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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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Per tua informazione il 100% del mio lavoro lo faccio al computer. Fino a 12 mesi fa circa, quando lavoravo alla fed, ogni volta che accendevo il computer e mi collegavo al network, mi appariva un messaggio che mi ricordava che tutte le mie attivita' venivano controllate. Siccome non ho mai avuto nulla da nascondere, me ne sono sempre altamente fregato; se me ne fosse fregato, sarei andato a lavorare da un'altra parte. 

 

Hai tutte le ragioni del mondo, ma prova a proporre una cosa del genere in questa landa desolata e ti ritrovi crocefisso immediatamente, accusato di un reato secondo solo all'omicidio plurimo premeditato: comportamento antisindacale!

facciamo una scommessa ?

io scommetto che :

chi e' favorevole all'abolizione all'art. 4 dello Statuto (e quindi professa la necessità "innocente" del controllo assoluto sui lavoratori) e' contemporaneamente favorevole alla drastica riduzione dell'uso delle intercettazioni  e alla drastica cancellazione della "libertà" di pbblicazione nei media di queste intercettazioni (e quindi condanna l'abuso "colpevole" del controllo su politici e ... business man)

Non solo la legge non e' (di fatto) uguale per tutti ma forse è utile osservare come anche la pubblica opinione si contraddice quando si trova ad analizzare il "controllo" sulle classi sociali ... a seconda  della propaganda "politica" egemone al momento ...

e allora lo Statuto è frutto dell'ideologia di massa delle lotte operaie...

il nodo Alfano  (e il resto) è frutto dell'ideologia di massa del popolo delle libertà ...

So di perdere la scommessa con chi, "intellettualmente onesto ed indipendente", sa discernere la vera Giustizia da quella legiferata e condizionata dai governi in carica ... ma siamo sicuri che i governi che portarono allo Statuto dei Lavoratori erano governi "becero-vetero-comunisti" ??? :-) 

So di perdere in partenza ogni scommessa con chi è Professore Universitario in Amerika, ma i miei professori italiani sono al governo e alla CRUI ...

 

 

Pietro, qui il punto e' proprio ragionare dopo aver rimosso i veli di qualunque ideologia.

Chi agisce nella legalita' non ha nulla da temere da una telecamera installata sul posto di lavoro ne' dalle intercettazioni delle proprie comunicazioni.

L'equivoco in questa discussione mi pare l'immaginare che il controllo dei lavoratori verrebbe esercitato sul scala e con modalita' tali da opprimere i dipendenti e ledere la loro dignita'. Ma perche' dovrebbe essere cosi'? Perche' utilizziamo normalmente la procedura di "timbro del cartellino?" Non e' una forma di controllo che a tutti noi sembra ragionevole? Dov'e' la linea di demarcazione dell'accettabile tra timbrare il cartellino e utilizzare mezzi di controllo in tempo reale? Ci sara' pure qualcosa in mezzo tra il non controllare e il Grande Fratello.

 

 il punto è proprio l'ideologia da smontare (qualunque essa sia) ... 

il
mio punto di vista (del sindacalista e forzatamene di parte)
probabilmente anomalo nel panorama idologico di alcuni, mi fa sostenere
che il cartellino e l'eventuale sistema di controllo (comunque
ampiamente contrattabile e soggetto a condivisione dalle leggi
correnti) sono strumenti che pensati per i "furbi" offrono un sistema
di "quantificazione" certa del lavoro svolto e quindi una tutela di chi
fa il proprio dovere. A questi sistemi i furbi si adattano e continuano
ad essere furbi ...

I luoghi di lavoro (prima che strumenti di
produzione) organizzati e regolati secondo scale di gerarchia e di
responsabilità non hanno bisogno del controllo degli individui per
produrre ricchezza (sia esso di lucro o di servizio anche se questo non va nel PIL, giusto ?). Ciò che ha senso
controllare è la misura e le misurazioni sulla produzione in termini
quantitativi e qualitativi... e per la Pubblica Amministrazione non
avrebbe prezzo realizzarne una efficienza compiuta. Ma è davvero questo
l'obiettivo ? I fatti dimostrano "purtroppo" che l'unico obiettivo di
tutti i governi degli ultimi 20 anni è rendere "lucrosa" la spesa pubblica italiota in
termini di clientele politiche, sindacali ed economiche con la
spartizione "privata" (appalti, esternalizzazioni, etc ...)  .

