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Pubblicata la bozza di Calderoli sul federalismo fiscale

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Cito alcuni brani da due articoli di G.Tabellini sul Sole 24 Ore.

Dal Sole24Ore del 31/7/2008 (rassegna.governo.it, renatosoru.it):

Imposte trasparenti per misurare i politici - G.Tabellini

[...]

Ma il finanziamento della spesa locale è sostanzialmente basato su trasferimenti statali, o su basi imponibili poco visibili agli elettori e sulle quali i governi locali hanno limitati margini di autonomia nella determinazione delle aliquote.

Questi rapporti finanziari tra centro e periferia hanno incentivi perversi: se i politici locali spendono di più, essi riscuotono maggiori consensi presso gli elettori perché, a torto o a ragione, i costi del finanziamento non sono percepiti a carico della comunità locale.
Il federalismo fiscale può diventare davvero l`occasione per facilitare il contenimento della spesa e delle imposte solo se riesce a cambiare radicalmente questi incentivi. Il politico locale deve subire un costo se non riesce a contenere la spesa.

Perché questo succeda, deve esservi un legame diretto e trasparente tra spesa e prelievo, e il ruolo dei trasferimenti statali deve essere quasi esclusivamente finalizzato alla perequazione tra Regioni ricche
e povere.
I governi locali devono avere ampi margini nella scelta delle aliquote. E le basi imponibili locali devono essere il più possibile visibili ai cittadini e mobili sul territorio. La visibilità consente agli elettori di fare confronti tra amministrazioni più o meno efficienti; e la mobilità induce concorrenza fiscale e scoraggia
un`amministrazione dal fissare aliquote più alte del vicino.

Le controproposte delle Regioni alla bozza Calderoli per il federalismo fiscale L`Ici era "odiosa" proprio perché ben visibile ai cittadini. Per questo sopprimerla è stato un passo indietro.

Dal Sole24Ore del 26/8/2008 (rassegna governo, affariregionali.it,
pdf - corteconti.it):

FEDERALISMO FISCALE
La solidarietà tra le Regioni dimentichi la spesa storica
di Guido Tabellini

[...]

L`assistenzialismo dello Stato centrale ha favorito le pratiche
clientelari dei Governi locali, minando le capacità di autogoverno e
ostacolando lo sviluppo economico. Poiché il costo opportunità (le
alternative perdute con impieghi migliori) della spesa pubblica non
era evidente o non ricadeva sui contribuenti locali, i cittadini
meridionali sono stati incoraggiati a premiare i politici più per i
favori elargiti che per l`efficienza nella gestione dei beni pubblici
locali.

Il federalismo fiscale è un`occasione per correggere queste
distorsioni. Il buongoverno è possibile solo se le amministrazioni
locali hanno un vincolo di bilancio rigido e trasparente.

In particolare, le risorse disponibili non devono dipendere da
decisioni discrezionali dello Stato centrale o, peggio ancora, dalla
necessità di sopperire a inefficienze gestionali.