto il pubblico impiego. Quindi un normale lavoratore sta pagando due volte: la prima perché al suo collega che si assenta fittiziamente adducendo la malattia baster

Non viene in mente che parte del differenziale fra pubblico e
privato è anche dovuto al fatto che il privato spesso e volentieri
"scoraggia" il ricorso ad assenze per congedi parentali (soprattutto
per gli uomini) o per la 104/94, pur avendone i lavoratori del settore
privato pienamente diritto?

No, perché il confronto con i dati europei dice molto chiaramente che il totale delle ore lavorate nel settore pubblico italiano è inferiore alla media continentale (e notevolmente rispetto a singoli Paesi come, ad esempio, la Germania: -16%), mentre ciò non avviene nel settore privato.

Insomma, è proprio questo il primo (sebbene non l'unico) problema reale e si traduce in servizi, ai cittadini ed alle imprese, più lenti e meno efficaci: se vogliamo discutere delle modalità d'intervento, sostenendo la maggiore o minore utilità di quelle adottate, è un conto, altra faccenda è trovare millanta giustificazioni - che sanno di difesa d'ufficio dei privilegi acquisiti - senza proporre differenti soluzioni, dedicandosi, invece, alla consueta italica dietrologia.

Non so quanto un commento del genere sia semplicemente ingenuo o quanto
volutamente scorretto

Che ne dici: eleviamo il livello o restiamo a strisciare ad alzo
zero tanto per solleticare qualche frustrato?

Come vedi, io non ti taccio di scorrettezza o di "solleticare altri frustrati", ma i dati che ho citato sono forniti dalla commissione europea e non sono fonte di alcuna confusione: queso gap va riempito e, fino ad ora, nessuno ci ha seriamente provato, preferendo garantirsi il consenso sindacale e, con esso, vita tranquilla... :-)

Aggiungerei, giacché l'avevo dimenticato ma è importante, che sarebbe opportuno disaggregare i dati anche considerando le diverse attività che compongono il pubblico impiego: non ho tali estrapolazioni sotto mano (se qualcuno le ha son gradite), ma mi sembra che alcune realtà siano decisamente virtuose (polizia, ad esempio): ciò significa, ovviamente, che ce ne sono altre che abbassano la già deficitaria media ed tali situazioni gridano davvero vendetta ....

 

 

No, perché il confronto con i dati europei dice molto chiaramente
che il totale delle ore lavorate nel settore pubblico italiano è
inferiore alla media continentale (e notevolmente rispetto a singoli
Paesi come, ad esempio, la Germania: -16%), mentre ciò non avviene nel
settore privato.

Insomma, è proprio questo il primo (sebbene non l'unico) problema
reale e si traduce in servizi, ai cittadini ed alle imprese, più lenti
e meno efficaci: se vogliamo discutere delle modalità d'intervento,
sostenendo la maggiore o minore utilità di quelle adottate, è un conto,
altra faccenda è trovare millanta giustificazioni - che sanno di difesa
d'ufficio dei privilegi acquisiti - senza proporre differenti
soluzioni, dedicandosi, invece, alla consueta italica dietrologia.

 

 

 un gioco di specchi: se ne infrange uno ma ce n'è sempre un altro che porta a dire meglio questo che niente.

il problema da cui si è partiti è l'assenteismo. si ribatte che non si stanno colpendo affatto assenteisti e fannulloni (altra misura del decreto: taglio netto del 20% del salario accessorio per alcuni comparti nel 2009 e inferiore dal 2010 in poi) e si tira fuori come un coniglio dal cilindro il problema delle ore lavorate (e prima o poi ci tocca affrontare seriamente quello della produttività del lavoro, pubblico e privato, e le relative retribuzioni).

citeresti la fonte dei tuoi numeri. sul privato concordo con te (cfr. "quanto lavorano gli italiani" http://www.lavoce.info/articoli/pagina1932.html). sul pubblico non mi ritrovo pienamente.

da eurostat vedo "Hours worked per week of full-time employment"
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=1996,39140985&_dad=...

e non mi pare che ci siano significative differenze fra IT e altri grandi paesi europei. Se la componente pubblica ha il differenziale che dici tu, quella privata per recuperare la media nazionale che si attesta ai valori della DE e FR, deve schiattare (e difatti schiattano in molti; si potrebbe quindi dire che il decreto brunetta incide positivamente sulle morti del lavoro ;-))

dall'istat ritrovo sulle ore lavorate: 

 http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080811_00/testointegrale20080811.pdf

dai grafici 1 e 2 e dalla tabella 2, in effetti la pubblica amministrazione, che in stragrande maggioranza va nei servizi, esibisce un numero medio di giornate per posizione lavorativa inferiore all'industria.

 trovo anche l'ultimo comunicato sulle forze di lavoro (http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/2008061...). la lettura delle tavole 8 e 10 mostra che in effetti nei servizi la quota di chi lavoro 31 e più ore settimanali è inferiore all'industria, ma perché c'è una incidenza più che doppia dei lavori a tempo parziale (e difatti il decreto cambia drasticamente la natura del part-time: non più diritto soggettivo del lavoratore ma facoltà del datore di lavoro. si veda il paragrafo il dilemma orari - occupazione dell'articolo sulla voce e decidete voi se non è una misura tafazziana).

infine, altra confusione mostruosa (vedo che su quella della definizione di assenteismo ti sei saggiamente astenuto dal controbattere): le ore lavorate sono una cosa, la produttività del lavoro un'altra. se è l'efficienza che cerchi devi battere in primis sulla seconda. da anni in italia aumentano gli occupati ma non le ula e non il pil: in di più produciamo come a fine anni '90 (parlo grezzamente, ma se vuoi attacco un pippone dettagliato di numeri anche su questo); la produttività del lavoro è drasticamente peggiorata e, come segnalato da bankitalia, di recente anche quella del capitale.

fa tristezza che dinanzi a tutto questo ci sia gente che sprechi la propria intelligenza per dimostrare che è giusto che se domani voglio stare a casa perché ho un'influenza o una diarrea non mi vengano pagate le voci di salario accessorio e sia costretto a rimanere dalle 8 alle 20. sono un presunto colpevole in quanto dipendente pubblico, né più né meno che l'insegnante a casa per il 72% delle lezioni (personalmente ho fatto 20 gg di malattia in 6 anni all'istat, ma questo non è una prova a discarico). è un mondo di rosiconi il nostro: un atteggiamento del genere è uguale e simmetrico a quel "anche i ricchi piangano" dei defunti rifondaroli.  

lugg ha spiegato fin troppo bene i meccanismi che fanno inceppare, anzi
sembrano fatti apposta per incepparsi, una seria organizzazione del
lavoro pubblico. perché su quello nessuno fa e dice niente! colpa dei sindacalisti? maddai!  

come vedi nessun approccio ideologico ma solo una critica feroce perché le misure di cui parliamo non sono per nulla studiate per arginare i problemi di cui si parla, assenteismo e fannullonismo, ma per tutt'altro. ognuno è libero di credere alle favole che vuole, a me piacerebbe semplicemente un ceto politico che avesse dichiarato l'obiettivo vero e non quello da dare in pasto ai disattenti italici (tanti, anzi molti di più, degli esperti in dietrologia italica come me). 

 

Innanzitutto, mi scuso del fatto
che (malefico taglia & incolla ....) è saltata una parola
nel mio commento, rendendo così incomprensibile la risposta
alla tua domanda retorica. Va letto così:

Non viene in mente che parte del
differenziale fra pubblico e privato è anche dovuto al fatto
che il privato spesso e volentieri "scoraggia" il ricorso
ad assenze per congedi parentali (soprattutto per gli uomini) o per
la 104/94, pur avendone i lavoratori del settore privato pienamente
diritto?