I fatti ... sono ben altra cosa dall'ideologia che però serve a plasmare l'opinione pubblica per prendere consenso prima e
legiferare poi ...

Non
c'è il grande Fratello ... ci sono tanti piccoli e grandi fratelli che
studiano, analizzano e determinano i numeri macro ... piccole e grandi
organizzazioni che predicano la "religione" degli interessi generali ma
razzolano interessi di parte per mantenere autoreferenzialità e
posizioni di rendita che si conservono con eserciti che eseguono ordini
senza obiezioni magari con il naso turato...(lo so di essere banale in
questo contesto in cui denunciate la"povertà accademica" di chi non
solo ha in mano le sorti del paese ma ... addirittura non contento si
autocelebra e celebra l'amico come ... genio da Nobel :-(

Il vero controllo (senza il quale i lavoratori non avrebbero perso la
loro forza di classe) sta proprio nella scala delle gerarchie e
responsabilità dove ... il sindacato ha scalato, scala e occupa posizioni di
potere ... dentro e fuori i luoghi di lavoro (anche questo è purtroppo
un fatto troppo spesso dipinto come ideologia antica del sindacalismo 
di base :-)

Produttività !!! (???)

-su questo tema oso chiedere un commento su "questa visione" accademica in termini di lotta di classe-

L'effetto
Brunetta seppure ci fosse o dovesse esserci non ha che una motivazione
ideologica che va smontata per i suoi obiettivi reconditi che sono
ormai bipartisan e ampiamente appoggiati (nei fatti non nella propaganda) dal sindacato che conta ... il
paradosso è proprio delegare alla contrattazione decentrata il salario
del merito e della produttività ... pensando a cosa ? Che ogni piccolo,
medio e grande luogo di lavoro sappia "autonomamente" fare
contrattazione, organizzazione, creare metodo e metodi di valutazione,
integrazione e premialità, pensare e mettere in pratica misure e
misurazioni della produttività ...

Una follia enorme se si pensa
che questi piccoli, medi e grandi luoghi di lavoro sono mille e mille
volte clonati da città a città, da regione a regione ... (basta pensare
agli enti locali, ai tribunali, agli ospedali o le scuole ... etc ...

Una
follia enorme se si pensa che il salario base per chi fa semplicemente
il suo dovere (si chiede di più ai lavoratori ???) e ampiamente ...
troppo povero per tentare di differenziarlo con quello accessorio !!!

 Il problema della PA italiana è premiare il merito (con che cosa,
meriterebbe un capitolo a parte) o controllare e misurare chi effettivamente
viene premiato e fa carriera ? Non c'è cosa più avvilente per un
lavoratore che fa semplicemente il proprio dovere vedere (nei fatti) che chi fa carrierà e si spartisce il cd accessorio
sono proprio quelli che meno lo meritano, anzi ... --- (lo, sono ancora una
volta banale: questa è l'Italia).

-se volete ... nel cesto delle mele (dopo accurata analisi e
possibilità di cura) toglierei  quella marcia piuttosto che sottoporre
tutte le mele costantemente tutti i giorni ad una cura preventiva al
marciume che costa molto e non renderebbe affatto - una cura magari con
una bella, individuale e salutare doccia chimica antitarlo insieme ad
un complesso sistema sentinella agganciato al satellite che rintraccia
il dirigente e lo averte con un sms ... :-)

attenzione ! attenzione !

attività fannulloide in corso !

attenzione ! attenzione ! - :-)

beh, a pensarci con un progettino di rete neurale si potrebbe prevenire l'attività rilevando

le intenzioni:

telefonata in corso a cittadino azionista di società commerciale

avvertito di prossimo bando di gara in pubblicazione ..

ops, scusatemi questo è un altro tipo di reato ... :-)

contromisura: allertato legislatore, trasformare in Fondazione, dismettere ufficio acquisto. STOP :-(

Ma a parte gli scherzi, a proposito di Università: in Amerika i Professori timbrano il cartellino ?

a proposito di Università: in Amerika i Professori timbrano il cartellino ?

