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Pubblicata la bozza di Calderoli sul federalismo fiscale

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Non e' da oggi che qualcuno propone di dividere la Repubblica delle
Banane, personalmente ritengo che una secessione democratica come e'
avvenuto in Cecoslovacchia sia pressoche' l'unica soluzione per
introdurre un a forma virtuosa di governo con incentivi corretti
Regione per Regione.

Il sistema centralista deresponsabilizzante ora in vigore incentiva
la maggioranza delle Regioni (in realta' tutte, data la scarsa qualita'
delle maggioranza delle elites al potere nelle Regioni che dal sistema
ci perdono) a vivere alle spalle altrui, massimizzando il proprio
prelievo dalla cassa centrale di Roma, e minimizzando il proprio
contributo (quindi massimizzando sia la spesa pubblica locale sia
l'evasione fiscale locale). I risultati li vediamo nello sfascio dello
Stato. Ma oltre a questo il sistema centralista vizioso ha generato
anche uno sfascio culturale ed un pensiero unico dominante
statal-centralista, orientato a difendere questo ridicolo e
indifendibile sistema. Con questi limiti culturali, e con la tradizione
giuridica italiana, ritengo sia impossibile produrre una riforma
federale decente, che introduca incentivi Regione per Regione a
limitare l'evasione fiscale locale, a limitare l'imposizione fiscale
locale, a spendere al meglio i soldi dei contribuenti a vantaggio dei
cittadini invece che per comperare consenso e arricchire la Casta al
potere. Perche' questo avvenga, la spesa pubblica locale deve essere
sostenuta da imposte locali, in maniera trasparente ed immediatamente percepita dal cittadino-elettore-contribuente, non c'e' altra strada. Come avviene nella
UE, Stato per Stato. Non ci deve essere la minima possibilita' per il cittadino di pensare che che sia suo vantaggio aumentare la spesa pubblica di cui beneficia a spese altrui. Non e' certo questo che ha fatto dell'Irlanda uno dei paesi piu' ricchi della UE.  Deve essere ultra chiaro ed acquisito chi chiede aumento della spesa pubblica deve prevedere poi di finanziarlo con le sue tasse, almeno in buona parte. Gli aiuti allo sviluppo devono essere
investimenti, non sussidi, punto. Certo ci vuole una transizione
graduale, ora il sistema e' drogato e assuefatto, ma quello deve essere
il traguardo. Ma gli italiani non vogliono disintossicarsi, perche' la
maggioranza crede di guadagnarci, vorrebbe solo piu' soldi da Roma a
spese di qualcun altro che non identifica mai in se' stesso.

Sistemi di amministrazione centralisti sono sensati solo per aree
socioeconomicamente omogenee. Se ci sono aree di sottosviluppo queste
si possono sviluppare col libero commercio e con aiuti e finanziamenti
allo sviluppo, ma MAI con i sussidi alla spesa pubblica corrente
locale. Il problema e' che l'Italia non ha risorse culturali
sufficienti ad arrivarci, prevale l'interesse minuto e corporativo, che
accomuna quasi tutti a chiedere piu' soldi alla cassa comune di Roma,
riempita con i soldi di chissachi.

Quindi una secessione delle Regioni che ora ci perdono e' pressoche
l'unica soluzione per separare le finanze dalla Cassa comune di Roma,
disarticolare il sistema vizioso ora vigente e porre le basi per
costruire un sistema virtuoso di governo e di amministrazione. E va
sottolineato che dalla secessione cecoslovacca ci ha quadagnato piu' la
Slovacchia che era l'area economicamente piu' povera e meno sviluppata.
Tuttavia la secessione ha bisogno del consenso della maggioranza
assoluta, e possibilmente di una maggioranza qualificata di chi la
chiede, che ancora non c'e'. Inoltre la secessione Cecoslovacca aveva
il consenso di entrambi i nuovi Stati. La soluzione migliore sarebbe
appunto una secessione consensuale oppure un federalismo equivalente
alla secessione effettiva della cassa comune ora centralizzata a Roma.