No, perché il confronto
con i dati europei dice molto chiaramente che il totale delle ore
contrattualmente
lavorate
nel settore pubblico italiano è
inferiore alla media continentale (e notevolmente rispetto a singoli
Paesi come, ad esempio, la Germania: -16%), mentre ciò non
avviene nel settore privato.

e significa - chiarendo meglio ciò
che forse l'estrema sintesi non rendeva evidente - che già in
partenza il tempo dedicato al lavoro dagli addetti al settore
pubblico italiano sconta una differenza non trascurabile rispetto ai
Paesi comparabili, mentre ciò non avviene per gli addetti del
settore privato. In altre parole, dal paragone europeo è
ragionevole evincere che non siano gli imprenditori italiani a
rendere anomalo l'ambiente di lavoro comprimendo i diritti dei
lavoratori, ma la pubblica amministrazione italiana ad essere un
datore di lavoro troppo accondiscendente.

Aggiungo ora – anche - la
riflessione che una conseguenza di tale atteggiamento lassista
potrebbe, secondo logica, consistere nella diversa tolleranza
rispetto a comportamenti scorretti (in materia di presenza sul posto
di lavoro od altro), il che fornirebbe una prima spiegazione alle
differenze riscontrabili nei dati di assenza, comunque elaborati e
confrontati.

Ciò che a me preme
sottolineare, dunque, è che il primo problema da risolvere (ed
anche il più semplice, quindi non ci sono scuse per non agire
in tal senso) rimane la “quantità di lavoro”, che deve
essere aumentata (ad esempio, è ovvio che l'apertura di uno
sportello per un tempo più lungo costituisca – di per sé
– un miglioramento del servizio, oppure che l'aumento del tempo
dedicato allo smaltimento delle pratiche ne velocizzi l'iter)
rendendo la PA meno tollerante.

Contestualmente, nessuno può
negare che sia necessario prestare attenzione alla “qualità
del lavoro”, ottenibile migliorando l'organizzazione degli uffici,
responsabilizzando i dirigenti e, soprattutto, dandosi regole
efficaci e facendole rispettare, con un sistema di valutazione che
non sia solo premiale (magari a pioggia .....) ma preveda anche reali
sanzioni. In tale contesto considero irrinunciabile la sollevazione
dall'incarico del dirigente che non raggiunga gli obiettivi (che
debbono costituire un miglioramento della performance in essere,
paragonandosi – ad esempio - agli standards delle amministrazioni
più “virtuose”), concedendogli ovviamente la possibilità
reale di comminare sanzioni ai dipendenti che non svolgano i loro
compiti nel modo richiesto (senza che il sindacato si opponga sempre,
difendendo anche l'indifendibile). Questa, però, sia pur
indispensabile, è una vera rivoluzione e, quindi, richiede
tempi lunghi e grande impegno, perciò non c'è ragione
di trascurare, nel frattempo, la prima azione, con la solita trita
motivazione che la questione sia “ben altra”..... :-)

Se poi si vuole spostare la
discussione sul fatto che la produttività italiana abbia avuto
un andamento insoddisfacente (in assoluto ed in relazione ai
risultati di altri Paesi) e che ciò costituisca un problema
estremamente rilevante ed anzi determinante, si sfonda una porta
aperta e (evitando per brevità di far rilevare, ora, come il
dato andrebbe disaggregato, considerando le differenze tra mercati
competitivi e mercati protetti od inesistenti) ci si lancia in un
esercizio ancora più evidente di “benaltrismo”, senza
togliere, peraltro, consistenza al problema precedentemente discusso.

Concludo, per evitare noiosissimi
romanzi d'appendice, con una breve nota: è normale non
controbattere tutte le affermazioni che si leggono e non si
condividono, concentrandosi, invece, su quello che si ritiene il
fulcro della questione: se così non si facesse, ogni commento
risulterebbe spropositatamente lungo e, quindi, illeggibile ......
:-)

P.S. Non ho sottomano i dati citati
(scritti in forma differente, ma con il medesimo valore: orario
contrattuale medio del settore pubblico in Italia 32,9 ore – in
EU.27 38,2 ore – in Germania 39,0, me li ero appuntati) e, con il
collegamento internet poco efficiente che posso utilizzare in ferie,
non ho ritrovato la fonte: sono certo che provengano dalla Comunità
Europea e, naturalmente, chiunque potesse fornire supporto in merito
farebbe cosa gradita.

Ad Alberto Lusiani vorrei rispondere che si stanno invertendo i termini
del problema. Le misure del decreto non stanno affatto sortendo
l'effetto di cui parla lui: non è di fatto l'insegnante di cui parla
giavazzi che sta subendo un decurtamento in caso di malattia, ma tutto
il pubblico impiego.

Quali termini di quale problema si stanno invertendo? Scusa ma non capisco la logica del tuo discorso. Per me il problema e' l'assenteismo nel pubblico impiego, dovuto anche ad assenza di controlli e incentivi perche' i dipendenti pubblici siano presenti al posto di lavoro. Brunetta ha introdotto qualche incentivo, nella forma di una penalizzazione economica per chi fa assenze brevi (non conosco i dettagli peraltro). Sicuramente poteva far meglio, ma non capisco perche' debba essere sbagliato e addirittura peggio che non far nulla. Secondo me Brunetta avrebbe fatto meglio se avesse previsto nello stesso provvedimento che le somme risparmiate in seguito alle penalizzazioni sarebbero state redistribuite a tutti dipendenti, eventualmente in base a qualche forma di valutazione meritocratica, e personalmente questa restituzione la farei unita' per unita' della pubblica amministrazione. Facendo cosi' avrebbe evitato l'accusa che tu gli fai di aver mascherato con la scusa della lotta all'assenteismo una misura banale di riduzione della spesa pubblica, su questo sono d'accordo. Tuttavia dato il problema che ho indicato, il provvedimento di Brunetta va nella direzione giusta, non nella direzione sbagliata.

Quindi un normale lavoratore sta pagando due
volte: la prima perché al suo collega che si assenta fittiziamente
adducendo la malattia basterà, avendo già un medico compiacente, farsi
allungare ciascun evento di malattia ad almeno 11 gg, così da non
subire alcuna decurtazione. Chi non avrà questa faccia tosta, la
stragrande maggioranza, subirà invece la decurtazione: cornuto e
mazziato!!

Ma per assenze lunghe (se capisco bene) non basta piu' il certificato del medico curante, ma ci vuole quello di un dipendente pubblico dell'ospedale, che spero rischiera' il posto se si mette a fare certificati medici fasulli. Mi sembra che Brunetta abbia fatto un provvedimento sensato. Per le assenze brevi, per le quali sarebbe dispendioso e poco sensato chiedere certificati da strutture pubbliche, e anche fare estensivi controlli, si introduce una penalizzazione economica a disincentivo. Per le assenze lunghe, per le quali e' pensabile fare controlli piu' incisivi, si chiede un certificato meno banale da ottenere e con piu' rischi per chi lo rilascia.

Caro Alberto, non credo affatto di sottovalutare il problema degli assenteisti.

Nel mio post precedente scrivo che sia una cosa buona e giusta evitare che il fannullone di turno esca a fare la spesa in orario di lavoro, ma ribadisco che lo considero il minimo che dovrebbe accadere in un paese civile.

Questa dei 10 giorni di malattia e del rapporto dell'ospedale mi sembra tanto una distinzione tra "e' vietato" ed "e' severamente vietato", di cui si e' discusso anche qui su nfA. Se e' vietato e' vietato e basta: se trasgredisci vai punito allo stesso modo anche se non c'e' il "severamente". Brunetta ha inasprito le regole per tutti, quindi diminuiranno gli assenteisti, che sono una parte. D'accordo, sono contento. Ma da un quasi nobel che parte con le sue dichiarazioni mi aspetto di piu'. Colpire tutti indiscriminatamente credo che sarei stato capace di farlo anche io.