No, non lo timbrano. Ma per i primi 5-10 anni di lavoro possono essere tranquillamente licenziati a giudizio praticamente inapellabile (il "praticamente" è lì perché negli anni recenti è diventata pessima ma frequente moda fare appello al licenziamento sulla base di "discriminazione sessuale" nel caso in cui la licenziata sia donna, vincendo con una certa ed eccessiva frequenza) dei loro colleghi più senior, del direttore del dipartimento, del dean e dell'amministrazione dell'università. Tra l'altro, per evitare un dibattito inutile, la grande maggioranza di costoro può essere letteralmente licenziato "on the spot" e la sofisticata procedura di tenure assessment con mille garanzie è una prerogativa contrattuale della minoranza privilegiata che insegna nelle grandi università. Passato questo periodo e ricevuta la tenure i professori sono difficilmente licenziabili ma facilmente affamabili: basta non aumentare mai, o anche diminuire, il loro salario. E ti garantisco che succede quando necessario, parola di uno che ha cooperato a farlo e lo fa.

Ma veniamo al tema che tu suggerisci. Ti faccio tre domandine

- Cos'è e come definisci lo scontro (o lotta, o forza) di classe di cui parli? Cosa sono ed a cosa servono?

- Come organizzeresti il sistema di produzione e distribuzione di beni e servizi che la gente vuole? Voglio dire, facendo l'ipotesi che tu o chi lo deve organizzare non sia dio.

- Come toglieresti la mela marcia, senza controllare quotidianamente le mele? Con la frutta nel tuo frigo, come fai? Quando la compri e la metti in frigo, o sulla fruttiera in cucina, tu sai già a priori quale mela/pesca/pera marcirà prima d'essere mangiata e la togli subito, o non le guardi piuttosto ogni giorno, rimuovendo la marcia quando ti rendi conto che tale è?  

cartellino:

la domanda è una provocazione non per innescare
una polemica inutile ma piuttosto per rimarcare alcuni concetti
fondamentali: non può essere usato per controllare la produttività del
lavoro ne' la qualità della della prestazione e dei risultati. A
maggior ragione quando più è specializzato e più alte sono le
responsabilità del lavoratore. 2/3 esempi all'estremità di un eventuale
grafico in cui uno dei valori potrebbe essere il costo/salario orario:
l'agente di polizia sulla strada, l'infermiere nell'ospedale, il
ricercatore (non associato nè ordinario) in cattedra e quindi il
questore o prefetto, il direttore sanitario o generale ed infine il
rettore dell'università ...

Senza spiegazioni si capisce bene
come qualità e responsabilità siano grandezze difficilmente definibili
se solo vogliamo considerare l'impatto sociale/umano che la prestazione
lavorativa, in questi esempi,  può avere (dal positivo al negativo)
sugli individui ... a che serve il cartellino se non a quantificare la
loro busta paga mensile solo ed unicamente in base ad una presenza ...
e il resto ? 

Non a caso ho messo il ricercatore negli esempi non
per segnalare un privilegio (infatti non sono tenuti a timbrare)
piuttosto per dimostrare che anche per gli altri il cartellino è
inutile !!!

Nessun tipo di lavoro, presumo, non ha senso se si basa solo sulla presenza :-)

Nemmeno per i modelli viventi
... che e' una particolare categoria di precari che vengono "usati"
nelle accademie e scuole d'arte ... semplicemente per posare :-(

Solo come notizia: nell'a mia università, sono stati impiegati
un bel po di soldi per mettere nelle aule sitemi di timbratura che
dovevano certificare la presenza del docente con quella degli studenti
perchè ... si è rintrodotta la folle obligatorietà della frequenza ...
al momento nessuno timbra ancora ... 

la domanda sul cartellino nasceva anche dalle domande di Giulio Zalella:

"Perche' utilizziamo normalmente la procedura di "timbro del
cartellino?" Non e' una forma di controllo che a tutti noi sembra
ragionevole? "

 

Ma veniamo al tentativo di rispondere alle domande.

 

- Cos'è e come definisci lo scontro (o lotta, o forza) di classe di cui parli? Cosa sono ed a cosa servono?

Non ho la conoscenza di tutto lo sterminato scibile che tratta
l'argomento, nè avrò mai la possibilità di leggerlo e quindi,
figuriamoci, capirlo e sintetizzarlo.

