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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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D'accordo su tutto. Le decimazioni erano una freddura. Ci vuole una rivoluzione copernicana: oggi il servizio pubblico in Italia e' considerato solo un unsieme di posti di lavoro pagati per fare poco o nulla, che il potere politico dispensa per acquisire e mantenere consenso elettorale. Bisogna evolvere verso una concezione del servizio pubblico come attivita' il cui obiettivo e' fornire un servizio di qualita' a tutti i cittadini, che poi premiano chi sa spendere in maniera piu' produttiva le tasse pagate fornendo buoni servizi ad un prezzo paragonabile o migliore di quello che sarebbe necessario pagare ad imprese private. Sembra ovvio ma in Italia non lo e' per nulla.

Riguardo ai diirgenti pubblici, e' vero che ogni riforma deve partire dall'alto: Lo Stato non deve pagare alcun dirigente piu' che nella corrispondente posizione delle imprese private locali, ogni contratto di dirigente deve essere risolvibile con normativa ragionevole e i compensi devono essere strettamente proporzionali ai risultati, piu' strettamente proporzionali di quelli dei dipendenti che essendo modesti non possono essere compressi oltre ad un certo limite.

Detto tutto questo, e' corretto anche predisporre incentivi e disincentivi perche' tutti i dipendenti pubblici non abbiano convenienza o facilita' a gonfiare il numero delle assenze ingiustificate. Certamente comunque questo non puo' esaurire l'attivita' del Ministero e deve essere l'elemento di una strategia che deve per forza includere misure incisive sui dirigenti e sull'organizzazione.