Anzi, se devo essere onesto, al posto suo avrei semplicemente fatto cosi': da oggi ispezioni a sorpresa con omino dotato di telecamera nascosta. Se becco qualcuno che non lavora o che esce fuori orario, cominciamo con il fermargli il prossimo scatto di anzianita'. Se lo becchi due volte oltre a bloccargli la carriera lo trasferisci a un paio di regioni di distanza con effetto immediato, se non gli va bene se ne puo' pure andare. Alla terza licenziamento.

Potevi anche non mandarle le ispezioni, bastava far girare la voce.

Seconda mossa: da oggi sono abolite le distinzioni di carriera tra dirigente e non-dirigente. Avete i livelli contrattuali e ogni due anni si fanno le verifiche, potete scendere e salire a seconda di come vi comportate. Il giudizio lo daranno i vostri clienti, cosi' forse finalmente vi batterete per soddisfarli. Se ritenete che vi chiedano troppo per le risorse che avete, fatecelo sapere.

Ok, l'ho fatta semplice, lo ammetto, e credo che molti anche qui su nfA avrebbero idee migliori. Solo che un passo corto e non mirato (colpisce tutti, colpevoli o meno) viene sbandierato come l'inizio della soluzione. Mi permetti di avere qualche dubbio sui passi successivi?

Tutto qua :) Ribadisco: saro' felice di essere smentito, ma non ho alcuna fiducia che avro' notizie meno che trionfalistiche da questo esecutivo: vorrei solo veder diminuire il tempo perso per burocrazia e altri difetti della PA.

EDIT: perdono, mi era sfuggita l'ultima tua frase. Concordo, tra Brunetta e il nulla meglio Brunetta. Pero' che se ha veramente voglia di cambiare la PA dovra' colpire dove fa male, e dovra' farlo forte e a lungo. Confesso che non mi aspetto questo da lui, e saro' felice di essere smentito.

 

 Anzi, se devo essere onesto, al posto suo avrei semplicemente fatto
cosi': da oggi ispezioni a sorpresa con omino dotato di telecamera
nascosta.

 Purtroppo l'art. 4 dello statuto dei lavori contiene la seguente perla

ART. 4. (IMPIANTI AUDIOVISIVI)

E' vietato l'uso di impianti
audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a
distanza dell'attività dei lavoratori. Gli impianti e le
apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze
organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai
quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività
dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con
le rappresentanze sindacali aziendali

So di far la figura di azzeccagarbugli, ma in questo caso non si tratterebbe di installare apparecchi per controllare i lavoratori, ma di strumenti portatili usati in ispezioni a sorpresa per verificare disservizi. Io arrivo li' come fossi un utente normale, e vedo che stai uscendo
senza giustificazione: il filmato e' solo un supporto probatorio.

C'e' una differenza tra monitorare se vai al bagno troppo spesso ed arrivare li' di fronte allo sportello e vedere che non ci sei quando dovresti, o che in ufficio ti dedichi al sudoku.

E mi dispiace per Enzo, io non sono per l'abolizione dello statuto dei lavoratori. Riformarlo si', perche' alcuni articoli andrebbero modificati (e forse anche eliminati) secondo me, ma credo che in un Paese come il nostro sia "necessario" (notare le virgolette) che alcune cose siano scritte chiare, tonde e tutte insieme :)

 

Nelle ultime settimane si sono moltiplicati i filmati e sono disponibili su Youtube. Le riprese sono fatte da colleghi. Un interessante esempio di "peer pressure," ma anche un'arma a doppio taglio. Dubito in ogni caso che possano avere alcun valore probatorio.

Ed ecco un omaggio per celebrare il ferragosto:

 

Non ho capito, per cosa dovrebbero servire le telecamere se non per verificare disservizi? C'e' un solo modo di interpretare quell'articolo, secondo me. Per convincertene, dai un'occhiata alla seconda frase di quel comma: persino per motivi di sicurezza occorre chiedere ai sindacati. I nostri giuristi ci illumineranno, ma non credo che ci sia molto spazio per interpretazioni diverse.

suvvia prova a immaginare... un po di fantasia... non tutti a questo mondo, e soprattutto in italia, di lavoro fanno l'Associate Professor. ora puoi anche pensare che sia eccessiva come limitazione ma non puoi dirmi che non riesci a capire a cosa potrebbero servire le telecamere, anche le telecamere "di sicurezza".

A controllare che gli adetti ai bagagli di Tessera e Malpensa non derubino i passeggeri?

Che marescialli e sergenti non rubino dai magazzini militari?

Che i poliziotti di pattuglia non passino il tempo in bar a bere e fumare?

Che i dipendenti dei ministeri non escano quattro volte al giorno per ragioni personali, finché dovrebbero lavorare?

Che quelli dell'ufficio postale stiano allo sportello, anziché nel misterioso retro dell'ufficio postale a mangiare panini e farsi gli affari propri?

Che in ospedale il personale non faccia altro in orario di servizio, dove altro include andarsene, la maglia, giocare a carte ...

Che i bidelli non gestiscano piccole aziende personali nei luoghi del loro inesistente lavoro? 

Tutte esperienze personali, neh ... che de statistica no capiso niente.

 

non ci arrivi? in fondo sei solo un brighella.

la sentenza della Cassazione 8250 del 2000 dice che 

Come è noto, l'art. 4 legge n. 300/70, la cui
violazione è penalmente sanzionata ai sensi dell'art. 38 della stessa
legge, fa parte di quella complessa normativa diretta a contenere in
vario modo le manifestazioni di potere organizzativo e direttivo del
datore di lavoro che, per le modalità di attuazione incidenti nella
sfera interna della persona, si ritengono lesive della dignità e della
riservatezza del lavoratore.

Detto art. 4,
infatti, sancisce, al suo primo comma, il divieto di utilizzazione di
mezzi di controllo a distanza, tra i quali, in primo luogo, gli
impianti audiovisivi, sul presupposto - espressamente precisato nella
"Relazione ministeriale" - che la vigilanza sul lavoro, ancorché
necessaria nell'organizzazione produttiva, vada mantenuta in una
dimensione "umana", e cioè non esasperata dall'uso di tecnologie che
possono rendere la vigilanza stessa continua e anelastica, eliminando
ogni zona di riservatezza e di autonomia nello svolgimento del lavoro.

Lo
stesso articolo, tuttavia, al secondo comma, prevede che esigenze
organizzative, produttive ovvero di sicurezza del lavoro possano
richiedere l'eventuale installazione di impianti ed apparecchiature di
controllo, dai quali derivi anche la possibilità di controllo a
distanza dell'attività dei lavoratori. In tal caso è prevista una
garanzia procedurale a vari livelli, essendo la installazione
condizionata all'accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o
con la commissione interna, ovvero, in difetto, all'autorizzazione
dell'Ispettorato del lavoro.

In tal modo il
legislatore ha inteso contemperare l'esigenza di tutela del diritto dei
lavoratori a non essere controllati a distanza e quello del datore di
lavoro, o, se si vuole, della stessa collettività,. relativamente alla
organizzazione, produzione e sicurezza del lavoro, individuando una
precisa procedura esecutiva e gli stessi soggetti ad essa partecipi.

Se le argomentazioni della corte ti sono aliene... beh allora hai ragione tu e ti chiedo scusa.

Cosa dice la Relazione ministeriale? Qui avrai più informazioni: http://www.dplmodena.it/Ordine%20di%20servizio%20audiovisivi.doc
I punti a, b, c, d ed e, se ti degni di leggerli, ti spiegano chiaramente perchè devono esserci dei limiti nel controllo di qualsiasi lavoratore, anche se si tratta del tuo caso e a te piace avere una telecamera che ti punta nuca e monitor 8 ore su 8. Che tu non capisca nulla di statistica è assolutamente ininfluente. In sostanza ci ricorda che il lavoratore (anche quello pubblico), prima di essere il nostro personale schiavo sfoga tensioni politico-economiche, è un cittadino e gode di alcuni diritti.