Scontro, lotta e forza sono già di per se 3 cose diverse. Io ho
usato il termine forza (senza cui lo scontro, la lotta, la battaglia
sono chiaramente azioni perse in partenza ... i fatti dimostrano la
continua perdità di conquiste fatte quando gli scontri, le lotte e le
battaglie sono state codificate, condivise e vinte)

La forza di classe è semplicemnte il "peso" di determinare
miglioramenti (economici e sociali) con la rappresentanza della
controparte nei contratti di lavoro e il "peso" di determinare miglioramenti (economici e sociali) nelle leggi che la rappresentanza politica della classe è capace di governare (formulazione, proposta, condivisione, approvazione, applicazione, mantenimento).

La vera domanda è cos'è la classe e da chi è formata ...

Per me la classe è quella dei lavoratori. Come ne riduci la forza ?
La frammenti ed alimenti organizzazioni capaci di frammentarla in modo
capillare in ogni luogo di lavoro ... oggi siamo praticamente vicino
alla "forza zero" secondo la mia ingenua e banale (se volete) visione.

Quando parlo di sindacato che conta mi riferisco a CGIL, CISL e UIL
... il secondo e terzo nati come pezzi del primo ... (puo' un sindacato
avere natura ideologica diversa ... eppure grazie anche a capitali
americani, etc ...) il sindacato comunista, quello socialista e quello
cattolico ... poi quello anche di destra ... eppoi le aree e i comparti
...  si sono inventati i territori ... se avessi i mezzi per creare una
bella campagna mediatica oggi con il termine di "federalismo sindacale"
... potrei creare una scuola di pensiero, una fondazione, un comitato
scientifico, una manciata di precari altamente preparati e
specializzati, una rivista, una corrente di partito ... (ma sono sicuro
che nello scibile è un termine gia' usato) ... google, provo : infatti, non è affato originale (un esempio che dimostra la mia tesi della frantumazione della classe; altro esempio : "Una sorta di
federalismo sindacale come quello fiscale della Lega, per
ridare senso alla vocazione sindacale, oggi in crisi" ... che tristezza !!! )

 

- Come organizzeresti il sistema di produzione e distribuzione di beni
e servizi che la gente vuole? Voglio dire, facendo l'ipotesi che tu o
chi lo deve organizzare non sia dio
.

che badget ho ? :-) quante risorse umane ? quante strutture ? ... quanti PC ? :-)

cosa chiede la gente ? cosa serve alla gente ? cosa potrebbe interessare alla gente ?

cosa produco ? come lo produco?  quanto butto via ? come lo distribuisco ? a chi lo distribuisco ?

la gente ha già cio' che chiede ma non riesce a vederlo, trovarlo, usarlo ?

manipolo la gente e la porto a chiedere quello che gli voglio dare io ? :-)

definisco prima il mio target eppoi definisco il mio prodotto ?

definisco prima il mio prodotto eppoi definisco il mio target ?

la gente è un target quantificabile ?

faccio prima una ricerca del target o una ricerca su quello che offre gia' il mercato e a che prezzi ?

mi metto a studiare, prendo un 3+2 in organizzazione aziendale eppoi ti rispondo ?

per poi cominciare dal prodotto o dal target ? 

prendo una manciata di precari altamente specializzati, brillanti e
preparati nei 3/4 pilastri fondamentali, ne faccio una squadra e in un
mese  ti propongo la piu' innovativa, moderna ed efficiente teoria del sistema di produzione e distribuzione di beni
e servizi che la gente vuole
?

beh, una testa che pensa cosa e come, delle braccia e delle gambe
che muovono, degli strumenti che producono, applicano, interfacciano,  
... e una cassa per riscuotere :-))))

insoma: una direzione, un magazzino/luogo di produzione (virtuali se
dipende...), un back-office, un front-office e una rete su cui
applicare un software gestionale completo ... una rete di distribuzione
in cui clonare i cardini sopra descritti ...

beh, forse come direbbe qualcuno, occorre qualche dato al contorno ...:-)

non so se è corretto ma oserei dire che oggi e domani (sicuramente
più di ieri) l'organizzazione può essere intesa esattamente come un
"prodotto" da pensare, produrre, fornire, spiegare, applicare,
controllare ... con tanto di libretto di manutenzione :-) (lo so, non a
caso è oggetto di accademia, oggetto di costosissime consulenze,
oggetto di studio come arma di distruzione di massa ... esagero ? mica
tanto, basta centrare i punti nodali dell'organizzazione della
distribuzione dell'acqua e dell'energia elettrica per mandare nel caos
totale una città, una regione, una nazione ... :-(

