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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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Io ci ho provato. Non che avessi molte speranze, però ci ho provato. Molti penseranno che non dovrei stare qui a rispondere. Si sbagliano, vale sempre la pena di rispondere quando si inizia un dialogo. Non foss'altro che per troncarlo, come sto facendo. Scusami, ma a questo dialogo io ci rinuncio subito, perché non vale la pena. Diciamo che non ho gli strumenti psico-culturali per addentrarmi in esso.

Dopo aver tempestato di colpi la tastiera, tu rileggi quello che hai scritto o no? Ti rendi conto di COSA scrivi?

Tu pensi che la lotta di classe serva per mettere il principe di Napoli al Quirinale e due parassiti, che mai hanno lavorato e sempre e solo hanno preso per le chiappe chi lavora, a presidenti delle due camere! Cos'è? Vladimir Illich Ulianov interpretato da Totò?

Figliolo: ci fai o ci sei? Sfogati pure con me, offenditi, dimmi tutto quello che vuoi ma, se hai un attimo, ascolta il mio consiglio: fermati e pensa a quello che dici e scrivi. Ne hai bisogno. 

Beh, per me vale la pena continare il diaologo perchè credo che non
sia stato colto il paradosso che intendevo esprimere. Sicuramente ho
mischiato concetti seri con "freddure" e, su tutto, l'idea infelice di
paragonare il lavoratore ad un frutto di un vegetale ...

Le conquiste della classe si sono fermate nel 70' o poco dopo
(diciamo 80' con la marcia dei 40.000) ... se ho fatto capire che la
lotta di classe ha portato Napolitano dov'è e Bertinotti e Marini
dov'erano ...  o peggio che la lotta di classe servirebbe a questo, beh
... dire che mi sono espresso male è poco !

La forza di classe
per come l'ho definita si è esaurita poprio con il punto più alto (ecco
il paradosso) della sua pseudo rappresentanza politica (oggi nel
parlamento italiano non c'è neppure più quella) ...

la forza contrattuale: cos'altro può essere la forza di una classe ?

Non ho bisogno di sfogarmi con nessuno. Ho cercato di rispondere a domande precise per quanto abbastanza complesse e su cui un master(izzato) di questo tipo potrebbe fare una bella tesi ...

Quello
che penso e quello che scrivo è ciò che sono e quindi ciò che sembro,
proprio per questo mi interessa sapere che cosa hai provato a fare con
le domande che hai posto e quali sono quelle poche speranze che vi hai
riposto. 

Su Bertinotti e Marini (che tu definisci parassiti) hai
ragione hanno preso per le chiappe chi lavora se intendi dire (quello
che ho detto io) e cioè che la loro ascesa è direttamente proporzionale
alla discesa delle conquiste sindacali per i lavoratori ... devo
ricordarti che c'è stato un tempo in cui i "padroni" erano "costretti"
a costruire le case (un bene comune non un privilegio) ai lavoratori, aumentare il salario affinchè i lavoratori avessero la possibilità di portare avanti dignitosamente una famiglia, etc ... devo ricordarti come siamo messi oggi ? e che domani staremo peggio ?

Però hai un concetto abbastanza limitato del lavoro ... perchè
questi signori hanno lavorato eccome, magari contro l'interesse di chi
hanno rappresentato, hanno lavorato eccome, hanno aggregato e
coordinato, hanno prodotto tessere e voti, hanno creato consenso e
spartito compiti e cariche, hanno preso decisioni che hanno determinato
il lavoro e l'esistenza di migliaia di persone ... beh, sono
organizzazioni sindacali e partitiche ... con tanto di agevolazioni,
privilegi, bilanci e ... proprietà di immobili e di società ... scuole
... agenzie interinali ... etc ...

Offendermi ? E perchè ... gli esami non finiscono mai e le bocciature (specie se comprese) , aiutano a crescere ...

 

 

pietro, io non sono amerikano, non produco noise, ma io quel che hai scritto l'ho capito, sia in prima che in seconda lettura. è probabile che la differenza con altri stia nel fatto che tutti parliamo di lavoro nel pubblico in Italia e solo qualcuno tra quelli che scrivono lo fanno e lo hanno sperimentato sulla propria pelle (e sulla propria psiche, aggiungerei).

ma ho anche capito il resto del ragionamento su lotta di classe ed altro. ho anche trovato interessante (acuto e sul punto) gli articoli che hai linkato di bosi (che però non può interessare chi si ostina a non scendere dal livello dei massimi sistemi) e di carniti (men che meno).

al doktorfranz, con colpevole ritardo (ma giuro non sono stato in malattia, ho preso tutte ferie....), rispondo che bastava dirlo prima che il punto di partenza del problema è la quantità di ore lavorate; il mio è proprio diverso ed ha a che fare con la qualità del lavoro innanzitutto, a partire dalla ricercata e voluta disorganizzazione. sui dati che citi, attento all'effetto peculiare del settore scuola, tanto sulle ore lavorate contrattuali quanto su quelle di fatto. ribadisco comunque uno dei miei punti: è improprio (accademicamente) e scorretto (nel mondo reale) fare coincidere l'assenteismo con l'assenza retribuita di qualsivoglia tipo che non siano ferie. Assenteismo è assenza non giustificata o con falsa giustifica, fenomeno largamente presente in intensità e risvolti materiali e psicologici nel lavoro pubblico ma di fatto tuttora neanche affrontata: l'assenteista così definito non sarà toccato perché ha già un medico compiacente alle false giustifiche cui potere chiedere certificati medici di durata almeno pari a 11 gg, per cui non incapperebbe nella misura del decreto.

 

infatti, il vero problema (esteso a 360°) sono i furbi che fanno sistematicamente truffa allo stato e quindi alla collettività ... la FANNULOPOLI creata con estrema arte anche accademica, fa parte di una propaganda bipartisan che ha obiettivi precisi ... o vogliamo credere alla favola che nella Pubblica Amministrazione e nella Politica Istituzionale (pagata sempre dalla collettività) i disastri sono dovuti a chi non partecipa al gioco e si assenta ? :-)

nel video sono interessanti le parole del "sindacalista" con la birra in mano che non si fa riconoscere

gli altri (che in studio, l'ex socialista Sacconi dice di conoscere bene) ci mettono la faccia e la "bandiera"

Eppure il vento soffia ancora. Capitale e movimenti dei lavoratori in Italia dal dopoguerra ad oggi

Storia di un capitalismo piccolo piccolo. Lo stato italiano ...