Questo, mio caro, non significa che non puoi mettere le tue telecamerine (o i tuoi lettori di badge ecc ecc) significa solo che devi rispettare una certa procedura e che prima devi almeno tentare di passare per i sindacati (se leggi sindacati e poi ti si annebbia la mente - anche a ragione magari - ti spiego che significa in soldoni: devi almeno degnarti di informare i lavoratori attraverso i loro presunti rappresentanti e poi devi trovare soluzioni condivise visto che si tratta del tuo diritto di organizzare e controllare la produzione e del loro diritto di cittadini ed esseri umani a non essere monitorati costantemente).Tra l'altro ti faccio presente che, se non l'hai letto, lo statuto dei lavoratori dice questo:

Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti
da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del
lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di
controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono
essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze
sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la
commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore
di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove
occorra, le modalità per l'uso di tali impianti.

 

Se il datore di lavoro si scorda di rispettare alcune regole, tra l'altro elementari, oppure non le ha mai lette, ha fretta e se ne dimentica, voleva aprire un'impresa in un giorno e non ha avuto tempo di leggerle però ha assunto gente, non gli piace trattare con i sottoposti suoi sudditi che considera anche un pò suoi figli e quindi li vuole educare ecc ecc ecc ecc ecco a questo punto sono fatti suoi e dovrà risponderne davanti al giudice. Oppure si parte dall'assunto che il dipendente è fancazzista e il datore di lavoro un santo illuminato? Crediamo davvero che l'unico modo per fare lavorare bene i dipendenti sia la repressione e il controllo costante?
alla fine, magari nel sonno, la domanda sorge spontanea: i responsabili, i capi, i capetti, i manager ecc che ruolo hanno in tutto questa vicenda? il pesce non puzza dalla testa? quando i tuoi impiegati escono dal lavoro per andare a giocare a carte dov'è il capo ufficio esattamente, e dov'è a suo volta il suo capo? per controllare un dipendente è necessario puntargli una telecamera in faccia? allora al posto di manager assumiamo registi, video operatori e guardie giurate (eh no, purtroppo questo è vietato dallo statuto dei lavoratori, grave ingiustizia e limitazioni alla libertà d'organizzazione). e poi, in fondo in fondo, visto che è stato firmato un contratto che obbliga il dipendente a stazionare (non lavorare perchè quello non lo controlla per ora nemmeno brunetta) 8 ore al giorno nel suo luogo di "lavoro" (ma noi sappiamo che non lavora), chi ci assicura che non scapperà? palla al piede e inferriate alle finestre con porta chiusa a chiave dal di fuori? beh perchè no. in fondo per contratto non può andarsene e noi sappiamo che tutti i 3,5 milioni di dipendenti pubblici sono fannulloni. quindi, da cittadini contribuenti, noi vantiamo dei diritti su di loro... ma se siamo così sospettosi nei loro confronti... non sarà già venuto meno quel vincolo di fiducia che, una volta caduto, porta direttamente alla cessazione del rapporto di lavoro? perchè non ci abbiamo pensato! devono essere licenziati!

A parte le barzellette e per tornare al discorso di prima: io capisco che la normativa possa essere troppo rigida. non riesco davvero a comprendere come si faccia a non intravedere i pericoli connessi al controllo a distanza. buone vacanze a tutti

Non ho capito niente, son solo un brighela. Tuto quelo che capiso se che decide i sindacati, no? Perché l'ispettorato del lavoro lo controla i sindacati, almeno qua a casa mia.

Te domando, però do domande

- ma alora come sé che quelli degli esempi miei non li hanno mai ciapati?

- ma ti, gheto mai lavorà? Domando parché te parli de capi e capetti come certi grupetari cretinoti che veniva davanti alla fabbrica, ma dentro no ...

- perché se una cosa la dise la Cassasion e una relasion ministerial, allora la ga da esar giusta? Parché lori se de Roma e mi no?

Argomenti tuoi non hai, o giovin virgulto?

Brighella for President .... :-)

Ovvero, bisognerebbe sempre veder le cose in modo pragmatico (e non sarebbe male qualche esperienza sul campo): peccato che, troppo spesso, chi promulga leggi viva fuori dal mondo reale.

Qualche volta, anche chi commenta .... :-)

Intanto la sentenza che hai citato conferma quello che dico io; te la traduco perche' il legalese e' un po' ostico (domanda ad Axel: ma non potete scrivere in Italiano, e cioe' come segue:)

"Le telecamere non le potete proprio mettere. Tant'e' vero che se occorressero per motivi di sicurezza, occorre consultare i sindacati. E se questi fossero cosi' ottusi da non volerne neanche in quel caso, occorre chiedere all'Ispettorato del lavoro. Quindi, se non si possono mettere per motivi di sicurezza, figuriamoci per altri motivi".

Poi mi sono letto i punti a b c d e f g e dell'altro documento non vedo ancora i pericoli che tu hai accennato. L'ambiente di lavoro e' luogo pubblico, il lavoratore e' normalmente in vista ad altre persone, quindi non vedo dove ci sia l'esigenza di riservatezza. O magari dobbiamo impedire anche al "paron" di collocare la propria scrivania fra i torni e le presse? Anche questo e' lesivo della dignita' e riservatezza? Quando mandano gli operai dell'Enel su per un traliccio dovrebbero mascherarlo per evitare che poi la gente dica che "uno va su e quattro guardano da sotto"? E i poveri commessi del bar, poverini hanno il padrone alla cassa che li controlla di continuo, che facciamo per loro? Mettiamo la macchina del caffe' nel retrobottega, per salvare la loro dignita'? Con un bel cartello "bussare prima di entrare", non si sa mai, magari si stanno mangiando le Brioches. 

scusami, con tutta la buona volontà non riesco proprio a capire come non si possa vedere la necessità di tutelare il dipendente dal video controllo.
nel tuo ufficio hai una telecamera che ti punta il monitor? perchè non la fai piazzare subito visto che non hai nulla da nascondere e sai in cuor tuo che fai quello che devi? lo ripeto. ci sono in ballo due diritti contrapposti: quello sacrosanto del
datore di lavoro di organizzare e controllare il lavoro (e garantire la
sicurezza di dipendenti e cose), e quello dei lavoratori che guarda
caso sono cittadini ed esseri umani anche quando lavorano. il senso dell'articolo 4 è conciliare quei due diritti tenendo in considerazione l'asimmetria di
potere che esiste tra le parti.

non tutti i luogi di lavoro sono Shangri-La di concordia e produzione serena (appunto: non tutti in italia sono professori universitari). non tutti i luoghi di lavoro sono fortilizi del sindacato che sciopera per ogni spostamento di sedia. anzi, la maggior parte non sono né l'uno né l'altro. repressione e conflitto sono all'ordine del giorno. con tutto il rispetto negare la cosa significa stare fuori dal mondo cosa può succedere? Così, giusto un esempio preso al volo:
http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_26/lidl_spia_dipendenti_c8e08dda-fb41-11dc-be4d-00144f486ba6.shtml
http://it.wikipedia.org/wiki/Lidl#Germania_e_Danimarca

La repressione sul luogo di lavoro (dei diritti umani, della possibilità di esprimere opinioni, di ogni attività sindacale) è all'ordine del giorno nel settore della grande distribuzione. OVS, Esselunga e Lidl italia ne sono brillanti esempi. Lo statuto dei lavoratori (perchè si sta parlando di quello, non di Mario Rossi dipendente inps ammalato dal 1968 e visto di recente in Tibet mentre organizzava incontri di meditazione trascendentale a pagamento) si preoccupa proprio di dare a tutti una serie di diritti messi nero su bianco. E nonostante questo non basta.  A me quell'articolo pare più che ragionevole. Non si sta allestendo per il pubblico la stessa manfrina che è stata creata per i rom? (per carità, con tutte le differenze del caso ma il meccanismo è identico e si basa su populismo e demagogia). I rom sarebbero tutti ladri di bambini e ladri e basta. Prendiamogli le impronte fin dalla nascita. Gli altri semplicemente tutti ladri, fannulloni e parassiti. Piazziamogli una telecamera dietro alla testa (e perchè non le impronte?). E tutto qui quello che siamo in grado di proporre nell'anno del signore 2008? Ma la repressione, mi dirai, non è all'ordine del giorno nel settore pubblico. Ritorno alla domanda di prima: il pesce non puzza dalla testa? I dipendenti si fanno lavorare
puntandogli una telecamera addosso
? I 3.5 milioni di dip. pubblici sono tutti fannulloni? gli unici
"incentivi" che ci immaginiamo sono quelli che la giustizia usa per
prendere ladri e truffatori? Che ti devo dire, non vedi i pericoli esposti nel documento linkato prima? Amen. I tuoi esempi secondo me non sono calzanti. A settembre, tiè ;)