 

- Come toglieresti la mela marcia, senza controllare quotidianamente
le mele? Con la frutta nel tuo frigo, come fai? Quando la compri e la
metti in frigo, o sulla fruttiera in cucina, tu sai già a priori quale
mela/pesca/pera marcirà prima d'essere mangiata e la togli subito, o
non le guardi piuttosto ogni giorno, rimuovendo la marcia quando ti
rendi conto che tale è?
 

vedi hai gia' parzialmente risposto ... la frutta la prendi dal
cesto la guardi e la metti nel frigo perchè a breve la mangiarei ... 

flussi
e step ... acquisto (prima scelta) - la porto a casa e la metto nel
cesto (seconda scelta) - la metto nel frigo ) terza scelta...

la mela marcia non arriva nel tuo frigo ... nel cesto la
controlli saltuariamente (la hai gia' controllata due volte: acquisto +
sistemazione) ...

piuttosto ne controlli il grado di maturazione per scegliere quella che mangi ... flussi e step ...

mi spiego meglio ... nell'economia del processo la mela marcia
esce fuori e la scarti quando misuri/scegli le mele che mangerai a
breve ... cioe' il controllo lo fai non per la mela marcia ma per
immettere in un nuovo flusso di processo quelle buone e quindi
misurando ciò che è fondamentale (la bontà e la maturazione di ciò che
mangi ... il prodotto che vendi ... il servizio che usi ... )

quindi
... ciò che volevo dire è che misurando la qualità e la quantità del
prodotto finale/parziale a seconda e nei vari step dei flussi di lavoro
(produttività estesa se vuoi) hai un effetto collaterale utile che
potremmo definire ... lo scarto da escludere :-) (solo un folle mangia
un frutto marcio )

pero', siamo alla follia ... ma è facile
catalogarlo come propaganda ... ciò che fa notizia è il licenziamento
di un fannullone (come risultato positivo di una azione di governo)
cioè aver trovato la mela marcia ... fa notizia la mela marcia !!!

ciò
che fa notizia è aver aumentato la "presenza" ... - seppure fosse e dai
dati di Brunetta avete dimostrato che non si può dire ... l'effetto
Brunetta non serve ... o almeno non serve se non a ridurre la spesa
(forse ... non a caso parliamo di aumento dei costi sociali di chi non
si cura per esempio), tagliare soldini e diritti conquistati e contrattati ... in un'altra epoca :-( -

ciò
che dovrebbe preoccupare è che nulla cambia, la frutta resta nel cesto
e non va nel frigo cioè la macchina resta ferma, l'efficacia e
l'efficienza  restano parole vuote, strumentali e strumentalizzate

non serve la valutazione e il controllo del singolo impiegato nella fascia basse delle responsabilità

serve una valutazione e un controllo del gruppo di lavoro, piccolo, medio o grande che sia (per
qualità in termini veri di efficacia ed efficienza del lavoro
programmato , atteso, prodotto ed erogato ... quello che vuole la gente
del resto ). Nel workgroup,  il "capo-ufficio"  è parte della squadra
... ben altro è e dovrebbe essere un dirigente quale responsabile e
coordinatore di almeno 2 e più gruppi di lavoro (uffici o altro ...) .

... perchè ... l'importante è avere disponibilità costante di buona frutta refrigeata e matura !!!

la mela marcia ... se arriva nella catena alimentare può essere letale :-(

- un
cattivo Professore, un cattivo infermiere, un cattivo medico, un
cattivo vigile del fuoco, un cattivo ministro dell'economia, un cattivo
poliziotto, un cattivo cancelliere di tribunale, un cattivo giudice, un
cattivo elettricista, un cattivo responsabile della qualità dell'acqua
dell'acquedotto, una cattiva maesta infantile ... etc...  -

se
condividiamo il fatto che forse solo Dio (o un grande fratello) 
potrebbe controllare singolarmente ogni lavoratore e che i sistemi in
real-time possono vedere e registrare ma i dati devono sempre essere
processati ed analizzati ... se condividiamo il fatto che sicuramente è
antieconomico (da sindacalista approverei la proposta: all'estremo un
controllore per ogni controllato mi raddoppia l'occupazione :-)

la risposta banale alla banale esigenza del controllo è: non chi ma cosa controllare ...

