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L’intervista di un genio

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Il titolo avrebbe dovuto essere: Tagliare le spese correnti. Ridurre le tasse sul reddito da lavoro.

Sottoscrivo al 100%. Quello doveva essere il titolo, e il contenuto avrebbe dovuto seguire il titolo senza lasciarsi prendere la mano da considerazioni congiunturali molto dannose: tradotto nel contesto pratico della politica italiana di oggi, FG sta consigliando a Tremonti di fare come ha fatto nel 2001, ovvero tenere ferme le tasse (diminuirle e' fantascienza...) aumentando la spesa pubblica a spese di un deficit crescente, con la scusa di stimolare l'economia italiana. E FG raccomanda questo proprio mentre Tremonti, al contrario del 2001, facendo un tentativo serio (nei limiti del contesto italiano) di contenere e ridurre la spesa pubblica, con una serie di messaggi (la cifra dell'inflazione programmata, la finanziaria triennale, i tagli ai ministeri) e anche con una serie di norme e circolari non banali da eludere sul turnover, i contratti a termine e le spese di funzionamento. Rispetto al 2001 AN ha meno peso, e non puo' piu' premere come nel 2001 per aumentare gli stipendi statali, contemporaneamente l'influenza della Lega contro la spesa statale e' piu' forte. In ogni caso e' tutto da vedere se Tremonti riesce a combinare qualcosa, ma non c'e' dubbio che occorre ridurre strutturalmente e di molto le tasse sul lavoro (e anche sull'IRPEF almeno per i redditi medio-bassi), e condizione prima perche' questo sia possibile e' ridurre la spesa pubblica, particolarmente quella clientelare e improduttiva.

Diamo ad FG quel che è di FG ed a GT quel che è di GT.

Come ho detto, l'articolo di FG è ambiguo ed avrebbe dovuto scriverlo diversamente. Così facendo avrebbe evitato di generare le ambiguità, ed i fraintendimenti, che ha chiaramente generato su quanto egli sta suggerendo di fare. A mio avviso FG NON sta suggerendo di aumentare la spesa e lasciar ferme le tasse. Anzi, è abbastanza chiaro che sta suggerendo di ridurre le tasse e ridurre la spesa in maniera molto più sostanziale di quanto questa legge Finanziaria preveda. Però, appunto, la metà iniziale del suo articolo fa confusione e svolge un argomento che praticamente contraddice quello con cui poi conclude. 

Per quanto riguarda GT, ammetto che non ho letto ancora i documenti finanziari che sta producendo, quindi mi astengo. Per il momento ho l'impressione di tagli simbolici ed a casaccio, ma è possibile che mi sbagli. Quanto dichiara non fa presagire niente di buono. Vedremo cosa faranno, quando e se lo faranno, su Alitalia per capire quale tipo di politica economica hanno in mente. Da questo punto di vista Alitalia è una cartina di tornasole, come lo sono le pensioni. 

Caro Michele se il buongiorno si vede dal mattino, e la Busarda ha ragione, non siamo messi niente bene.

A mio avviso FG NON sta suggerendo di aumentare la spesa e lasciar ferme le tasse

Hai ragione, mi sono riletto l'editoriale di FG ed effettivamente mi rendo conto di aver fatto delle considerazioni errate nel mio commento sopra. Cerco di aggiustare il tiro ora: FG raccomanda tre azioni:

  1. riduzione delle tasse sul lavoro
  2. riduzione della spesa pubblica

    La via maestra sarebbe quella di una riduzione delle spese correnti più coraggiosa di quella prevista

  3. rimandare piu' avanti nel tempo l'obiettivo di pareggio del bilancio, e quindi sforare temporaneamente, perche' l'economia e' in crisi

Quindi devo correggere la mia prima impressione, dovuta ad una lettura superficiale dalla quale mi erano rimasti impressi solo i punti 1 e 3, che sono vagamente (ma non punto per punto) corrispondenti all'azione di GT nel 2001: micro-riduzione delle imposte con aumento della spesa pubblica a spese del deficit con la scusa della crisi.

Il problema che vedo nell'attuazione delle tre raccomandazioni di FG e' in breve che i punti 1 e 2 sono sacrosanti e si combinano bene, mentre il punto 3, sforamento temporaneo del deficit, non si combina bene con la riduzione della spesa pubblica, che in presenza di qualunque risorsa disponibile (tesoretto, aumento del deficit) tende a salire per poi non scendere.

Ritengo pertanto essenziale non fornire alcun appiglio per aumenti anche congiunturali e temporanei della spesa pubblica. FG non raccomanda di tenere ferma o aumentare la spesa pubblica, ma raccomanda lo sforamento del deficit, che necessariamente fornisce risorse al bilancio dello Stato, che poi inevitabilmente in Italia fanno aumentare la spesa pubblica piuttosto che ridurre le tasse, come e' successo col "tesoretto". Riguardo al merito dello sforamento temporaneo, ritengo anche che la crisi contingente sia in Italia meno grave che altrove: l'encefalogramma economico e' quasi piatto per cui anche le oscillazioni verso il basso sono contenute. Il vero problema dell'Italia e' la crisi di lungo periodo che ci fa perdere lo 0.8% medio di PIL pro-capite ogni anno rispetto alle economie di Francia e Germania, che probabilmente corrisponde all'1% rispetto all'OCSE, e cio' dura da 15-20 anni. Per curare questa crisi di lungo periodo e' indispensabile ridurre la spesa pubblica e l'invadenza dello Stato nell'economia. In un contesto politico e sociale disastrato come quello italiano, ridurre la spesa pubblica e' impresa eroica che puo' solo essere realizzata in situazione emergenziale, sotto la pressione di possibili disastri imminenti, e sull'onda di un forte consenso elettorale. A me sembra, ma ci vorra' un anno per capire che e' vero, che GT stia sfruttando il consenso esistente, la solida maggioranza, la crisi economica generale, lo stato dei conti pubblici e la necessita' di raggiungere il pareggio, allo scopo di far passare una serie di misure di contenimento e riduzione della spesa pubblica. Si tratta di norme e circolari all'italiana, ridicole accozzaglie di commi burocratici del tipo non puoi assumere piu' di 2 dipendenti per ogni 10 che vanno in pensione, non puoi spendere per contratti a termine o consulenze piu' del 60% del 2006 e cosi' via. Una stupida riduzione a pioggia della spesa storica senza alcuna discriminazione per chi ha speso bene i soldi, non ha fatto debiti, non ha sforato obiettivi. Non c'e' strategia generale, non c'e' riforma complessiva. Ma questa e' la prassi italiana. Tuttavia sono misure a mio modesto parere seriamente orientate alla riduzione della spesa pubblica e avranno una certa misura di successo.