Per tua informazione il 100% del mio lavoro lo faccio al computer. Fino a 12 mesi fa circa, quando lavoravo alla fed, ogni volta che accendevo il computer e mi collegavo al network, mi appariva un messaggio che mi ricordava che tutte le mie attivita' venivano controllate. Siccome non ho mai avuto nulla da nascondere, me ne sono sempre altamente fregato; se me ne fosse fregato, sarei andato a lavorare da un'altra parte. 

 

Hai tutte le ragioni del mondo, ma prova a proporre una cosa del genere in questa landa desolata e ti ritrovi crocefisso immediatamente, accusato di un reato secondo solo all'omicidio plurimo premeditato: comportamento antisindacale!

facciamo una scommessa ?

io scommetto che :

chi e' favorevole all'abolizione all'art. 4 dello Statuto (e quindi professa la necessità "innocente" del controllo assoluto sui lavoratori) e' contemporaneamente favorevole alla drastica riduzione dell'uso delle intercettazioni  e alla drastica cancellazione della "libertà" di pbblicazione nei media di queste intercettazioni (e quindi condanna l'abuso "colpevole" del controllo su politici e ... business man)

Non solo la legge non e' (di fatto) uguale per tutti ma forse è utile osservare come anche la pubblica opinione si contraddice quando si trova ad analizzare il "controllo" sulle classi sociali ... a seconda  della propaganda "politica" egemone al momento ...

e allora lo Statuto è frutto dell'ideologia di massa delle lotte operaie...

il nodo Alfano  (e il resto) è frutto dell'ideologia di massa del popolo delle libertà ...

So di perdere la scommessa con chi, "intellettualmente onesto ed indipendente", sa discernere la vera Giustizia da quella legiferata e condizionata dai governi in carica ... ma siamo sicuri che i governi che portarono allo Statuto dei Lavoratori erano governi "becero-vetero-comunisti" ??? :-) 

So di perdere in partenza ogni scommessa con chi è Professore Universitario in Amerika, ma i miei professori italiani sono al governo e alla CRUI ...

 

 

Pietro, qui il punto e' proprio ragionare dopo aver rimosso i veli di qualunque ideologia.

Chi agisce nella legalita' non ha nulla da temere da una telecamera installata sul posto di lavoro ne' dalle intercettazioni delle proprie comunicazioni.

L'equivoco in questa discussione mi pare l'immaginare che il controllo dei lavoratori verrebbe esercitato sul scala e con modalita' tali da opprimere i dipendenti e ledere la loro dignita'. Ma perche' dovrebbe essere cosi'? Perche' utilizziamo normalmente la procedura di "timbro del cartellino?" Non e' una forma di controllo che a tutti noi sembra ragionevole? Dov'e' la linea di demarcazione dell'accettabile tra timbrare il cartellino e utilizzare mezzi di controllo in tempo reale? Ci sara' pure qualcosa in mezzo tra il non controllare e il Grande Fratello.

 

 il punto è proprio l'ideologia da smontare (qualunque essa sia) ... 

il
mio punto di vista (del sindacalista e forzatamene di parte)
probabilmente anomalo nel panorama idologico di alcuni, mi fa sostenere
che il cartellino e l'eventuale sistema di controllo (comunque
ampiamente contrattabile e soggetto a condivisione dalle leggi
correnti) sono strumenti che pensati per i "furbi" offrono un sistema
di "quantificazione" certa del lavoro svolto e quindi una tutela di chi
fa il proprio dovere. A questi sistemi i furbi si adattano e continuano
ad essere furbi ...

I luoghi di lavoro (prima che strumenti di
produzione) organizzati e regolati secondo scale di gerarchia e di
responsabilità non hanno bisogno del controllo degli individui per
produrre ricchezza (sia esso di lucro o di servizio anche se questo non va nel PIL, giusto ?). Ciò che ha senso
controllare è la misura e le misurazioni sulla produzione in termini
quantitativi e qualitativi... e per la Pubblica Amministrazione non
avrebbe prezzo realizzarne una efficienza compiuta. Ma è davvero questo
l'obiettivo ? I fatti dimostrano "purtroppo" che l'unico obiettivo di
tutti i governi degli ultimi 20 anni è rendere "lucrosa" la spesa pubblica italiota in
termini di clientele politiche, sindacali ed economiche con la
spartizione "privata" (appalti, esternalizzazioni, etc ...)  .

I fatti ... sono ben altra cosa dall'ideologia che però serve a plasmare l'opinione pubblica per prendere consenso prima e
legiferare poi ...

Non
c'è il grande Fratello ... ci sono tanti piccoli e grandi fratelli che
studiano, analizzano e determinano i numeri macro ... piccole e grandi
organizzazioni che predicano la "religione" degli interessi generali ma
razzolano interessi di parte per mantenere autoreferenzialità e
posizioni di rendita che si conservono con eserciti che eseguono ordini
senza obiezioni magari con il naso turato...(lo so di essere banale in
questo contesto in cui denunciate la"povertà accademica" di chi non
solo ha in mano le sorti del paese ma ... addirittura non contento si
autocelebra e celebra l'amico come ... genio da Nobel :-(

Il vero controllo (senza il quale i lavoratori non avrebbero perso la
loro forza di classe) sta proprio nella scala delle gerarchie e
responsabilità dove ... il sindacato ha scalato, scala e occupa posizioni di
potere ... dentro e fuori i luoghi di lavoro (anche questo è purtroppo
un fatto troppo spesso dipinto come ideologia antica del sindacalismo 
di base :-)

Produttività !!! (???)

-su questo tema oso chiedere un commento su "questa visione" accademica in termini di lotta di classe-

L'effetto
Brunetta seppure ci fosse o dovesse esserci non ha che una motivazione
ideologica che va smontata per i suoi obiettivi reconditi che sono
ormai bipartisan e ampiamente appoggiati (nei fatti non nella propaganda) dal sindacato che conta ... il
paradosso è proprio delegare alla contrattazione decentrata il salario
del merito e della produttività ... pensando a cosa ? Che ogni piccolo,
medio e grande luogo di lavoro sappia "autonomamente" fare
contrattazione, organizzazione, creare metodo e metodi di valutazione,
integrazione e premialità, pensare e mettere in pratica misure e
misurazioni della produttività ...

Una follia enorme se si pensa
che questi piccoli, medi e grandi luoghi di lavoro sono mille e mille
volte clonati da città a città, da regione a regione ... (basta pensare
agli enti locali, ai tribunali, agli ospedali o le scuole ... etc ...

Una
follia enorme se si pensa che il salario base per chi fa semplicemente
il suo dovere (si chiede di più ai lavoratori ???) e ampiamente ...
troppo povero per tentare di differenziarlo con quello accessorio !!!

 Il problema della PA italiana è premiare il merito (con che cosa,
meriterebbe un capitolo a parte) o controllare e misurare chi effettivamente
viene premiato e fa carriera ? Non c'è cosa più avvilente per un
lavoratore che fa semplicemente il proprio dovere vedere (nei fatti) che chi fa carrierà e si spartisce il cd accessorio
sono proprio quelli che meno lo meritano, anzi ... --- (lo, sono ancora una
volta banale: questa è l'Italia).

