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L’intervista di un genio

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Confesso di averlo letto. Me lo mandò un caro lettore del nostro blog e direttore di giornale, chiedendomene una recensione. Non ci son riuscito, sembra scritto da una combinazione convessa di Lacan e Vattimo, con spruzzate di Cacciari. È un libro-buffonata, che prova tra l'altro l'inanità culturale dell'autore: vuole fare il grande uomo politico di centro-destra e scrive con lo stesso stile, lo stesso vocabolario, la stessa superficialità e la stessa logica dei peggiori filosofucci postmoderni comunist-cretinoidi.

Se riesci a farne una recensione comprensibile sei bravo, perché non ha alcun senso. Idem per il precedente, Rischi fatali: avevamo appena iniziato a fare il blog quando lo lessi e credo di avere delle note da qualche parte. Un'altra cosa allucinante, senza capo né coda. Ma La paura e la speranza è peggio, pura impostura pseudo-intellettuale.