Quello che urgerebbe è secondo me mettere mano alla riforma contrattuale nei termini esattamente opposti a quello che faranno ...
perchè è semplicemte una follia dare più peso in termini economici,
organizzativi e altro ... alla contrattazione di secondo livello ...
sono gli obiettivi nascosti e non pubblicizzati che giustificano invece
ciò che faranno ... ma questo è un'altro discorso ...

Comunque la risposta non tocca a me ... primo perchè abbiamo
supposto che non posso essere Dio :-) e secondo perchè per i lavoratori
voglio più salario (questa la strada),
più occupazione e la cura per le mele marce (come il recupero per i
tossici dipendenti ... diciamo che il forno come soluzione attiene ad
un'altra ideologia :-(

(purtroppo la forza di classe che
"pretendo" di rappresentare si è esaurita, ha ottenuto il massimo
raggiungibile - in termini di rappresentanza politica - : un presidente
della repubblica comunista (Napolitano) e la seconda e terza carica
dello stato a due ex-sindacalisti (Marini e Bertinotti) - siamo nel ramo
discendente della parabola
molto stretta e alta (grossi vantaggi per pochi e massa salariale ai
minimi per molti)  che ha visto il suo max durante il governo Prodi ...
andremo a zero con il prossimo presidente della repubblica ... per poi
risorgere (???)  ... (con una parabola più bassa e larga) nel lungo e
medio periodo :-)

su questo però (crescita salari e profitti) ... oso chiedere un'altro commento su questa altra visione e su stagflazione questi conti ...

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grazie delle risposte e degli inviti a rispondere sono una
dimostrazione preziosa della vostra disponibilità al confronto e per me
(noi) un'accasione unica per ... imparare a capire e a discernere
fatti e verià nel pauroso frastuono dello scibile ... 

 

 

 

 

Io ci ho provato. Non che avessi molte speranze, però ci ho provato. Molti penseranno che non dovrei stare qui a rispondere. Si sbagliano, vale sempre la pena di rispondere quando si inizia un dialogo. Non foss'altro che per troncarlo, come sto facendo. Scusami, ma a questo dialogo io ci rinuncio subito, perché non vale la pena. Diciamo che non ho gli strumenti psico-culturali per addentrarmi in esso.

Dopo aver tempestato di colpi la tastiera, tu rileggi quello che hai scritto o no? Ti rendi conto di COSA scrivi?

Tu pensi che la lotta di classe serva per mettere il principe di Napoli al Quirinale e due parassiti, che mai hanno lavorato e sempre e solo hanno preso per le chiappe chi lavora, a presidenti delle due camere! Cos'è? Vladimir Illich Ulianov interpretato da Totò?

Figliolo: ci fai o ci sei? Sfogati pure con me, offenditi, dimmi tutto quello che vuoi ma, se hai un attimo, ascolta il mio consiglio: fermati e pensa a quello che dici e scrivi. Ne hai bisogno. 

Beh, per me vale la pena continare il diaologo perchè credo che non
sia stato colto il paradosso che intendevo esprimere. Sicuramente ho
mischiato concetti seri con "freddure" e, su tutto, l'idea infelice di
paragonare il lavoratore ad un frutto di un vegetale ...

Le conquiste della classe si sono fermate nel 70' o poco dopo
(diciamo 80' con la marcia dei 40.000) ... se ho fatto capire che la
lotta di classe ha portato Napolitano dov'è e Bertinotti e Marini
dov'erano ...  o peggio che la lotta di classe servirebbe a questo, beh
... dire che mi sono espresso male è poco !

La forza di classe
per come l'ho definita si è esaurita poprio con il punto più alto (ecco
il paradosso) della sua pseudo rappresentanza politica (oggi nel
parlamento italiano non c'è neppure più quella) ...

la forza contrattuale: cos'altro può essere la forza di una classe ?

Non ho bisogno di sfogarmi con nessuno. Ho cercato di rispondere a domande precise per quanto abbastanza complesse e su cui un master(izzato) di questo tipo potrebbe fare una bella tesi ...