-se volete ... nel cesto delle mele (dopo accurata analisi e
possibilità di cura) toglierei  quella marcia piuttosto che sottoporre
tutte le mele costantemente tutti i giorni ad una cura preventiva al
marciume che costa molto e non renderebbe affatto - una cura magari con
una bella, individuale e salutare doccia chimica antitarlo insieme ad
un complesso sistema sentinella agganciato al satellite che rintraccia
il dirigente e lo averte con un sms ... :-)

attenzione ! attenzione !

attività fannulloide in corso !

attenzione ! attenzione ! - :-)

beh, a pensarci con un progettino di rete neurale si potrebbe prevenire l'attività rilevando

le intenzioni:

telefonata in corso a cittadino azionista di società commerciale

avvertito di prossimo bando di gara in pubblicazione ..

ops, scusatemi questo è un altro tipo di reato ... :-)

contromisura: allertato legislatore, trasformare in Fondazione, dismettere ufficio acquisto. STOP :-(

Ma a parte gli scherzi, a proposito di Università: in Amerika i Professori timbrano il cartellino ?

a proposito di Università: in Amerika i Professori timbrano il cartellino ?

No, non lo timbrano. Ma per i primi 5-10 anni di lavoro possono essere tranquillamente licenziati a giudizio praticamente inapellabile (il "praticamente" è lì perché negli anni recenti è diventata pessima ma frequente moda fare appello al licenziamento sulla base di "discriminazione sessuale" nel caso in cui la licenziata sia donna, vincendo con una certa ed eccessiva frequenza) dei loro colleghi più senior, del direttore del dipartimento, del dean e dell'amministrazione dell'università. Tra l'altro, per evitare un dibattito inutile, la grande maggioranza di costoro può essere letteralmente licenziato "on the spot" e la sofisticata procedura di tenure assessment con mille garanzie è una prerogativa contrattuale della minoranza privilegiata che insegna nelle grandi università. Passato questo periodo e ricevuta la tenure i professori sono difficilmente licenziabili ma facilmente affamabili: basta non aumentare mai, o anche diminuire, il loro salario. E ti garantisco che succede quando necessario, parola di uno che ha cooperato a farlo e lo fa.

Ma veniamo al tema che tu suggerisci. Ti faccio tre domandine

- Cos'è e come definisci lo scontro (o lotta, o forza) di classe di cui parli? Cosa sono ed a cosa servono?

- Come organizzeresti il sistema di produzione e distribuzione di beni e servizi che la gente vuole? Voglio dire, facendo l'ipotesi che tu o chi lo deve organizzare non sia dio.

- Come toglieresti la mela marcia, senza controllare quotidianamente le mele? Con la frutta nel tuo frigo, come fai? Quando la compri e la metti in frigo, o sulla fruttiera in cucina, tu sai già a priori quale mela/pesca/pera marcirà prima d'essere mangiata e la togli subito, o non le guardi piuttosto ogni giorno, rimuovendo la marcia quando ti rendi conto che tale è?  

cartellino:

la domanda è una provocazione non per innescare
una polemica inutile ma piuttosto per rimarcare alcuni concetti
fondamentali: non può essere usato per controllare la produttività del
lavoro ne' la qualità della della prestazione e dei risultati. A
maggior ragione quando più è specializzato e più alte sono le
responsabilità del lavoratore. 2/3 esempi all'estremità di un eventuale
grafico in cui uno dei valori potrebbe essere il costo/salario orario:
l'agente di polizia sulla strada, l'infermiere nell'ospedale, il
ricercatore (non associato nè ordinario) in cattedra e quindi il
questore o prefetto, il direttore sanitario o generale ed infine il
rettore dell'università ...

Senza spiegazioni si capisce bene
come qualità e responsabilità siano grandezze difficilmente definibili
se solo vogliamo considerare l'impatto sociale/umano che la prestazione
lavorativa, in questi esempi,  può avere (dal positivo al negativo)
sugli individui ... a che serve il cartellino se non a quantificare la
loro busta paga mensile solo ed unicamente in base ad una presenza ...
e il resto ? 

Non a caso ho messo il ricercatore negli esempi non
per segnalare un privilegio (infatti non sono tenuti a timbrare)
piuttosto per dimostrare che anche per gli altri il cartellino è
inutile !!!

Nessun tipo di lavoro, presumo, non ha senso se si basa solo sulla presenza :-)

Nemmeno per i modelli viventi
... che e' una particolare categoria di precari che vengono "usati"
nelle accademie e scuole d'arte ... semplicemente per posare :-(

Solo come notizia: nell'a mia università, sono stati impiegati
un bel po di soldi per mettere nelle aule sitemi di timbratura che
dovevano certificare la presenza del docente con quella degli studenti
perchè ... si è rintrodotta la folle obligatorietà della frequenza ...
al momento nessuno timbra ancora ... 

la domanda sul cartellino nasceva anche dalle domande di Giulio Zalella:

"Perche' utilizziamo normalmente la procedura di "timbro del
cartellino?" Non e' una forma di controllo che a tutti noi sembra
ragionevole? "

 

Ma veniamo al tentativo di rispondere alle domande.

 

- Cos'è e come definisci lo scontro (o lotta, o forza) di classe di cui parli? Cosa sono ed a cosa servono?

Non ho la conoscenza di tutto lo sterminato scibile che tratta
l'argomento, nè avrò mai la possibilità di leggerlo e quindi,
figuriamoci, capirlo e sintetizzarlo.

Scontro, lotta e forza sono già di per se 3 cose diverse. Io ho
usato il termine forza (senza cui lo scontro, la lotta, la battaglia
sono chiaramente azioni perse in partenza ... i fatti dimostrano la
continua perdità di conquiste fatte quando gli scontri, le lotte e le
battaglie sono state codificate, condivise e vinte)

La forza di classe è semplicemnte il "peso" di determinare
miglioramenti (economici e sociali) con la rappresentanza della
controparte nei contratti di lavoro e il "peso" di determinare miglioramenti (economici e sociali) nelle leggi che la rappresentanza politica della classe è capace di governare (formulazione, proposta, condivisione, approvazione, applicazione, mantenimento).

La vera domanda è cos'è la classe e da chi è formata ...

Per me la classe è quella dei lavoratori. Come ne riduci la forza ?
La frammenti ed alimenti organizzazioni capaci di frammentarla in modo
capillare in ogni luogo di lavoro ... oggi siamo praticamente vicino
alla "forza zero" secondo la mia ingenua e banale (se volete) visione.

Quando parlo di sindacato che conta mi riferisco a CGIL, CISL e UIL
... il secondo e terzo nati come pezzi del primo ... (puo' un sindacato
avere natura ideologica diversa ... eppure grazie anche a capitali
americani, etc ...) il sindacato comunista, quello socialista e quello
cattolico ... poi quello anche di destra ... eppoi le aree e i comparti
...  si sono inventati i territori ... se avessi i mezzi per creare una
bella campagna mediatica oggi con il termine di "federalismo sindacale"
... potrei creare una scuola di pensiero, una fondazione, un comitato
scientifico, una manciata di precari altamente preparati e
specializzati, una rivista, una corrente di partito ... (ma sono sicuro
che nello scibile è un termine gia' usato) ... google, provo : infatti, non è affato originale (un esempio che dimostra la mia tesi della frantumazione della classe; altro esempio : "Una sorta di
federalismo sindacale come quello fiscale della Lega, per
ridare senso alla vocazione sindacale, oggi in crisi" ... che tristezza !!! )

 

- Come organizzeresti il sistema di produzione e distribuzione di beni
e servizi che la gente vuole? Voglio dire, facendo l'ipotesi che tu o
chi lo deve organizzare non sia dio
.

che badget ho ? :-) quante risorse umane ? quante strutture ? ... quanti PC ? :-)

cosa chiede la gente ? cosa serve alla gente ? cosa potrebbe interessare alla gente ?

