Titolo

L’intervista di un genio

4 commenti (espandi tutti)

il problema non è le barzellette che raccontano adesso. il problema sono tutti quelli che credevano e credono ancora al corriere imparziale, indipendente e super partes. io Mieli lo ricordo ad Anno Zero mentre, confrontandosi con Travaglio (eh sempre lui!), non riusciva ad ammettere che Andreotti fosse stato "condannato" per associazione mafiosa ma prescritto. non riusciva proprio a dirlo, le parole si rifiutavano di uscirgli dalla bocca. incredibile quell'uomo.

Sempre a proposito di quanto compare sulla stampa in questi giorni, "Newsweek" ha pubblicato un articolo intitolato "Miracle In 100 Days/ How Berlusconi brought order to chaotic Italy, and what comes next".
"Il Giornale" ha scritto che l'articolo é un grande successo.
In molti continuano a ripetere che l'articolo é un grande successo e "un riconoscimento internazionale".
Ma é proprio così? E' plausibile sostenere che l'articolo é "un riconoscimento internazionale"?

Di seguito alcune frasi estrapolate dall'articolo (e citate anche da coloro che considerano l'articolo un grande successo).
Il soggetto é Berlusconi:

"... he has also wasted little time in consolidating his authority. One of his first acts: pushing through a bill that gives the top four national officeholders, including the prime minister himself, immunity from prosecution while in office. The bill passed overwhelmingly last month, and put an end to outstanding criminal proceedings against Berlusconi (which he and supporters say were politically driven). That this new law was a possible conflict of interest did not go by unnoticed, but Italians are feeling too poor to pay it much attention...",

"Ever the showman, Berlusconi held cabinet meetings in Naples...",

"...he tackled the perception that violent crime is on the rise (despite data showing otherwise), and that foreigners are to blame for it...",

"Italians like him now, but what they really want is economic stability. Cleaning up trash and harassing immigrants won't be enough".

Non sarà che, a parlar di miracoli un giorno sì e l'altro pure, la cosa, indipendentemente dalla realtà, diventa patrimonio comune delle coscienze domiciliate sul suolo italico?

Infine vorrei chiedere il vostro parere su questa affermazione del giornalista di "Newsweek":

"Berlusconi has pledged to reduce spending (in contrast to his first term), but doing so will make it harder to fulfill a pledge to cut taxes or to stimulate growth".

Perché, se Berlusconi riducesse le spese, dovrebbe essergli più difficile abbassare le tasse?

Alcuni commenti all'intervento di pippi, che condivido in pieno.

1) Anch'io proprio non ho capito cosa intendesse dire il gioornalista con la frase sul taglio della spesa. Con molto sforzo posso immaginare che quando dice che ''it makes it harder to stimulate growth'' potrebbe avere in mente qualche arcaica nozione di crescita guidata dalla spesa pubblica. Ma perché mai dovrebbe essere difficile poi ridurre le tasse? Non riesco a immaginare nulla, se non che il giornalista ha preso una cantonata (difficile pernsare a un semplice errore di stampa, dato il contesto).

2) Sia la stampa pro-belusconiana citata da Pippi sia quella anti-berlusconiana (si veda qui e qui) danno per scontato che l'articolo segnali chissà quale cambio di linea editoriale di Newsweek se non dell'intera stampa americana o, perché no, mondiale. Non è così. Nei paesi civili non c'è il controllo ferreo della linea e dei contenuti di qualsiasi articolo. Spiace ricordarlo, ma l'Italia è per Newsweek un paese marginale. L'articolo è stato scritto da un giornalista italiano, Jacopo Barigazzi (tra parentesi: non sono riuscito a verificare se sia assunto in pianta stabile a Newsweek o se sia semplicemente un freelance; qualcuno lo sa?). Segnala quindi l'opinione di un giornalista italiano.

3) È un po' triste questa fregola proviciale con cui si cita la stampa estera, anche quando (come in questo caso) ospita semplicemente l'articolo di un giornalista italiano. È triste ma è razionale. I media italiani hanno un livello di indipendenza bassissimo dal potere politico, per cui qualunque cosa dicano ha credibilità vicina a zero. Logico quindi che si cerchi conferma sulla stampa estera. Il messaggio nenche tanto implicito è: ''a noi non potete credere perché siamo nelle tasche dei politici, ma guardate cosa dicono questi che sono fuori dall'Italia e quindi indipendenti...''

È un po' triste questa fregola provinciale con cui si cita la stampa estera

Sì,
ma è la norma, purtroppo. La cosa ancora più triste, però, è l'asserita
o negata autorevolezza - relativa anche al medesimo giornale - a
seconda che il parere espresso sia favorevole o contrario alla propria
parte poltica. E, nell'ambito di un commento sgradito, uno sport
ampiamente praticato - da ambo le parti - consiste nella ricerca
spasmodica di un paragrafo, una mezza frase, un accenno, un appiglio
qualsiasi da utilizzare per affermare che, in realtà, il significato
vero è ben altro ..... :-)

Il messaggio nenche tanto implicito è: ''a noi non potete credere
perché siamo nelle tasche dei politici, ma guardate cosa dicono questi
che sono fuori dall'Italia e quindi indipendenti...''

Ecco, io di questo non sono tanto convinto: a mio parere la
stampa italiana non ha tale percezione, anzi ritengo che le citazioni
dall'estero siano considerate un modo di confermare la propria autorevolezza (sono io che dico il vero, non gli altri, come si può capire leggendo che cosa dicono oltralpe ....).