Quello
che penso e quello che scrivo è ciò che sono e quindi ciò che sembro,
proprio per questo mi interessa sapere che cosa hai provato a fare con
le domande che hai posto e quali sono quelle poche speranze che vi hai
riposto. 

Su Bertinotti e Marini (che tu definisci parassiti) hai
ragione hanno preso per le chiappe chi lavora se intendi dire (quello
che ho detto io) e cioè che la loro ascesa è direttamente proporzionale
alla discesa delle conquiste sindacali per i lavoratori ... devo
ricordarti che c'è stato un tempo in cui i "padroni" erano "costretti"
a costruire le case (un bene comune non un privilegio) ai lavoratori, aumentare il salario affinchè i lavoratori avessero la possibilità di portare avanti dignitosamente una famiglia, etc ... devo ricordarti come siamo messi oggi ? e che domani staremo peggio ?

Però hai un concetto abbastanza limitato del lavoro ... perchè
questi signori hanno lavorato eccome, magari contro l'interesse di chi
hanno rappresentato, hanno lavorato eccome, hanno aggregato e
coordinato, hanno prodotto tessere e voti, hanno creato consenso e
spartito compiti e cariche, hanno preso decisioni che hanno determinato
il lavoro e l'esistenza di migliaia di persone ... beh, sono
organizzazioni sindacali e partitiche ... con tanto di agevolazioni,
privilegi, bilanci e ... proprietà di immobili e di società ... scuole
... agenzie interinali ... etc ...

Offendermi ? E perchè ... gli esami non finiscono mai e le bocciature (specie se comprese) , aiutano a crescere ...

 

 

pietro, io non sono amerikano, non produco noise, ma io quel che hai scritto l'ho capito, sia in prima che in seconda lettura. è probabile che la differenza con altri stia nel fatto che tutti parliamo di lavoro nel pubblico in Italia e solo qualcuno tra quelli che scrivono lo fanno e lo hanno sperimentato sulla propria pelle (e sulla propria psiche, aggiungerei).

ma ho anche capito il resto del ragionamento su lotta di classe ed altro. ho anche trovato interessante (acuto e sul punto) gli articoli che hai linkato di bosi (che però non può interessare chi si ostina a non scendere dal livello dei massimi sistemi) e di carniti (men che meno).

al doktorfranz, con colpevole ritardo (ma giuro non sono stato in malattia, ho preso tutte ferie....), rispondo che bastava dirlo prima che il punto di partenza del problema è la quantità di ore lavorate; il mio è proprio diverso ed ha a che fare con la qualità del lavoro innanzitutto, a partire dalla ricercata e voluta disorganizzazione. sui dati che citi, attento all'effetto peculiare del settore scuola, tanto sulle ore lavorate contrattuali quanto su quelle di fatto. ribadisco comunque uno dei miei punti: è improprio (accademicamente) e scorretto (nel mondo reale) fare coincidere l'assenteismo con l'assenza retribuita di qualsivoglia tipo che non siano ferie. Assenteismo è assenza non giustificata o con falsa giustifica, fenomeno largamente presente in intensità e risvolti materiali e psicologici nel lavoro pubblico ma di fatto tuttora neanche affrontata: l'assenteista così definito non sarà toccato perché ha già un medico compiacente alle false giustifiche cui potere chiedere certificati medici di durata almeno pari a 11 gg, per cui non incapperebbe nella misura del decreto.

 

infatti, il vero problema (esteso a 360°) sono i furbi che fanno sistematicamente truffa allo stato e quindi alla collettività ... la FANNULOPOLI creata con estrema arte anche accademica, fa parte di una propaganda bipartisan che ha obiettivi precisi ... o vogliamo credere alla favola che nella Pubblica Amministrazione e nella Politica Istituzionale (pagata sempre dalla collettività) i disastri sono dovuti a chi non partecipa al gioco e si assenta ? :-)

nel video sono interessanti le parole del "sindacalista" con la birra in mano che non si fa riconoscere

gli altri (che in studio, l'ex socialista Sacconi dice di conoscere bene) ci mettono la faccia e la "bandiera"

Eppure il vento soffia ancora. Capitale e movimenti dei lavoratori in Italia dal dopoguerra ad oggi

Storia di un capitalismo piccolo piccolo. Lo stato italiano ...