cosa produco ? come lo produco?  quanto butto via ? come lo distribuisco ? a chi lo distribuisco ?

la gente ha già cio' che chiede ma non riesce a vederlo, trovarlo, usarlo ?

manipolo la gente e la porto a chiedere quello che gli voglio dare io ? :-)

definisco prima il mio target eppoi definisco il mio prodotto ?

definisco prima il mio prodotto eppoi definisco il mio target ?

la gente è un target quantificabile ?

faccio prima una ricerca del target o una ricerca su quello che offre gia' il mercato e a che prezzi ?

mi metto a studiare, prendo un 3+2 in organizzazione aziendale eppoi ti rispondo ?

per poi cominciare dal prodotto o dal target ? 

prendo una manciata di precari altamente specializzati, brillanti e
preparati nei 3/4 pilastri fondamentali, ne faccio una squadra e in un
mese  ti propongo la piu' innovativa, moderna ed efficiente teoria del sistema di produzione e distribuzione di beni
e servizi che la gente vuole
?

beh, una testa che pensa cosa e come, delle braccia e delle gambe
che muovono, degli strumenti che producono, applicano, interfacciano,  
... e una cassa per riscuotere :-))))

insoma: una direzione, un magazzino/luogo di produzione (virtuali se
dipende...), un back-office, un front-office e una rete su cui
applicare un software gestionale completo ... una rete di distribuzione
in cui clonare i cardini sopra descritti ...

beh, forse come direbbe qualcuno, occorre qualche dato al contorno ...:-)

non so se è corretto ma oserei dire che oggi e domani (sicuramente
più di ieri) l'organizzazione può essere intesa esattamente come un
"prodotto" da pensare, produrre, fornire, spiegare, applicare,
controllare ... con tanto di libretto di manutenzione :-) (lo so, non a
caso è oggetto di accademia, oggetto di costosissime consulenze,
oggetto di studio come arma di distruzione di massa ... esagero ? mica
tanto, basta centrare i punti nodali dell'organizzazione della
distribuzione dell'acqua e dell'energia elettrica per mandare nel caos
totale una città, una regione, una nazione ... :-(

 

- Come toglieresti la mela marcia, senza controllare quotidianamente
le mele? Con la frutta nel tuo frigo, come fai? Quando la compri e la
metti in frigo, o sulla fruttiera in cucina, tu sai già a priori quale
mela/pesca/pera marcirà prima d'essere mangiata e la togli subito, o
non le guardi piuttosto ogni giorno, rimuovendo la marcia quando ti
rendi conto che tale è?
 

vedi hai gia' parzialmente risposto ... la frutta la prendi dal
cesto la guardi e la metti nel frigo perchè a breve la mangiarei ... 

flussi
e step ... acquisto (prima scelta) - la porto a casa e la metto nel
cesto (seconda scelta) - la metto nel frigo ) terza scelta...

la mela marcia non arriva nel tuo frigo ... nel cesto la
controlli saltuariamente (la hai gia' controllata due volte: acquisto +
sistemazione) ...

piuttosto ne controlli il grado di maturazione per scegliere quella che mangi ... flussi e step ...

mi spiego meglio ... nell'economia del processo la mela marcia
esce fuori e la scarti quando misuri/scegli le mele che mangerai a
breve ... cioe' il controllo lo fai non per la mela marcia ma per
immettere in un nuovo flusso di processo quelle buone e quindi
misurando ciò che è fondamentale (la bontà e la maturazione di ciò che
mangi ... il prodotto che vendi ... il servizio che usi ... )

quindi
... ciò che volevo dire è che misurando la qualità e la quantità del
prodotto finale/parziale a seconda e nei vari step dei flussi di lavoro
(produttività estesa se vuoi) hai un effetto collaterale utile che
potremmo definire ... lo scarto da escludere :-) (solo un folle mangia
un frutto marcio )

pero', siamo alla follia ... ma è facile
catalogarlo come propaganda ... ciò che fa notizia è il licenziamento
di un fannullone (come risultato positivo di una azione di governo)
cioè aver trovato la mela marcia ... fa notizia la mela marcia !!!

ciò
che fa notizia è aver aumentato la "presenza" ... - seppure fosse e dai
dati di Brunetta avete dimostrato che non si può dire ... l'effetto
Brunetta non serve ... o almeno non serve se non a ridurre la spesa
(forse ... non a caso parliamo di aumento dei costi sociali di chi non
si cura per esempio), tagliare soldini e diritti conquistati e contrattati ... in un'altra epoca :-( -

ciò
che dovrebbe preoccupare è che nulla cambia, la frutta resta nel cesto
e non va nel frigo cioè la macchina resta ferma, l'efficacia e
l'efficienza  restano parole vuote, strumentali e strumentalizzate

non serve la valutazione e il controllo del singolo impiegato nella fascia basse delle responsabilità

serve una valutazione e un controllo del gruppo di lavoro, piccolo, medio o grande che sia (per
qualità in termini veri di efficacia ed efficienza del lavoro
programmato , atteso, prodotto ed erogato ... quello che vuole la gente
del resto ). Nel workgroup,  il "capo-ufficio"  è parte della squadra
... ben altro è e dovrebbe essere un dirigente quale responsabile e
coordinatore di almeno 2 e più gruppi di lavoro (uffici o altro ...) .

... perchè ... l'importante è avere disponibilità costante di buona frutta refrigeata e matura !!!

la mela marcia ... se arriva nella catena alimentare può essere letale :-(

- un
cattivo Professore, un cattivo infermiere, un cattivo medico, un
cattivo vigile del fuoco, un cattivo ministro dell'economia, un cattivo
poliziotto, un cattivo cancelliere di tribunale, un cattivo giudice, un
cattivo elettricista, un cattivo responsabile della qualità dell'acqua
dell'acquedotto, una cattiva maesta infantile ... etc...  -

se
condividiamo il fatto che forse solo Dio (o un grande fratello) 
potrebbe controllare singolarmente ogni lavoratore e che i sistemi in
real-time possono vedere e registrare ma i dati devono sempre essere
processati ed analizzati ... se condividiamo il fatto che sicuramente è
antieconomico (da sindacalista approverei la proposta: all'estremo un
controllore per ogni controllato mi raddoppia l'occupazione :-)

la risposta banale alla banale esigenza del controllo è: non chi ma cosa controllare ...

Quello che urgerebbe è secondo me mettere mano alla riforma contrattuale nei termini esattamente opposti a quello che faranno ...
perchè è semplicemte una follia dare più peso in termini economici,
organizzativi e altro ... alla contrattazione di secondo livello ...
sono gli obiettivi nascosti e non pubblicizzati che giustificano invece
ciò che faranno ... ma questo è un'altro discorso ...

Comunque la risposta non tocca a me ... primo perchè abbiamo
supposto che non posso essere Dio :-) e secondo perchè per i lavoratori
voglio più salario (questa la strada),
più occupazione e la cura per le mele marce (come il recupero per i
tossici dipendenti ... diciamo che il forno come soluzione attiene ad
un'altra ideologia :-(

(purtroppo la forza di classe che
"pretendo" di rappresentare si è esaurita, ha ottenuto il massimo
raggiungibile - in termini di rappresentanza politica - : un presidente
della repubblica comunista (Napolitano) e la seconda e terza carica
dello stato a due ex-sindacalisti (Marini e Bertinotti) - siamo nel ramo
discendente della parabola
molto stretta e alta (grossi vantaggi per pochi e massa salariale ai
minimi per molti)  che ha visto il suo max durante il governo Prodi ...
andremo a zero con il prossimo presidente della repubblica ... per poi
risorgere (???)  ... (con una parabola più bassa e larga) nel lungo e
medio periodo :-)

su questo però (crescita salari e profitti) ... oso chiedere un'altro commento su questa altra visione e su stagflazione questi conti ...

