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Ma c'è davvero un "effetto Brunetta"?

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Ieri sera, con mia grande sorpresa, in seconda serata è partito il filone autunnale di "Matrix"..con ospite il Min. Renato Brunetta. In mezzo alla solita trafila di domande e incalzi da parte di Rizzo (Corriere della sera) e del vice direttore di Repubblica ( non me ne voglia, non mi viene in mente il nome e non ho voglia di andare a cercare su Google), sono rimasto colpito da una riflessione, che trovo a giusto modo acuta...

Mi riferisco nello specifico al commento del Ministro circa le polemiche con i sindacati, già rei di aver fatto saltare l'accordo Alitalia- AirFrance...Ora, attraverso i percorsi universitari maturati finora ho avuto modo di comprendere appieno l'importanza come capisaldi della legislazione in materia lavorativa italiana delle organizzazioni sindacali; ciònonostante, non posso non essere d'accordo con quanto ribadito dal Ministro ieri sera, circa la volontà del Governo di proseguire nel "progetto Colaninno" ad oltranza. A ragione, secondo me, ha paragonato la situazione che si prospetterebbe al termine del processo in atto e quella alternativa....4000/4500 esuberi a fronte del taglio dell'intero personale Alitalia, stimato in non ricordo bene quante unità, ma mi pare ovvio ben oltre le 4500 unità. Non solo, ma non si può non legare la situazione Alitalia con quanto sta succedendo nell'intero sistema economico italiano, in particolare nel comparto industriale/manufatturiero: l'Alitalia non è l'unica impresa in crisi, altre aziende stanno chiudendo i battenti nel silenzio più totale. Ora, non so se l'effetto-media sia un aiuto o una pressione, fatto sta che dei potenziali 4500 tagli Alitalia i sindacati se ne occupano eccome...e gli altri ??? Figli e figliastri in salsa tricolore?