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L’intervista di un genio

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ma è normale l'r^2 del 34% ?

Ma che te frega dell'R^2? E poi, cos'è un R^2 normale?

Le regressioni riportate in questo articolo sono perfettamente ragionevoli, ed ugualmente ragionevoli ne sono i risultati. Cosa se ne evince? Questo:

- Se invii ad una famiglia un assegno di circa 1000 dollari, costoro ne spendono una parte nelle settimane seguenti. Un'altra parte, più o meno piccola, la risparmiano o la spendono nelle settimane a venire. Cos'altro dovrebbero fare? Bruciare l'assegno?

- La maniera in cui spendono parte di questo assegno sembra perfettamente coerente con una versione terra-terra della "permanent income hypothesis". Spendono più su beni durevoli che su altro, ed in percentuale decrescente al crescere del reddito (famiglie di reddito più alto hanno una maggiore propensione al risparmio sul reddito marginale). Ricordo che persone di reddito superiore ai 180K (o erano 200K? Non ricordo) non hanno ricevuto alcun assegno.

C'è forse qualcosa di sorprendente in questi risultati? Assolutamente niente.

Ovviamente la spesa per consumo, nelle settimane immediatamente seguenti l'invio degli assegni, è cresciuta. Quindi? Forse che questo ha alterato anche solo di un epsilon la crisi economica USA? Ovviamente no, come già ampiamente previsto

Infatti, come anche le notizie odierne confermano, il bubbone immobiliare continua a fare il proprio corso, facendo i danni previsti. Si curerà ed i suoi effetti svaniranno? Certo, succederà perché non è la fine del mondo, checché ne dica il commercialista da Sondrio. Ma lo stimolo fiscale a tutto questo ha fatto solo fresco. Probabilmente ha causato un pelino dell'extra inflazione osservata proprio negli ultimi sei mesi. Nella misura in cui è stata e rimane una misura una tantum non causerà una variazione durevole nel tasso d'inflazione, ovviamente. Esattamente come la teoria predice.

Che altro poteva succedere? Il fatto che la spesa per l'acquisto di televisori, lavatrici e fosse anche automobili cresca di alcuni punti percentuali per alcune settimane - calando poi dopo: occorrerà aspettare altri 6-9 mesi per riuscire a misurare se c'è stato anche un effetto di sostituzione intertemporale che ridurrebbe l'effetto netto sulla spesa ... ma è tema complesso, lasciamo stare - che effetto potrà mai fare a chi non è in grado di pagare un'ipoteca di 300mila dollari o a chi ha ipoteche spazzatura in portafoglio o alle banche che non sanno se prestare o meno ad aziende a cui, in altri tempi, avrebbero prestato a tassi di favore? Nessuno, ovviamente.

In conclusione, ciò che è ridicolmente improprio ed ingiustificato sono le conclusioni di policy dell'articolo in questione, non i risultati. I risultati econometrici vanno perfettamente bene, ma le conclusioni non hanno alcuna relazione logica con i numeri presentati dalle tabelle. Sono, come si dice, un non-sequitur. 

Scusa Michele, non capisco.

Lasciamo perdere i dettagli dell'analisi econometrica. L'articolo mi pare lanciare 2 messaggi:

1) (theoretical considerations - a pinch of salt in the water?)  La teoria economica "mainstream" attuale avrebbe predetto un effetto sul consumo praticamente nullo. A nostro parere, e guardando i numeri, l'effetto e' invece consistente.

2) (policy considerations)  I rebates sono stati un successo da un punto di vista di policy.

Il tuo ragionamento mi pare inerente al punto (1), e dice sostanzialmente "nulla di straordinario, tutto previsto". Da questo ad attaccare il punto (2), pero', mi pare ce ne voglia. Se tu non contesti la validita' dei risultati econometrici, affermare che le conclusioni di policy dell'articolo sono un "non-sequitur" puo' significare una di queste due cose (o anche entrambe):

a)  (effetto quantitativo) gli autori hanno torto, i numeri sono piccoli e l'effetto e' basso.

b)  (metodologia)  queste analisi cosi' preliminari non sono economia, al massimo sono utili a far parlare di se'. Per avere risultati sensati, occorre aspettare qualche mese e svolgere un altro tipo di analisi empirica.