-------------------

grazie delle risposte e degli inviti a rispondere sono una
dimostrazione preziosa della vostra disponibilità al confronto e per me
(noi) un'accasione unica per ... imparare a capire e a discernere
fatti e verià nel pauroso frastuono dello scibile ... 

 

 

 

 

Io ci ho provato. Non che avessi molte speranze, però ci ho provato. Molti penseranno che non dovrei stare qui a rispondere. Si sbagliano, vale sempre la pena di rispondere quando si inizia un dialogo. Non foss'altro che per troncarlo, come sto facendo. Scusami, ma a questo dialogo io ci rinuncio subito, perché non vale la pena. Diciamo che non ho gli strumenti psico-culturali per addentrarmi in esso.

Dopo aver tempestato di colpi la tastiera, tu rileggi quello che hai scritto o no? Ti rendi conto di COSA scrivi?

Tu pensi che la lotta di classe serva per mettere il principe di Napoli al Quirinale e due parassiti, che mai hanno lavorato e sempre e solo hanno preso per le chiappe chi lavora, a presidenti delle due camere! Cos'è? Vladimir Illich Ulianov interpretato da Totò?

Figliolo: ci fai o ci sei? Sfogati pure con me, offenditi, dimmi tutto quello che vuoi ma, se hai un attimo, ascolta il mio consiglio: fermati e pensa a quello che dici e scrivi. Ne hai bisogno. 

Beh, per me vale la pena continare il diaologo perchè credo che non
sia stato colto il paradosso che intendevo esprimere. Sicuramente ho
mischiato concetti seri con "freddure" e, su tutto, l'idea infelice di
paragonare il lavoratore ad un frutto di un vegetale ...

Le conquiste della classe si sono fermate nel 70' o poco dopo
(diciamo 80' con la marcia dei 40.000) ... se ho fatto capire che la
lotta di classe ha portato Napolitano dov'è e Bertinotti e Marini
dov'erano ...  o peggio che la lotta di classe servirebbe a questo, beh
... dire che mi sono espresso male è poco !

La forza di classe
per come l'ho definita si è esaurita poprio con il punto più alto (ecco
il paradosso) della sua pseudo rappresentanza politica (oggi nel
parlamento italiano non c'è neppure più quella) ...

la forza contrattuale: cos'altro può essere la forza di una classe ?

Non ho bisogno di sfogarmi con nessuno. Ho cercato di rispondere a domande precise per quanto abbastanza complesse e su cui un master(izzato) di questo tipo potrebbe fare una bella tesi ...

Quello
che penso e quello che scrivo è ciò che sono e quindi ciò che sembro,
proprio per questo mi interessa sapere che cosa hai provato a fare con
le domande che hai posto e quali sono quelle poche speranze che vi hai
riposto. 

Su Bertinotti e Marini (che tu definisci parassiti) hai
ragione hanno preso per le chiappe chi lavora se intendi dire (quello
che ho detto io) e cioè che la loro ascesa è direttamente proporzionale
alla discesa delle conquiste sindacali per i lavoratori ... devo
ricordarti che c'è stato un tempo in cui i "padroni" erano "costretti"
a costruire le case (un bene comune non un privilegio) ai lavoratori, aumentare il salario affinchè i lavoratori avessero la possibilità di portare avanti dignitosamente una famiglia, etc ... devo ricordarti come siamo messi oggi ? e che domani staremo peggio ?

Però hai un concetto abbastanza limitato del lavoro ... perchè
questi signori hanno lavorato eccome, magari contro l'interesse di chi
hanno rappresentato, hanno lavorato eccome, hanno aggregato e
coordinato, hanno prodotto tessere e voti, hanno creato consenso e
spartito compiti e cariche, hanno preso decisioni che hanno determinato
il lavoro e l'esistenza di migliaia di persone ... beh, sono
organizzazioni sindacali e partitiche ... con tanto di agevolazioni,
privilegi, bilanci e ... proprietà di immobili e di società ... scuole
... agenzie interinali ... etc ...

Offendermi ? E perchè ... gli esami non finiscono mai e le bocciature (specie se comprese) , aiutano a crescere ...

 

 

pietro, io non sono amerikano, non produco noise, ma io quel che hai scritto l'ho capito, sia in prima che in seconda lettura. è probabile che la differenza con altri stia nel fatto che tutti parliamo di lavoro nel pubblico in Italia e solo qualcuno tra quelli che scrivono lo fanno e lo hanno sperimentato sulla propria pelle (e sulla propria psiche, aggiungerei).

ma ho anche capito il resto del ragionamento su lotta di classe ed altro. ho anche trovato interessante (acuto e sul punto) gli articoli che hai linkato di bosi (che però non può interessare chi si ostina a non scendere dal livello dei massimi sistemi) e di carniti (men che meno).

al doktorfranz, con colpevole ritardo (ma giuro non sono stato in malattia, ho preso tutte ferie....), rispondo che bastava dirlo prima che il punto di partenza del problema è la quantità di ore lavorate; il mio è proprio diverso ed ha a che fare con la qualità del lavoro innanzitutto, a partire dalla ricercata e voluta disorganizzazione. sui dati che citi, attento all'effetto peculiare del settore scuola, tanto sulle ore lavorate contrattuali quanto su quelle di fatto. ribadisco comunque uno dei miei punti: è improprio (accademicamente) e scorretto (nel mondo reale) fare coincidere l'assenteismo con l'assenza retribuita di qualsivoglia tipo che non siano ferie. Assenteismo è assenza non giustificata o con falsa giustifica, fenomeno largamente presente in intensità e risvolti materiali e psicologici nel lavoro pubblico ma di fatto tuttora neanche affrontata: l'assenteista così definito non sarà toccato perché ha già un medico compiacente alle false giustifiche cui potere chiedere certificati medici di durata almeno pari a 11 gg, per cui non incapperebbe nella misura del decreto.

 

infatti, il vero problema (esteso a 360°) sono i furbi che fanno sistematicamente truffa allo stato e quindi alla collettività ... la FANNULOPOLI creata con estrema arte anche accademica, fa parte di una propaganda bipartisan che ha obiettivi precisi ... o vogliamo credere alla favola che nella Pubblica Amministrazione e nella Politica Istituzionale (pagata sempre dalla collettività) i disastri sono dovuti a chi non partecipa al gioco e si assenta ? :-)

nel video sono interessanti le parole del "sindacalista" con la birra in mano che non si fa riconoscere

gli altri (che in studio, l'ex socialista Sacconi dice di conoscere bene) ci mettono la faccia e la "bandiera"

Eppure il vento soffia ancora. Capitale e movimenti dei lavoratori in Italia dal dopoguerra ad oggi

Storia di un capitalismo piccolo piccolo. Lo stato italiano ...

Leggo solo adesso :)

OK, faccio davvero l'avvocato del diavolo, o lo yeshiva a seconda di come preferite :)

Le telecamere portatili non vengono installate :) Io la porto, vado in giro, chiedo "dov'e' il collega?" e mi si risponde "e' al bar". Io piglio e me ne vado. Non e' un controllo continuativo dell'attivita', e' una normale ispezione - quelle si possono fare senza chiedere il permesso ai sindacati, no?

Non e' un supporto probatorio, pero' non e' la mia parola contro la tua. Se torno in ufficio e scrivo che tu sei assente, ho un filmato che lo conferma, non ti sto facendo un torto perche' mi stai antipatico. Se nel tuo contratto c'e' scritto che non devi andare al bar quando sei in servizio, il capo se non altro, si guarda quanto sei presente, quanto produci (in qualche modo). Sei sotto osservazione, ed e' tutto tracciato.

Continuo a pensare che non sto parlando del grande fratello, ma di normale amministrazione - garantire al cliente il funzionamento del fornitore.

Sempre e solo IMHO :)

In difetto di accordo, su istanza del
datore di lavoro, provvede l'ispettorato del lavoro, dettando, ove
occorra, le modalità per l'uso di tali impianti.