Tu non dici nulla di netto su questi due punti. Percio', non capisco come tu possa attaccare le conclusioni di policy dell'articolo.

 

Nota: sia chiaro che non ho posizioni da difendere per partito preso. E' solo che questo e' il primo articolo che leggo, firmato da economisti accademici, che descrive i rebates come un successo, e percio' mi va di rifletterci un po' sopra...

 

edit:  Ovviamente, nell'articolo "successo di policy" = "i consumatori spendono li sordi". Punto. E' questo che non ti piace?

E poi, cos'è un R^2 normale? (...)

Non lo so: Feldstein se ne esce con un articolo in cui spara dati di contabilità nazionale che dimostrano che i consumi sono aumentati di una miseria, considerati i posti di lavoro persi ecc. ecc., rispetto all'entità dello shot, confermando quel che tutti credevo pensassimo. Feldstein ha la sua età, ma non credo si sia dato a un altro sport senza avvisare. LuigiP però posta questo articolo in cui si dice l'opposto (e non solo nelle conclusioni di policy). Il fatto che gli assegni girati dal governo vengano automaticamente e (quasi) completamente spesi subito diventa di colpo un'ovvietà:

- Se invii ad una famiglia un assegno di circa 1000 dollari, costoro ne spendono una parte nelle settimane seguenti. Un'altra parte, più o meno piccola, la risparmiano o la spendono nelle settimane a venire. Cos'altro dovrebbero fare? Bruciare l'assegno?

Si vede che avevo capito male ("The rebates added less than $20 billion to consumer spending...The rest went into savings, including the paydown of debt.", Feldstein, che confermava anche quelle ipotesi terra terra di reddito permanente senza tirare in ballo le cose complicate). Tanto che cercavo in qualche modo di spiegarmi come mai questi dicessero invece che l'incremento generato dallo shot fosse invece consistente.

ed ecco perché ho chiesto se è normale un r^2 del 34% .

[ho fatto un edit perché forse la risposta è già nei dati, se letti bene. Se 100billions è circa il 13.3% della PCE di non durevoli trimestrale, il 2.4% di crescita già avvenuta secondo i 2 corrisponde a 18.8 billions: più o meno la cifra indicata da Feldstein compessiva (20); la differenza rispetto al dato aggregato saranno le famose lavatrici].

Non conoscevo l'articolo di Feldstein (link?), ma mi sembra che i conti tornino, no?

L'insegnamento importante di questo dibattito è che certa gente (e mi riferisco ai due che hanno pubblicato il sommario delle loro ricerche su vox-eu) pur di spingere e sostenere le ipotesi politche che a loro vanno più a genio, è disposta a stravolgere il senso dei loro risultati stessi.  

Comunque, insisto, il problema NON è se il trasferimento fiscale ha fatto o non ha fatto crescere i consumi (insisto: cosa altro diavolo poteva far crescere?). Il problema è se è servito o meno a curare o alleviare le cause della crisi economica USA. E la risposta, in un caso e nell'altro, è un sonoro "NO, non è servito a nulla!".

P.S. Un giorno mi spieghi questa cosa degli R^2 ... cosa puoi inferire da un R^2? Io ci inferisco solo se i dati sono tutti allineati sull'iperpiano, oppure no! :-)

Link!

L'insegnamento importante lo condivido (certi economisti sono un po' delle puttane e i tax rebate non cambiano le cose).

Sugli r^2 ho poco di interessante/intelligente da dire; speravo solo che lo 0.34 indicasse un legame deboluccio per poter passare a tutto il can-can che hanno fatto da li in giù e chiedevo conferma.

Visto che siamo in tema, aggiungo un link dal blog di Mankiw, con una lunga esposizione del punto di vista della Casa Bianca (ma il vero post interessante, dove l'autentico significato di ''stimolo'' è svelato, è questo).

Sono un misero micro theorist, quindi non ho nulla da dire su tutta la vicenda, tranne che sono veramente sorpreso di come tutta questa faccenda di stimoli, demand management, countercyclical policies sia improvvisamente tornata di moda. Mi sono perso qualcosa negli advances in macro theory o è semplicemente come va il mondo?